Lettera a Papa Francesco


Carissimo Papa Francesco,
mi chiamo Eliseo e ti scrivo anche per dirti quanto ti voglio bene! Devo ammettere che il mio cuore era rimasto legato a Giovanni Paolo II, finché non sei arrivato tu: la sua storia parlava alla mia storia. Quando lo vedevo e lo ascoltavo, qualcosa operava da sé nelle mie viscere. Il suo messaggio a Roma nel 2000 per i giovani risuona ancora potente dentro di me. Perché è vero! La nostra sete di amore, di bellezza, di verità… E’ Lui che cerchiamo! Giovanni Paolo non si arrabbierà per questo mio nuovo slancio d'affetto, e spero nemmeno Benedetto che ha tutta la mia stima. 

Papa Francesco! Con la tua simpatia hai rapito il mio cuore. Ero sotto il balcone quando sei stato eletto, abbiamo vissuto la Pentecoste quella sera a San Pietro, nel silenzio, nelle preghiere che abbiamo recitato insieme, in ogni parola che hai pronunciato. Quando ci hai salutati la festa in piazza non voleva finire. Ho avuto la sensazione lampante che la Chiesa non si era assopita, come ci vogliono far credere, la Chiesa è più viva che mai!

Io sono un ragazzo, ormai più un uomo adulto, e soffro di pulsioni omosessuali. Sono stupito perché oggi i titoli dei giornali parlano solo di quello che hai detto o non hai detto sui gay, dimenticando le bellissime parole che hai speso per i giovani in questi giorni a Rio.

Ma le voglio ricordare io! Hai spinto i giovani ad andare! Anche nelle periferie dell’esistenza, là dove spesso hai invitato i sacerdoti, invitandoli a prendere l’odore delle pecore. Hai parlato di questi giovani che stanno premendo per essere protagonisti del cambiamento ed hai citato Madre Teresa che diceva di cominciare da me e te per cambiare il mondo.

Papa Francesco voglio parlarti delle periferie dell’omosessualità, ne ho individuate tre.

La prima è quella di chi si scopre omosessuale. E’ la periferia della solitudine. Mi ricordo che quando mi sono riconosciuto omosessuale per un momento mi si è annebbiata la vista. Mi sono domandato perché era successo proprio a me, ricordo che stavo andando alla Messa feriale. Il ragazzino che ammette di essere omosessuale si sente un mostro e non sa con chi parlarne. I genitori? Perché dargli una sofferenza così grande? Gli amici? Mi prenderebbero in giro. I preti? Mi direbbero che è un peccato. Quando io ne ho parlato a Dio, ho trovato sulla Bibbia questa parola: “Ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi.”. E’ Isaia. Nell’immagine della forza ho letto una promessa. Perché a me sembrava di non essere maschio perché non ero forte come i miei coetanei. Poi ho trovato il coraggio di parlarne ad un sacerdote, e con il tempo a degli amici fidati. 

La seconda periferia è l’omosessualità di chi è credente. Sì, ci sono anche tanti omosessuali che credono in Gesù, ma non accettano quello che la Chiesa dice sull’omosessualità e sulla sessualità in genere. Non penso a loro, ma soprattutto a quelli che invece amano la Chiesa e vorrebbero seguirne gli insegnamenti. L’omosessualità ha un problema fondamentale, che porta a vivere spesso una sessualità disordinata ed eccessiva: le persone omosessuali sentono delle pulsioni compulsive fortissime dentro di sé, oltre a ciò a volte possono nascere anche dei sentimenti reali. La proposta della castità o del celibato può sembrare un atto di eroismo, un martirio che solo pochi possono affrontare. Questi uomini vengono capiti sempre di meno proprio perché il concetto di castità è sempre meno comprensibile nella nostra società, anche in ambito cattolico, e come se non bastasse si prendono pure le bastonate della militanza gay, perché sono considerati come una sorta di traditori.

Tanti lottano con la speranza di guarire, una guarigione però che mantiene sempre i segni delle cicatrici. In quel punto infatti si rimane sempre un po’ più sensibili.

La terza periferia sono gli inferi dell’omosessualità. Dove l’omosessuale perde la dignità di persona umana. Sono i siti internet di incontri, una specie di vetrina dove mettere in mostra brandelli del proprio corpo per trovare chi ti compra a volte anche a poco prezzo. Non si tratta sempre di soldi, ma appunto del prezzo della propria dignità. Sono le strade dove di notte si cercano incontri con altri uomini che possano colmare i propri vuoti. Sono i locali gay, come le discoteche oppure quei nuovi bordelli, passati come circoli culturali (ce n’è uno a Roma che si chiama “Il diavolo dentro” e non dico altro) dove si pratica ogni tipo di depravazione. Sono le parate dove si chiede dignità per la propria condizione ed invece la si perde. 

Tu ci chiedi di andare nelle periferie e di farlo insieme. Io sono ancora molto fragile, ma ti chiedo di pregare perché possa averne la forza. Vedo quello che sta succedendo in Italia, ultimamente ho scritto una lettera ad una scrittrice cattolica (Costanza Miriano) che ha avuto una risonanza inaspettata. Che siano arrivati i tempi per me di uscire dal Cenacolo? 

Desidero essere accanto a chi è solo, per dirgli di non perdere la Speranza in Dio, e credere che è prezioso ai Suoi occhi. Desidero lottare con chi lotta per essere una persona migliore, per vivere la bellezza di un amore puro, e l’avventura stupenda della santità, sapendo che le ferite, come quelle di Cristo possono diventare sorgente di guarigione per chi ne ha bisogno. In ultimo vorrei come Gesù, discendere agli inferi, in cui sono già stato, dai quali sono stato tratto, nei quali a volta ricado, magari nel 2013 a Sodoma e Gomorra c’è ancora qualche giusto per cui vale la pena parlare della Misericordia di Dio; quante volte in quell’inferno dal quale non riuscivo ad uscire speravo di incontrare un’anima che mi portasse in salvo!

Il cambiamento parte da me e da te, diceva Madre Teresa. Papa Francesco ho questa immagine, di te che scendi anche in queste periferie così scomode dell’esistenza. Ti ringrazio per la delicatezza con cui hai sempre affrontato la questione. Non hai mai puntato il dito per non dividere l’umanità secondo i suoi istinti sessuali. Sai che l’essere umano è qualcosa di molto più complesso e ricco.

Prega per me e per tutti quelli che magari leggendo questa lettera decideranno di varcare la soglia di queste periferie per portare la Buona Notizia di Gesù… Se non altro il vantaggio è che gli omosessuali a differenza delle pecore, sono molto profumati… Scusa la battuta! Ma anche a me, come a te piace molto ridere… Anzi complimenti per la battuta che hai fatto sulla beata Imelda. Sei grande!
Io pregherò per te… come figlio!

Un abbraccio!

Eliseo Del Deserto!


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English Translation: http://eliseodeldeserto.blogspot.it/2013/09/letter-to-pope-francis-by-elisha.html?showComment=1400890439794

Espanol: http://www.aleteia.org/es/estilo-de-vida/noticias/carta-de-un-homosexual-al-papa-nos-das-esperanza-3050001

Português: http://www.aleteia.org/pt/mundo/noticias/carta-de-um-homossexual-ao-papa-3097001








Commenti

  1. Quanta bellezza e chiarezza nelle tue parole Eliseo, grazie!

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  2. Eliseo, sei veramente un ragazzo ricco, sensibile ed intelligente. Grazie per aver condiviso la tua sofferenza con noi e per aver condiviso i tuoi pensieri. Abbiamo bisogno di queste testimonianze!

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  3. Confermo la mia mano, sulla tua testa.
    Ciao, caro Eliseo.

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  4. Il fatto di non avere un volto ed un nome reale, fa pensare a molti che io sia un fake a servizio delle idee politiche del Gruppo Lot o di Costanza Miriano. Addirittura c'è chi pensa che il mio profilo sia una macchinazione di più persone insieme (forse dovrei esserne lusingato...). Ma se io vi mostrassi il mio volto e vi dicessi il mio nome che cosa cambierebbe? Non potrei essere lo stesso un falso? Ci sono tanti personaggi famosi e programmi televisivi ai quali crediamo perché li vediamo in tivvù, eppure sono stati ben studiati a tavolino... Come c'è scritto sul Vangelo, se uno non vuole dar fiducia, non c'è miracolo che tenga!!!

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    1. Nn importa se mostri il tuo vero nome o meno...nn importa vedere il tuo volto se tu nn te la senti di farlo...l importante e cio che sei...e cio che dici...e le tue parole valgono molto piu di qualunque csa...ti mostri o meno rimani cmq tu...cmq le parole provengono dal profondo del tuo cuore...ti dico gze per queste belle parole..perche in questo modo ai parlato di tutti noi al papa...gli ai fatto capire che pur se siamo di tendenza diversa..nel profondo dei nostri cuori ce anche un posto per Dio...e che purtroppo oggi giorno molte chiese guardano male quando un gay ci entra....mentre dovrebbero capire che siamo li tutti per la stessa ragione..lodare il signore indipendentemente da cio che si e.....Dio e sempre stato accanto a tutti...dai peccatori...alle prostitute...gli a sempre teso una mano indipendentemente da cio che erano...perche lui era ed e amore..ed e quello che porta nei cuori di molti...gze sei un grande..

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  5. Ma cari amici, militanti gay: voi lo sapete che quello che scrivo è vero... Perché lo vivete anche voi! Uno di voi infatti mi ha scritto: probabilmente sei vero perché citi Gayromeo e lo descrivi bene (vedi l'articolo "Gayromeo: una macelleria per cannibali!"). Ma lo so che vi ritrovate nelle cose di cui parlo, riconoscete i luoghi, i nomi, le sensazioni di cui parlo... ed è per questo che potrei essere più pericoloso vero? C'è anche chi mi ha criticato perché sono ancora fragile nella gestione delle mie pulsioni e ferite, perché secondo loro dovrei dare delle soluzioni, altrimenti ciò che scrivo non serve a niente, ma solo a far piangere le persone. Ed invece credo che la forza di Eliseo sia questa: è una voce che viene dal basso, che chiede aiuto e nel farlo dice la verità, dice quello che vede e quello che prova. Eliseo non è un maestro che deve insegnare qualcosa o dare consigli, Eliseo è la voce di uno che grida nel deserto! Mi taglierete la testa? (P.S. con tutto il rispetto per il Battista... :-D)

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  6. Ciao Eliseo, bel nome tra l'altro del profeta discepolo di Elia.
    Mi piace il tuo amore per la Chiesa e hai ragione che ci sono omosessuali alle periferie... mi ritrovo nel tuo primo punto... una volta che ci si scopre omosessuali... con chi parlarne... con un prete che dice che è peccato? con amici? e ci si ritrova soli.
    Ma la tua frase
    "l'omosessualità ha un problema che porta spesso a vivere un omosessualità disordinata" mi fa riflettere.... parli di locali gay di dubbia morale... okei... ma io non mi ritrovo in quanto scrivi sono omosessuale cresciuta cattolica posso dire di aver conosciuto la mia compagna in chiesa e con lei vivo quel rapporto di autentico amore che tu vai cercando non so bene dove... abbiamo dovuto "abbandonare" la Chiesa per sposarci...e ora stiamo tentando di allargare la nostra famiglia. Spero che questo nostro nuovo Papa ci consideri non come malati (cosa che hanno fatto i precedenti Papi) e ci accolga come veri fratelli da cui imparare anche qualcosa. Un agurio per la tua crescita spirituale. Agnese

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    1. La tua frase: "ora stiamo tentando di allargare la nostra famiglia" mi ha messo i brividi, ma ancor più il tuo considerarti critiana cattolica. Ti consiglio di leggere la Bibbia per intero, cosa che Eliseo ha fatto. In più pregherò che Dio ti faccia capire il vero senso del cristianesimo e credimi che se venisse il giorno in cui la Chiesa accetterà adozioni per coppie gay, sarà la sua fine...per questo ti dico che ciò non accadrà mai.
      A Eliseo vorrei dire: sei un grande, ti stimo in maniera incredibile, io sono un ragazzo eterosessuale, ma credimi che leggendo la tua lettera, dentro di me c'era una voce che diceva: "lui è più uomo di me"...un cavaliere di Dio. Grazie davvero. Un tuo fratello cristiano.

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    2. Non condivido la risposta aggressiva precedente, e non mi permetterei mai di dare un giudizio sulla tua coscienza se ti dice che sei ancora cristiana, anzi lo spero tanto (dici di essere cresciuta cattolica, ma non so se pur lasciando la Chiesa lo sei rimasta). Tuttavia ti prego di riflettere su un punto: da cosa nasce il vostro desiderio di allargare la famiglia? E' la risposta all'innato istinto di maternità, o è il desiderio di donare la vita a una nuova creatura? E in quanto tale desiderare per lei ogni bene? Fra i quali, a mio parere, dovrebbe esserci la possibilità di crescere nel modo in cui la natura ha voluto che fosse: con un padre ed una madre. Non credo che nessuno possa negare con onestà intellettuale che questo sia il modo in cui tutti vorremmo essere cresciuti, basta chiederlo a figlio di separati, di ragazze madri, agli orfani, e temo in futuro agli adottati da gay.

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  7. Grande Eliseo! Condivido tutto quello che hai scritto, al punto che potrei averlo scritto io... Se mai avessi bisogno di un amico che la pensa come te, io sono qui: pomeranian@virgilio.it

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  8. Grazie, grazie, grazie .............. Mille volte grazie veramente di cuore, leggere questa lettera mi ha emozionato tantissimo! Caro amico di viaggio, forza non siamo mai soli, camminiamo insieme. Un abbraccio grandissimo. Luigi

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  9. ciao Eliseo,Mi chiamo Nicola e faccio parte di gruppi cattolici in obbedienza al Santo Padre... Premettendo che sono omofobo,ti dico che le tue parole mi hanno davvero toccato,non ho mai capito la vostra pulsione e mi fanno molta rabbia coloro che,al contrario tuo, impongono al mondo il proprio pensiero spacciandolo come una cosa normale e emarginando chi come me o come la chiesa la pensa in modo diverso(lobby o quanto altro)...Non sono qui a parlarti come "omofobo" oggi,ma come cattolico:credo che già questo tuo distacco dalla vera omosessualità perversa sia già un piedistallo per elevarsi dalla massa,io non sono uno psicologo o un teologo,ma so che se qualcuno come te ha la forza di distaccarsi dal gruppo,prima o poi inizia a volare... Sappi che se hai sbagliato strada, Dio ,che ti è molto vicino, te la farà cambiare, e se invece questa strada te l'ha fatta intraprendere Lui, seguila finchè Lui vorrà... Sappi che a questo mondo nulla avviene per caso e che se stai percorrendo questo sentiero è solo perchè Dio ha progetti per te lì... Ma attento, ciò non ti giustifica, nonostante tutto rimani in obbedienza,segui la via ma cerca di cambiare, continua il tuo combattimento con te stesso e sappi che tutta questa sofferenza che ora provi verrà tutta ripagata: sarai beato tra gli uomini e santo tra i santi... ti aspettano grandi cose con Dio affianco! un saluto e un forte e sincero abbraccio da un tuo avversario,un tuo nemico... ma nonostante tutto un tuo fratello... Nicola

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    1. Eddai non essere "omofobo"! :-D Guarda che secondo me avere le tue opinioni non significa essere "omofobo"! Forse vogliono fartelo credere!

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  10. Cia Eliseo,
    una bella testimonianza la tua e io mi ci ritrovo in pieno, eccetto che per alcune tue esperienze vissute, condivido molti tuoi pensieri e idee sulla religione sull'amore verso Papa Giovanni Paolo II e Papa Francesco e speriamo che molti omosessuali si avvicinino a queste due Sante Persone perché ciò non togliera loro niente anzi li arricchirà come spero accadrà anche a me.

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  11. Caro Eliseo,
    ho trovato molto interessante e toccante quello che hai scritto. Mi interrogo spesso sulla sessualita', cercando di analizzare le mie sensazioni. Purtroppo abbiamo la testa e il cuore inquinati da una parte da una radice cattolica oltranzista e dall'altra dalla voce dei media che spingono per una parificazione completa tra omosessualita' ed eterosessualita'. Sullo sfondo ci sono alcuni movimenti pedofili che cominciano timidamente a reclamare diritti.
    Pochi, pochissimi, mi pare, cercano di farsi domande come hai fatto tu, di ascoltare, di comprendere, di dialogare.
    Siamo al punto che ci vuole coraggio per essere veri, per avere un'opinione propria. Ma e' la Verita' che ci fara' liberi. Io credo che proprio le persone come te che possono portare quel dialogo che manca, che possa portare a una verita' piu' vera.
    Fa il tuo cammino sereno Eliseo, sii felice.

    Nick

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  12. Gracias Eliseo por tu testimonio de vida,es muy valioso lo que compartes en esta carta a nuestro querido Papa Francisco. En mi ciudad, Tucuman, hay un solo sacerdote que ayuda a los jóvenes que tienen dudas sobre su sexualidad,y es porque dentro de la Iglesia,no se habla abiertamente de este tema. Francisco,es un hombre muy sabio y bondadoso,siempre dispuesto a escuchar y ama con todo el corazon. Es un ser transparente,yo lo conocí hace unos años y es tal cual se muestra ahora como Papa. Fuerza! Yo rezaré por ti para que puedas salir del Cenáculo y seas un servidor de Cristo,ayudando a aquellos que pueden estar pasando lo que vos ya has vivido. Será tu misión? Dios lo dirá,y espero que asi sea,porque necesitamos muchos comovos. Abrazo en Cristo. Desde Tucumán,Argentina. Lorena

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  13. Anche io ero all'Habemus Papam, e non sono piu' un ragazzo, per anni ho ritenuto lecito fare tutto quello che potevo fare, pensavo di essere libero, mi sono buttato via, mi sono ferito, ma il Signore ha lacerato la mia sordita', di Luo mi sono subito fidato, a Lui ho rivolto le mie preghiiere, con Lui ho sperimentato l'abbandono. Papà Giovanni Paolo mi ha preso per mano, Papa Bemedetto mi ha fatto innamorare della Parola di Dio, la Chiesa mi ha accolto con abbraccio fraterno, con i Sacramenti ho ricevuto il Perdono, la Misericordia, la Grazia. Ogni giorno prego la Liturgia delle Ore, partecepito alla Santa Messa, e il colloquio con Padre spirituale e' costante. Adesso sono veramente libero, perche' scelgo la parte migliore:Gesu'.

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  14. Eliseo Io sonno un sacerdote messicano de 27 anni, e desidero non solo pregare per questi periferie ma anche uschire nelle, (me scusa il mio povero italiano).
    Te prego, mi dica como se fà, que ho fare para prendere l'odore di questi pecore -non in senso literale-
    Grazie, prega per me, e Io pregerò nella Messa per te e ogni que sofronno questi impluso. Auguri e benedizioni.
    iesuo@hotmail.com @iesuo

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    1. Joe non sono un esperto, ma forse puoi contattare la comunità di Nuovi Orizzonti. Credo che sia la più esperta in Periferie. Loro ti potranno aiutare certamente più di me, che sono ancora in cammino!http://www.nuoviorizzonti.org/

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  15. Ciao Eliseo,

    la tua lettera è molto triste. Sono anni ormai che leggo i tuoi postings, ed esprimono sempre lo stesso profondo tormento interiore, lo stesso disagio, lo stesso desiderio di essere altro.
    Qui non parli delle periferie dell’omosessualità. Parli dell’omosessualità, in se’, come se fosse tutta una periferia. E questo, io credo, è il tuo problema, e la fonte del tuo tormento.
    Ci sono milioni di persone eterosessuali (7 milioni in Italia, quasi ¼ della popolazione) che tradiscono la moglie e vanno a prostitute (fino a poco più di 50 anni fa addirittura esistevano i casini, e pagare una donna per fare sesso era considerata una cosa normalissima) . Ci sono migliaia di persone e di coppie che frequentano locali per scambisti, che sono schiavi della pornografia.Ma credi abbia senso descrivere i rapporti eterosessuali, tutti, così?

    Hai ragione. Esistono migliaia di omosessuali schiavi del sesso, dei rapporti promiscui, incapaci di costruire dei rapporti solidi e maturi. Molti di questi (tutti ?) soffrono di una omofobia interiorizzata, che li porta a rifiutarsi, e ad abbandonarsi ad uno stile di vita distruttivo. Questa è la periferia dell’omosessualità. Ma possiamo davvero descrivere TUTTI gli omosessuali così? Ci sono migliaia di omosessuali (fra i quali anche io) che vivono la loro condizione alla luce del sole, che sono sereni, che vivono delle sane relazioni monogame, che non hanno nulla a che fare con questi scenari danteschi da te descritti. L’omosessualità, in se’, non è una periferia, come del resto non lo è la sessualità in genere. E’ quello che ne facciamo che può portarci alla sua periferia. Da individui, da cristiani, abbiamo un dovere, ed è quello di vivere al meglio i doni che Dio ci ha fatto in questa vita.

    Sono anni che vivi e ci parli di questi tormenti. Oggi non sei più un ragazzo (lo dici tu stesso, hai più di 30 anni). Qual’è il senso di questa negazione della tua natura ? Non sei nemmeno capace di riconoscerti come omosessuale (all’inizio della lettera dici soffro di “pulsioni” omosessuali) e poi scrivi “Mi ricordo che quando mi sono riconosciuto omosessuale”......... Fai una ritratto tutto a tinte fosche dell’omosessualità per non concederti nemmeno la possibilità di pensare che la tua vita potrebbe essere altra, magari nelle braccia di una persona amata, in una sana, tranquilla,matura, serena relazione (omosessuale). Cosa porta questa negazione ? Quale sofferenza ? Non sono forse le tue cadute, i tuoi racconti, gli “inferi” che descrivi, in cui, come scrivi “ricadi”, proprio il frutto di questa tua omosessualità repressa ? Non è forse questa la tua periferia? E per quanto tempo vuoi continuare a vivere così ? E questo è il modello “cristiano” che vuoi qui proporre a tutti quei “ragazzi” che vivono questo tormento, che interiorizzano l’omofobia della società intorno a loro ?

    E per favore non parlarmi di una scelta di castità. Perchè quando la castità è vissuta come scelta cristiana, sentita, è un percorso sereno, luminoso, direi quasi gioioso. Io non ci vedo niente di gioioso in quello che scrivi, vedo solo molta sofferenza, ed una persona che rifutando se stesso continua a farsi molto male.

    Grazie.

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    1. Carissimo Sandro,
      la tua lettera mi colpisce molto, perciò sento il bisogno di risponderti. Mi fa piacere che tu mi riesca a seguire nonostante la tristezza che ti comunico. E’ strano perché la stragrande maggioranza delle persone che mi leggono, mi dicono l’esatto opposto.: che le ho consolate, per esempio.
      In questo momento non mi sento triste. Al contrario!
      Hai ragione, su molti punti direi… Tra questi sono d’accordo con te sul fatto che molti eterosessuali vivono dinamiche simili all’omosessualità. Manca un’educazione profonda all’amore per tutti nella società odierna.
      Invece non condivido la spiegazione psicologica che dai della egodistonia di alcuni omosessuali, la trovo faziosa a dire il vero. Questa è la tua rilettura. Che le compulsioni sessuali, le dipendenze e l’immaturità affettiva che vivono certi omosessuali sia dovuta all’omofobia interiorizzata mi sembra un tentativo di semplificare e generalizzare molto più grossolano dell’analisi che ho fatto io.
      Ancora ti do ragione sul fatto che esistono coppie di omosessuali sereni ed equilibrati. Anche se l’unica coppia gay che conosco io e che professava la fedeltà, l’ho trovata tempo fa su Gayromeo che cercava il terzo compagnetto per fare un menage a trois. In ogni caso non ho considerato di proposito gli uomini e le donne che vivono serenamente la loro condizione, e mi rivolgo così anche ad Angela. Scusami ma quella non è una periferia! Beati voi se siete felici. Nessuno vuole togliervi la vostra felicità.
      Hai ragione! Io non accetto la mia omosessualità. Sia perché non ho mai trovato gioia in quello che ho sperimentato da omosessuale, ma soprattutto perché ho vissuto una tale gioia nel seguire il messaggio di Gesù e gli insegnamenti della Chiesa, che voglio proseguire su questa strada, anche se mi riesce difficile a volte, ma per tutti è faticoso essere persone migliori. Lì ho trovato la Bellezza, la Verità, la Gioia e l’Amore della mia vita. Perché vuoi impedirmi di cercare la felicità che ho trovato? Io forse lo sto impedendo a te?
      Io non ho mai scritto che sono infelice, ho scritto che soffro, che lotto, che ho sperimentato gli inferi, ma ho scritto anche che in Dio ho trovato la mia gioia, e questa è la strada che voglio seguire.
      Chi ti dice che non abbia mai pensato di vivere una serena relazione omosessuale? O che non ci abbia mai provato? Nel racconto di George parlo di questo. Una volta ho conosciuto Luca. L’avevo frequentato, sarebbe stata una bella storia d’amore forse. Così sembrava. Poi ho voluto essere coerente con la mia fede, con la mia storia, con la mia esperienza di Dio e l’ho lasciato. Qualche tempo dopo sono andato a Medjugorie, lui non lo sapeva, come non sapeva di certo che quel giorno era il mio compleanno. Mi mandò un messaggio, proprio mentre ero davanti alla croce, sul monte delle apparizioni, dove me ne scriveva di tutti i colori. Non ci eravamo lasciati male, e non ci eravamo mai offesi. Lui aveva capito la mia scelta di coerenza, ma non l’aveva accettata. In quel messaggio invece è uscita tutta la negatività che aveva. Ho capito che non era la persona che sognavo e che avevo fatto la scelta giusta.
      Non ho detto nemmeno che ho scelto di vivere la castità? Leggimi meglio… Ho scritto che a volte può sembrare una scelta eroica quella della castità e ho chiesto preghiera per riuscire ad essere tra quelli che lottano per viverla.
      Prendo invece per buono il tuo rimprovero ad essere più coerente alla mia età e di fare delle scelte più responsabili, mettendo la mia vita a servizio di Dio.
      Inoltre Sandro il blog è aperto da appena un anno, quindi non scrivermi che sono anni che vi parlo dei miei tormenti. Ho l’impressione che tu mi stia scambiando per qualcun altro.
      La verità è che puoi accogliere o non accogliere le cose che ti racconto e le cose che scrivo e che sei libero di leggerle e di non leggerle.
      In ogni caso grazie per questa tua lettera perché mi ha permesso di mettermi in discussione.
      Un abbraccio
      Eliseo

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    2. de Venezuela un joven full católico te apo& eliseoo un abrazo en unión con cristo .... adalberto gonzalez

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  16. Carissimo Eliseo, siamo molto colpiti dalla tua lettera, è per questo che ti chiediamo il permesso di poterla pubblicare nella nostra pagina facebook nella certezza che sarà strumento di bontà per molti dei nostri lettori.
    Grazie per la tua testimonianza.

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    1. Certo che potete pubblicare la lettera! Ho molta stima della vostra casa editrice!

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  17. Grazie per la tua testimonianza. La tua ricerca è anche la mia ricerca, nel senso più profondo che hai provato a dare (è veramente difficile trovare le giuste parole per esprimere ciò che ognuno porta dentro di sé, ma tu sei sulla buona strada). Mi unisco spiritualmente alle tue preghiere e al tuo buon combattimento (almeno tu ci stai provando) per comprendere che l'omosessualitá é solo un punto di partenza. Il mio punto di partenza (ovvero le mie debolezze) non è uguale al tuo (né puó esserlo a quello di nessun'altro), ma questo è insignificante. Ció che conta realmente, secondo me, è riconoscerle e poi la direzione verso cui camminare e gli Amici con cui andare (questo è semplicemente Vivere). Prego affinché il tutto trovi un quotidiano Agire, semplice, ma efficace e só che con l'aiuto di Dio tutti ce la possiamo fare. Grande conforto trovo nella Parola di Dio nello scoprire che la sessualitá è da sempre un tema "delicato", che investe l'uomo nella sua globalitá. Perció penso che molto c'è ancora da capire... ma siamo in cammino..., vero Papa Francesco?!

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  18. La tua lettera è molto toccante, Eliseo, ma per risolvere il tuo problema devi contestualizzarlo. Le coordinate di fondo le conosci bene: Dio, l'uomo opera delle sue mani, il Nemico che vuole rovinare e distruggere l'opera di Dio. "Il diavolo dentro" hai detto che si chiama quel locale: tutto il problema si può racchiudere, infatti, in queste due parole. Preciso subito che il diavolo dentro ce l'abbiamo tutti. Nessuno, infatti, può dirsi esente dalle tentazioni, che possono essere di ogni genere. Tutte le tentazioni sono caratterizzate dal fatto di essere "pulsioni violente e compulsive": questo è il marchio immancabile di tutto ciò che è di origine diabolica. E che portino con sé angoscia e disperazione ne è lo strascico normale e inevitabile. Le armi per combatterlo le conosci: prima di tutto resistenza (cioè virtù della Fortezza), poi Santo Rosario, Sacramenti, fiducia sconfinata in Dio e soprattutto umiltà. Non potrai che uscirne vittorioso e con la tua vittoria darai una gioia immensa al tuo Creatore. Coraggio! Ti ricorderò nelle mie povere preghiere.

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  19. Ciao Eliseo, se mi trovo qui è perché ho avuto il piacere di leggere le sentite lettere che vi siete scambiati via blog, tu e Costanza Miriano e siccome ero ancora curiosa sono passata a vedere il tuo blog. Io, come tanti forse, ci ho messo un po' a capire cos'è veramente la fede (e dire che ho avuto molti bravi maestri) prima però ero confusa dai discorsi del mondo, discorsi sull'apparire brillanti, o al passo coi tempi, farsi notare... d'adolescente io invece ero timida perché temevo sempre di far uscire troppo il mio lato spirituale ed esserne derisa, io tenevo dentro di me la fede come un gioiello in uno scrigno chiuso... Spesso mi domandavo quanto potessi dire ad una persona lontana dalla fede, se tutta la verità o la verità diluita un poco alla volta per non farla scappare via subito dall'immensa grandezza che porta Cristo nella vita, la felicità e la consapevolezza che si conquistano giorno dopo giorno, in cammino verso il Padre... e a tutt'oggi non sempre riesco ad espormi al 100% con persone scettiche, un po' come se valutassi le conseguenze prima di parlare. E per questo ti ringrazio per la testimonianza che dai scrivendo lettere come questa, che ci ricordano come diceva Giovanni Paolo, di non avere paura, di aprire, anzi spalancare le porte a Cristo, ed aggiungerei essere abbracciati dalla Sua Grazia riparatrice. Che dove non arrivano le nostre braccia, arrivano le Sue. Lucia

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  20. Grazie delle tue parole, Eliseo.... sono molto belle e si vede che vengono dal cuore.... Mi hanno commosso.... quanto vorrei incontrare persone come te...

    Damiano

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  21. Eliseo, veramente profonda la tua lettera, ma nell'ultima parte.... quando dici che siete profumati in mezzo alle pecore.... MA GESU' AMA le SUE PECORE!!! Perchè ti vanti verso le pecore SE GESU' E' IL BUON PASTORE? uuummmm!!!!! C'è qualcosa che non va....

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  22. Idea! Ho fatto dell'ironia o meglio, dell'AUTOIRONIA! Stavo scherzando sullo stereotipo del gay che sta molto attento al suo aspetto fisico e quindi usa molto profumo! E' importante per me poter sdrammatizzare un po'...

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  23. Hermano Eliseo, soy español y ando en tu misma onda. Vivo el celibato, y para mi no es una carga, no porque haya dejado de tener pulsiones sexuales fuertes como antes, sino porque Dios, lo experimento cada día, es un Dios real. Y nosotros, pobres hombres, no seriamos nada sin Su Gracia. Le paso a San Agustín con las mujeres, y a otros muchos hombres. Esto para el no creyente, es incomprensible, pero para el que lo experimenta es tan real, como el agua que bebemos cada día. Vivimos un cristianismo tan absorbido por el mundo que ha olvidado sus propias raíces. Si nos vamos a la espiritualidad hindú, vemos como hay miles de hombre que se entregan al celibato y al ascetismo, sin hacer un problema de ello, y viven tan felices y este es un claro ejemplo de ello Matthieu Ricard.

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  24. Hola Eliseo, soy de Bogotá, Colombia y me siento muy identificado con tu carta, son palabras puestas sin duda por espirítu de Dios y empañadas de honestidad. Me gustaría que pudieras conocer mi blog. Espero mejorar mi italiano para la próxima vez que te escriba... Saludos, Daniel

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  25. ciao
    molto bello! e in piu quando lo vedi da dentro.
    Cosa mi dici di un omosessuale sposato con figli? che soffre e soffre?
    voglia di suicidio.....!

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    1. Sapessi... So anche cosa significa la "voglia di suicidio"! Ma so anche cosa significa quando si suicida una persona a te cara... Lascia una violenza nell'anima e nell'aria!!! Sulla mia pelle l'ho vissuto come un atto di un egoismo estremo. E' una ferita che ti marca nel profondo e in modo indelebile. Suicidarsi non serve a nient'altro che a fare del male!
      Nella sofferenza non possiamo stare soli! Non devi e non puoi stare solo!!! No Anonimo! Alza i tuoi occhi, prima di tutto al Cielo! Non restare ripiegato su di te. E poi comincia a guardarti intorno, comincia a cercare aiuto nelle persone che possono farlo: un sacerdote, uno psicologo, un amico, un fratello... Non sei l'unico che vive questa situazione, NON hai il problema più IRRISOLVIBILE dell'umanità. Di questo ti devi convincere al di là di quello che senti ora!!!

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  26. Caro Eliseo,
    tu dici: "La proposta della castità o del celibato può sembrare un atto di eroismo, un martirio che solo pochi possono affrontare". Allora iniziamo da qui!
    Anzitutto è vero che coloro che vivono in castità sono una minoranza, ma - comunque - non sono pochi, bensì qualche centinaio di milioni in tutto il mondo... E io sono uno di questi: vedovo ormai da anni e padre di due figli, ma ormai grandi e residenti in luoghi assai lontani da me.
    Ti assicuro, per diretta esperienza, che vivere in castità ti offre una carica - sia intellettiva che spirituale - di notevole entità e persino il lato affettivo non viene del tutto trascurato. Ma per ora non posso dirti altro, per questioni di spazio... Ti dico solo ancora che fai benissimo a lottare, perché mi risulta che l'omosessualità sia congenita solo in un 5% degli omosessuali: il 95% lo è diventato per traumi psichici, frustrazioni, vizi.
    Ed anche voglio dirti che in Dio noi possiamo trovare un padre, un fratello e uno sposo: una Trinità, che - se le siamo lontani - in ogni istante attende di incontrarsi con noi e di vivere con noi per sempre...
    Molto tempo fa ho conosciuto un omosessuale che - "cercando - Dio" ha pure trovato una donna con la quale si è poi sposato, ha avuto tre figli, ed è felicemente vissuto per il resto della sua esistenza. Un caro saluto, Paolo
    P.S. Se vuoi proseguire il colloquio con me e conoscermi un po' di più, clicca su questo link (vi potrai trovare anche il mio indirizzo di posta elettronica): www.paolomorandi.blogspot.com

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  27. Il desidero sessuale non viene da Dio.Gesù stesso ha detto chi desidera una donna commette adulterio nel suo cuore.Perciò chi ha desidero sessuale il suo dio é il sesso.

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  28. Bellisima!!!

    Grande y llena de sinceridad y sencillez que solo los que vivimos podemos entender a fondo...

    Molto grazie!!!

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  29. All'anonimo del 13 agosto desidero far presente che, invece, il desiderio sessuale è in se stesso un fattore positivo e che pertanto proviene proprio da Dio! Infatti pure nella Bibbia possiamo trovare questo versetto: "Siate fecondi, diventate numerosi, popolate la Terra!" (Genesi 1, 28).
    Ciò che tu citi, è solo un esempio di come poi l'essere umano spesso usa male i doni e i talenti che il Creatore gli ha dato... Un cordiale saluto, Paolo

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  30. hola soy peruana y te felicito demaciado,esto es grande,al hacer esto inspira mucho mas que cualquier otra cosa,talvz no me entiendas,por no ser italiana,pero me agradas mucho,por favor quisiera comunicarme contigo :)
    feliz día :'D

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  31. Estoy en facebook, y puedes escribirme tambien en espanol a eliseodeldeserto@gmail.com

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  32. Grazie! Non riesco a trovare altre parole per descrivere la mia sensazione leggendo la tua lettera....
    un grande abbraccio da Argentina!

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  33. Dear Eliseo:
    Do you have any words for a homosexual who wishes in his heart to become a priest? I'm full of doubts.
    Best, Owen

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  34. Owen, the only thing i can say is that, many men with same sex attractions, told me about this desire, to became a priest. I think we have a deep need of love. God's love is pure, faithfull, eternally. Also our wounds have to do with the father. Wich other Father is like God? Our desire to fuse ourselves with an other man, that loves us, find his sublimation in the priesthood, in loving exclusively God. I'm not saying that yours is a false desire, i'm only saying that you have to discern. I can't help you in this. You need a spiritual advisor, that take his time to know you, your wishes and guide you to discover the wonderful plan of God on your life. (sorry my english)

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  35. Dear Eliseo, I have a blog in Portugal which is exactly for gay christians who didn't give up of taking part on the church. I've put your text overthere. Thank you… Would you like to visit my blog? You are the most welcome. The address is www.moradasdedeus.blogspot.com

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  36. grazie per la bellezza e la profondità delle tue parole. come Gesù disse a quell'uomo anche io mi sento di dirti: "non sei lontano dal Regno di Dio". grazie per aver condiviso anche con me questa tua lettera, sosteniamoci a vicenda nella preghiera. Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!

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  37. Hola Eliseo!

    Gracias por tu sinceridad y tu simpatía con el mundo ;) Gracias por tu bondad con nosotros, los que necesitamos entender un poco más de la vida. Yo soy heterosexual y no he tenido otras inclinaciones por eso a veces no se como enfrentarme y apoyar a una persona que a vivido la homosexualidad, en pocas palabras me quedo corto. Quisiera compartir con ustedes sus sufrimientos tal vez para valorarlos más, saber como colaborar en sus pruebas más difíciles.

    te cuento que no se qué es la homosexualidad?, la Palabra de Dios es clara con respecto a lo que es. Y me a llegado un pensamiento: que la homosexualidad en nuestros días, es como la cruz de maldición en los tiempos de Jesús. Pero eligió la cruz, esa Cruz y la dignificó como instrumento para expiar nuestros pecados,
    ahora es un sinónimo de fuerza, de resignación, de obediencia, de entrega, de sacrificio, de perdón, etc.

    Admiro mucho a los homosexuales porque en si mismos sostienen su propia cruz, y no pienso que el Señor los aparte de su lado al cuando ellos sienten que sus emociones no han cambiado algo, que pueden caer en el mismo fondo de antes, que les queme por dentro no ser aceptados por las personas que más quieren, me atrevería a decir que son los predilectos de Dios, sus hijos e hijas muy amados, las joyas de su misericordia.

    Ustedes los homosexuales están muchos pasos más adelante en santidad que nosotros los heterosexuales por el hecho de que nosotros muchas veces no controlamos nuestras pasiones frente a los demás y otros muchos ejemplos. Siéntanse orgullosos, no porque la homosexualidad sea algo bueno en si mismo, (y pido perdón si he ofendido a alguien con eso, cada quien es libre de elegir) sino porque son un ejemplo para los demás de que una persona puede elegir como desea ser feliz, elija ser o no ser pienso que en cualquiera de las dos formas es difícil, los dos caminos son estrechos y espinosos.

    No te hablare del dolor pues cada quien vive su propio infierno, pero te digo a ti y a michos que el Señor los comprende completamente y los sostiene a ustedes cuando más lo necesiten. Sepan que hay personas como yo y mejor que yo, que quieren hacer muchas cosas por los homosexuales, como personas preciosas únicas e invaluables. Que pueden llegar a ser más santas que nosotros los heterosexuales, Gloria a Dios.

    Amigo! el Señor es contigo.

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