Lettera a Barack Obama (ed ai Signori della Terra)

Gentile Presidente degli Stati Uniti,

le scrivo preoccupato per ciò che sta succedendo in Siria in questo momento. Leggo che tutto il mondo pende dalle sue labbra. Una parola e sarà la guerra!

Deve essere una sensazione tremenda! Avere in mano le sorti dell’umanità e della storia.

Sono un ragazzo di trent’anni, il mio pseudonimo è Eliseo Del Deserto, nell’ultimo mese ho attirato l’attenzione del Web, anche negli Stati Uniti (al secondo posto nella classifica delle visualizzazioni sul mio blog), per alcune lettere che ho scritto. Questa volta però non parlerò della mia omosessualità! Davanti alla minaccia di una guerra non serve più nessuna classificazione.

Dire “guerra” è dire “morte” per me che sono un ignorante. Davanti alla morte ci riscopriamo tutti per quello che siamo: piccoli, fragili, mortali. Polvere! Senza distinzioni!

L’umanità oggi è nelle sue mani! L’umanità è effettivamente da sempre nelle mani di altri uomini. Voi Signori della Terra non vi sentite terribilmente angosciati davanti a questa responsabilità? Le vostre decisioni possono spezzare vite, infrangere sogni, infliggere sofferenze, vanificare la lotta quotidiana di uomini onesti che lottano per un futuro migliore; e ancora causare fame e povertà, violentare la dignità, stroncare storie d’amore, uccidere figli, scandalizzare gli innocenti, generare odio e ancora odio.

La storia non è mai sazia di dolore? Eppure ancora l’uomo immola l’innocenza per non incontrare davvero l’altro, per non sentirne le ragioni, perché si sente minacciato. C’è chi dice che la guerra e la forza sono necessarie se non altro per difendersi. Io penso che la guerra sia sempre una forma di difesa anche in attacco. Usiamo la forza perché non siamo capaci di guardarci in faccia, di ascoltare le nostre necessità più profonde, di mostrarci nudi e vulnerabili davanti a qualcun altro. Facciamo la guerra perché non siamo ancora capaci di essere uomini e allora ci sbraniamo come le bestie.

Può l’ingiustizia essere fermata con altra ingiustizia? Perché la guerra per quanto necessaria non potrà mai essere giusta davvero.

Oltre ogni ideale, etnia, religione, confine geografico ed obiettivo militare, ci sono milioni, miliardi di cuori che sognano di essere felici, liberi, che amano e cercano altri cuori, che in fondo sperano di realizzare i propri sogni e per questo lottano ogni giorno, ma senza armi, solo con la forza della loro volontà e pazienza.

Davvero siete così appagati, da non sentire più la sete di pace e libertà nel profondo dell’uomo e di voi stessi? Mr. Obama lei non ha più sete? Non ci credo! Quali sono i tuoi sogni Barack?
Non siete voi americani ad insegnarci questo? Con i vostri film il mondo ha imparato a sognare. Per questo tanti amano l'America!

Mr.Obama! Mi sento un po’ stupido a scrivere questa lettera che probabilmente non leggerà. So bene che i miei ragionamenti non valgono nulla davanti all’urgenza di un intervento delicatissimo, in cui convergono così tante questioni politiche che umanamente sembrano impossibili da risolvere.

Ho avuto un nonno che ha pianto fino all’ultimo dei suoi giorni ogni volta che ricordava quello che ha vissuto mentre combatteva durante la seconda guerra mondiale. Io non ho fatto la guerra e nemmeno il militare, ma questa lettera la scrivo anche con l’inchiostro delle sue lacrime, ancora fresco dopo settant’anni.

Non so nulla di politica, nulla di guerra. So che la vita è desiderio, è ricerca di felicità e speranza, fino alla fine. Lo dico a lei come a tutti coloro che sono coinvolti nei diversi schieramenti della questione siriana: “non rubateci la speranza!”

Un saluto fiducioso.

Eliseo Del Deserto

Commenti

  1. Condivido sulla mia pagina PAX-VIRUS https://www.facebook.com/pages/Pax-Virus/172211149633295?fref=ts ...un sorriso... Emy

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  2. Leggo solo oggi e dico: GRAZIE. Hai contribuito anche tu a salvare il mondo da una catastrofe. Ne abbiamo rischiate, in questi anni. E temo ne rischiamo ancora. Ma confido che il Signore ci salverà da tutte

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