Natale contro natura: terza e ultima riflessione

Caro Gesù bambino,

ti hanno messo tra le mie braccia, ed io non so come fare. Gesù! Dormi? In braccio a me? Come fai a fidarti di uno così?!

Che bella sensazione! Un neonato che ti si addormenta tra le braccia. È un gesto di fiducia totalmente gratuito. Il suo riposo rasserena anche l’animo più inquieto.

In questa notte di Natale, piccolino, ti cullo. Vorrei che rasserenassi tutto questo mondo così agitato. Anch’io con te tra le mie braccia, cerco la pace.

Dormi così profondamente!

Se penso che per te, bambino, uomini e donne hanno dato la vita fino all’ultima goccia del loro sudore e del loro sangue. Poi ripenso alla mia vita. E… Signore! Io sono un buono a nulla. Oh! Come vorrei avere un cuore ardente, forte e pronto al sacrificio. Vorrei corrispondere al tuo amore, ed invece l’unica ancora di salvezza che mi rimane, in questa notte, è quella di invocare la tua Misericordia.

È questo il regalo che vorrei per questo Natale: non ti chiedo di cambiare, né di vincere la mia debolezza, ti chiedo di imparare ad amare!

Ancora un regalo Gesù! Ma non per me. Vorrei portassi la pace agli “inquieti del mondo”; anzi vorrei che potessi addormentarti proprio tra le loro braccia. Il tuo sonno, la tua fiducia incondizionata, possa placare anche il loro mare in tempesta. Penso a tutti coloro che lottano per una società più libera, ma hanno confuso la libertà con l’egoismo.

Vorrei Gesù bambino, portarti dove si lotta per uccidere chi nasce e per distruggere la famiglia, sorgente della vita: ma non solo. Vorrei portarti anche a chi fa della famiglia un luogo di prepotenza, a chi tradisce l’amore, a chi spreca la sua vita inseguendo schiavitù mortali, soffocanti, inutili. Sono anch’io uno di loro, ma Gesù io ti conosco. Tu sei l’amore e la vita. Tu sei la verità.

Sono sicuro che la tua tenerezza e la tua innocenza sono l’antidoto contro ogni errore. Cucciolo d’uomo facci riscoprire la bellezza della nostra umanità.

Questa notte ti stringo Gesù, e mi lascio consolare dal tuo calore, perché sento un peso, per tutte le volte che non ho scelto la luce e non sono stato profeta, ma ho coltivato la notte e seminato le tenebre.

In questa notte di Natale non sarò un re, nemmeno un angelo, un santo o un pastore. Sarò felice di essere l’animale che a scuola indica il peggiore della classe. Questa notte bambino, sarò per te l’asinello.

Con la famiglia sacra, accolgo il dono della tua vita. Perché la vita è un dono!

Vicino a te c’è un posto per tutti.

Dormi Gesù! Dormi!

Buon Natale! A te! A tutti!

Eliseo l’asinello del Deserto

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