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"Chiamami col tuo nome!" e l'amore omosessuale

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Chiamami col tuo nome”. Bel film! Luca Guadagnino sa fare il suo lavoro, ma la mia impressione è che si voglia edulcorare la rappresentazione dell’omosessualità, come in tanta cinematografia gay. I protagonisti sono descritti come un qualsiasi maschio eterosessuale: mai effeminati, voci profonde, sicuri di sé. Siamo sinceri dai! Quando uno è gay si vede! Per quanto uno sia “maschile”, tra noi gay ci riconosciamo subito. Raramente restiamo sorpresi quando qualcuno si dichiara.

Film come questo, "Brokeback Mountain" o altri, sono fiabe. Piuttosto descrivono fedelmente un immaginario erotico gay, cioè quello che un gay vorrebbe gli succedesse. Per carità! Mai generalizzare! Il mondo dell’omosessualità è eterogeneo come il Brasile, ma un po’ di autocritica va fatta. Possiamo indossare tutte le barbe e i muscoli che vogliamo, ma come diceva uno dei protagonisti di “Mine Vaganti” quando meno te l’aspetti la tua parte femminile prende il sopravvento: “E’ la vera me, io la tratteng…

Gli acrobati della santità!

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Ultimamente mi è capitato di lavorare con bambini con gravi difficoltà nell'apprendimento. Quante cose ho imparato sulla fragilità umana e sulla mia fragilità.
Uno dei bambini di cui mi prendo cura ha un grave ritardo mentale e una fortissima avversione alla scuola. Con l'equipe delle maestre e con i relativi esperti si è capito che per quest'anno il bambino non imparerà né a leggere né a scrivere, e che il nostro primo obiettivo deve essere quello di dare al piccolo delle basi che in questo momento per lui sono ancora più importanti: ad esempio riconciliarsi con la scuola e crescere nella stima di sé.
E' vero! Forse tutti i suoi compagni, potranno imparare a leggere e scrivere, il mio bimbo no. Lui imparerà più avanti, forse, ma certamente prima deve acquisire altre competenze fondamentali per la sua vita.
Quante volte anche noi pretendiamo da noi stessi e dagli altri di saper già "leggere e scrivere"! Quante volte pretendiamo da noi stessi e dai nostri fra…

Oltre la castità...

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Parlare di castità è difficile. Può sembrare obsoleto, da Medioevo. Qualcosa di cui al giorno d’oggi non si può che ridere abituati come siamo a ben altro.

Parlare di castità è difficile perché poi si finisce sempre per parlare di sesso, come se il problema fosse tutto lì.

Tante volte noi cristiani somministriamo “Castità” come fosse la panacea di tutti i mali. Sei divorziato? nessun problema: “castità”; sei omosessuale? Ti accetto lo stesso, ma “castità”! Hai la fidanzata? Castità! Sei in discernimento vocazionale? CAS-TI-TÀ!

All'origine di tanti problemi c'è la solitudine.

Se guardo alla mia storia vedo un ragazzino spaventato, vittima di bullismo, che passa tanto tempo in casa da solo per paura di uscire. Un bambino che sta un sacco davanti alla tv, che si annoia moltissimo, che si arrovella per la paura delle cose che dovrebbe fare e non ha il coraggio perché è solo. Un bambino che scrive, canta, sogna, ma che poi comincia a fare anche tanti errori.

Quanta fatica ancora…

Pubblicani o farisei?

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Quando si guarda la vita dalla parte della legge, non c’è scampo per nessuno.” questo ho detto a mia sorella quando si è sentita rimproverare dall’ennesimo sacerdote perché dopo vent’anni di vita matrimoniale con un uomo violento, ha deciso di separarsi. Ora si sta frequentando con un altro uomo, una figura tenera, un modello paterno positivo anche per i figli.
Quanto a me lo sapete, sono omosessuale e nonostante la mia fede cattolica e il desiderio di vivere una vita buona, ogni tanto cado rovinosamente. Non lo so perché continuo a mettere il naso nella solita immondizia. Quello che so è che attraverso questa scuola di umiltà sto imparando ad amare gli altri così come sono.
In mezzo ai cassonetti, i grandi maestri della legge, i puritani del virtuale, gli indignados del Bingo (che poi a rovistare nella loro vita sono tutto fuorché perfetti, ma sono molto abili a spostare l’attenzione dal loro pedigree a quello degli altri), no! in mezzo ai cassonetti loro non vanno; non vanno a s…

Gli Oneston, il GFVip e l'amicizia.

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Ultimamente sono rimasto affascinato e completamente coinvolto dall’amicizia nata sotto le telecamere 24 ore su 24 tra Raffaello Tonon e Luca Onestini. Raffaello Tonon è un opinionista televisivo di trentotto anni e Luca Onestini un altrettanto noto tronista del ‘93. Entrambi sono finalisti del Grande Fratello Vip.

Ammazza che modelli di spessore intellettuale vi sto offrendo!

Il Grande Fratello Vip: un programma spazzatura che ha contribuito a diffondere in Italia la cultura del nulla, approfittando dei nostri momenti di disimpegno quotidiano. All’interno di questo contenitore però, probabilmente per merito degli autori, si sviluppano talvolta narrazioni interessanti. L’amicizia è stata uno dei temi principali dell’edizione di quest’anno. Il gradimento dei due amici sui social (uno intellettuale ed estremamente formale, l’altro belloccio e pieno di vitalità), dimostra che il pubblico è particolarmente sensibile a questo tema.

Anch’io ho vissuto un'amicizia così, tra l’altro p…

Michelle Hunziker e le guide spirituali

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Michelle Hunziker nel suo nuovo libro "Una vita apparentemente perfetta" edito da Mondadori racconta di essere stata plagiata da una maga di nome Clelia e di essere stata prigioniera di una setta per quattro anni.
Il Vangelo di ieri capita proprio a pennello:

"Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato". (Mt 23, 1-12)
La testimonianza di Michelle nella quale mi sono imbattuto per caso mentre facevo zapping ieri sera mi ha colpito tantissimo. So cosa significa essere plagiato e conosco il rischio di creare delle simbiosi spirituali anche in apparenza ortodosse e non per forza "esoteriche" come quelle della Hunz…

Bullismo alla mia età...

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Questo pomeriggio ho preso l’autobus. Stavo messaggiando su Whatsapp ed ho accavallato le gambe soprappensiero. Dopo un po’ sento che dietro stanno ridacchiando ed a voce alta domandano: “Sei gay?”. Dopo un po’, ancora: “Gaaaay!”.
Erano due adolescenti.
D’istinto ho sistemato le gambe, sono riuscito però a non voltarmi, come mi sarebbe venuto spontaneo fare, sentendomi interpellato. Ho fatto finta di niente, dentro però la rabbia ha cominciato a ribollire.
Come al solito i bulli agiscono da vigliacchi, aggrediscono da una zona di sicurezza costringendoti a restare vittima: tu lo sai che si rivolgono a te e lo sanno anche le persone intorno, ma non puoi reagire. Se lo avessi fatto sarebbe stato come dire: “Sì, sono gay!” ed io questa confidenza la voglio riservare alle persone a cui voglio più bene. Poi si sono alzati, si sono strusciati apposta contro di me, mi hanno guardato in faccia e sono scesi dal bus.
Ma alla mia età, a 37 anni, posso ancora permettere questo? Essere “bullizz…