I professori di Papa Francesco

Papa Francesco è tornato a scuola. Anzi sembra debba ridare tutti gli esami. Peggio, il Conclave si è radunato nuovamente per valutare l’ortodossia del suo messaggio. Il tempo del magistero petrino e della cattedra di Pietro è un ricordo lontano. Non parliamo del dogma dell’infallibilità papale al quale non ha mai davvero creduto nessuno.

Tutti vogliono insegnare al Papa come si fa. E’ un vizio degli italiani, quello di voler sempre insegnare: un popolo di allenatori, onorevoli ed ora anche di teologi. In realtà l’italiano medio è un abile delegante, che preferisce lavarsene le mani, alla Ponzio Pilato, e dar sempre la colpa agli altri. Per non smentire il famoso proverbio: “Chi sa fa, chi non sa insegna!” gli italiani hanno sempre qualcosa da dire, ed io non faccio eccezione probabilmente.

Peccato che questa volta a far da maestrini siano gli stessi cattolici, attuando una dinamica similissima a quella dei farisei con Gesù. Anche Lui era criticato perché simpatizzava con i peccatori, spesso addirittura la sua predicazione si trasformava in un “ospedale da campo”, ma ai farisei, i figli in casa, la cosa dava estremamente fastidio.

Inizio a capire perché: Gesù era uno famoso, per capirci, se fosse stato dalla loro parte, sarebbe stata una vittoria. Invece Gesù li rimproverava, smascherava la loro ipocrisia continuamente e soprattutto parlava di misericordia, per gli impuri, per i peccatori. Una cosa di cui loro non erano assolutamente capaci, troppo impegnati ad essere giusti, perfetti.

Mi domando: perché lamentarsi di questo Papa? Ripenso a quel brano del Vangelo di Luca (Lc 7, 31-35) in cui Gesù dice:

“A chi dunque paragonerò gli uomini di questa generazione, a chi sono simili? Sono simili a quei bambini che stando in piazza gridano gli uni agli altri:
Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato:
vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!
È venuto infatti Giovanni il Battista che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: Ha un demonio. È venuto il Figlio dell’uomo che mangia e beve, e voi dite: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori.”


Ci rendiamo conto per esempio della benedizione che abbiamo nel ricevere ogni giorno le sue parole? A volte sembra di avere un padre spirituale sempre vicino. E’ un profeta! Abbiamo il dono di sentire ogni giorno la voce di Pietro, di Dio. Lui ci scrive, ci telefona, ci abbraccia, ci regala il suo cappellino. E’ il Papa caspita non Belen!

Quando qualcosa è gratis e abbondante, noi che siamo dei pitocchi, siamo portati ad arraffare ed a sminuirne il valore. Avete presente i negozi di vestiti in tempo di saldi? Non ci rendiamo conto che invece siamo diventati ricchi, e che la ricchezza va custodita.

Di cosa ci lamentiamo? Il Papa non sta smentendo la dottrina della Chiesa, non sta dicendo nulla di nuovo. Non sta dicendo che crediamo in cose sbagliate ed obsolete. Ci sta solo insegnando a non essere bigotti ed ipocriti. C’è qualcosa che vale più delle nostre convinzioni. L’uomo non è fatto per il sabato, ma il sabato per l’uomo. Ci sta aiutando a spostare per un attimo lo sguardo dalle nostre certezze per scoprire il vero tesoro dell’amore, che è più prezioso di qualsiasi decalogo. Proprio come ha fatto Gesù che non si è arroccato sui suoi principi, ma si è lasciato squarciare il cuore dal nostro peccato, per incontrarci fino in fondo, per oltrepassare la nostra intimità e raggiungerci nei nostri inferi.

Se incontrate un’anima affamata d’amore è inutile disquisire su come apparecchiare la tavola. Prima l’uomo deve incontrare l’Amore e poi sarà disposto a cambiare la sua vita. Sennò saremo solo figli castrati che fanno le cose per dovere e non per amore. So cosa vuol dire! Agli occhi di tutti sei il bravo bambino ed invece dentro covi un rancore divorante e una solitudine che stordisce. Se siete davvero credenti è perché questo Amore l’avete sperimentato anche voi. Sennò cominciate a farvi delle domande.

Basta giudicare le parole del Papa, invece fatevi giudicare dalle sue parole ed aprite il vostro cuore, non al peccato, ma all’amore! Basta stravolgere le parole del Papa, fatevi invece stravolgere dalle sue parole. Dio vuole misericordia, non il sacrificio!

In casa c’è festa. Fate festa con i peccatori che hanno scoperto che Dio è Amore. Fate festa con noi!

Commenti

  1. Ciao Eliseo. Trovo molto vero il tuo post. Come in tutte le cose umane è importante la disposizione interiore, la sincerità con cui ci si pone di fronte alle cose-situazioni-persone. Francesco è sincero, ben disposto, si vede che ha Gesù dentro. Anche noi che lo ascoltiamo-vediamo-valutiamo (magari nostro malgrado) dovremmo rispondere con la stesse buone intenzioni: non avere secondi fini come non ce li ha lui.

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  2. …va bene tenere aperte le porte della chiesa per fare entrare quelli che sono fuori. ma bisogna prestare attenzione, anche , a che non escano quelli che sono già dentro…..(San Pio X)

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  3. Bisognerebbe capire se "quelli che sono già dentro", sono DAVVERO dentro, oppure SI CREDONO dentro. Perché vedi nella parabola del Padre Misericordioso, il figlio IN CASA, era "DENTRO" come dici tu, eppure non aveva capito niente di suo Padre e non aveva capito cosa significasse essere figlio, non godeva dei suoi privilegi. Viveva da servo, invece che da figlio. Quindi nessuna differenza tra lui e suo fratello che era tornato a casa per essere trattato come uno dei servi di suo padre!

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  4. Vedi alla fine il figlio IN CASA, non è più entrato! Così immaginiamo... In ogni caso, ecco, non voleva più entrare... è rimasto FUORI. Così il peccatore di suo fratello gli è passato davanti. Non era Gesù che diceva che le prostitute ci sarebbero passate davanti nel Regno dei Cieli? Eh già! Perché sapete, quando una persona ha perso la propria dignità, io lo so bene purtroppo, non ha più nessuna "bravura" da difendere, perciò non gli rimane che sperimentare la Misericordia del Padre. Chi sperimenta che una medicina funziona, la suggerisce a chi è malato. Chi invece crede di essere sano, e non si cura, non sperimenterà i vantaggi del medicinale, farà progredire la sua malattia e non si occuperà nemmeno del malessere dei suoi fratelli. La medicina più potente è l'amore del Padre.

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  5. Solo chi la sperimenta potrà partecipare alla festa ed essere davvero figlio e passare davanti ai primi della classe.
    E tu? L'hai sperimentata la Misericordia di Dio?

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