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Visualizzazione dei post da 2014

Intervista a "El Tiempo" (Colombia)

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Questa intervista avvenuta tra me e la giornalista Maria Del Pilar Camargo Cruz, tramite mail, è stata usata come spunto per l'articolo che il quotidiano "El Tiempo"ha dedicato alla mia testimonianza. Mi sembra interessante condividerla con voi.


- Quanti anni hai? Cosa fai?

Ho 34 anni. Faccio tante cose. Sono un lavoratore precario. Dopo la Lettera a Papa Francesco, per la quale anche tu mi stai intervistando, sono diventato un blogger abbastanza attivo sulle questioni riguardanti fede e omosessualità.


- Perché ti sentivi così vicino a Giovanni Paolo II?

Nel 2000 durante la Giornata Mondiale della Gioventù sentii la voce di Giovanni Paolo II dal televisore, ma non lo stavo guardando, non ero nemmeno nella stanza dove stava trasmettendo, il Papa diceva: “E’ Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae”. Mi ricordo che cominciai a piangere senza motivo. Da allora mi ba…

Nella notte... è Natale.

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Non dirò niente di nuovo forse, ma ieri pensando al Natale sono stato colpito da un’immagine: Gesù che nasce nella notte. In realtà niente ci dice con esattezza che il momento preciso della Sua nascita fosse la notte, ma sappiamo dal Vangelo di Luca che un Angelo diede l’annunzio a dei pastori che vegliavano il gregge durante le ore notturne, e dal Vangelo di Matteo che i Magi seguirono una stella fino al luogo in cui c’era il bambino con Maria e Giuseppe. Tante profezie del vecchio e nuovo Testamento insistono sul sorgere di una luce nelle tenebre. Isaia dice: “Su coloro che abitavano in terra tenebrosa, una luce rifulse!”.

Sono sicuro che simbolicamente non è un particolare insignificante. Nella tradizione è la pace e la gioia della notte di Natale che infondono calore alla festa che celebreremo. Il salmo 90 dice che non dobbiamo più temere i terrori della notte. Nel buio di cui tutti, e non solo i bambini, come dice un sacerdote a me caro, abbiamo paura, una luce risplende e porta…

'Gracias al Papa, los homosexuales están redescubriendo la fe'

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"Habla el gay italiano que quiere romper el enorme muro que separa a los gais de la Iglesia católica."


‘Eliseo del Deserto’, seudónimo del italiano homosexual que manifestó su aprecio por el papa Francisco en una carta abierta, es un bloguero que escribe sobre la fe y la homosexualidad. Él, un hombre de 34 años, y su popular misiva intentan acortar la distancia que existe entre los homosexuales y la Iglesia católica.

“Yo soy un chico, ya más bien un hombre adulto, y sufro pulsiones homosexuales (…) Quiero hablarte de las periferias de la homosexualidad, he descubierto tres”, escribió el italiano en una misiva dirigida al sumo pontífice.

‘Eliseo’ le contó a Jorge Bergoglio sobre la soledad que enfrenta aquel que se reconoce homosexual: “El joven que admite ser homosexual se siente un monstruo y no sabe con quién hablar de ello. ¿Los padres? ¿Por qué darles un sufrimiento tan grande? ¿Los amigos? Se burlarían de mí. ¿Los sacerdotes? Me dirían que es un pecado. Cuando lo hablé …

Al seno di una madre, figli dello stesso Padre.

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Da poco abbiamo festeggiato l'Immacolata Concezione. Maria ha un ruolo fondamentale nella vita di ogni cristiano, ma specialmente in quella di un omosessuale.

Sia per chi non accetta la propria omosessualità, sia per chi ne va fiero, è possibile, se non necessario, un percorso di accettazione di sé, una riscoperta della propria identità e l'apprendimento di un modo equilibrato di relazionarsi sia con gli uomini sia con le donne.

Spesso nei percorsi psicologici a sostegno di persone omosessuali egodistoniche, che vivono con sofferenza le proprie pulsioni omosessuali e vorrebbero riscoprire la propria identità maschile ed eterosessuale, si pone come obiettivo primario quello di risanare il rapporto con le persone dello stesso sesso; i maschi dovrebbero quindi avere per psicoterapeuta un uomo, un gruppo di amici maschi, una figura di riferimento paterna, giocare a calcio, buttarsi a capofitto in attività maschili. A volte queste proposte sembrano a chi affronta questo cammino di…

Una Femen nella mangiatoia.

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Sto viaggiando in treno verso Roma, circondato da bambini strepitanti, faccio fatica a vedere in loro l'innocenza di Gesù bambino. Mi verrebbe voglia piuttosto di fare una strage, come Erode. Eppure se li guardo meglio, mi strappano dei sorrisi: sono esattamente come loro, anche se fingo di essere compìto ed educato per sembrare adulto.
Navigando in internet mentre prego un po’, vado a cercarmi l’omelia di Papa Francesco a Santa Marta, dice: “Il Signore ci guardi dall'essere una Chiesa senza bambini.”. Proprio oggi! Il Vangelo è quello del buon Pastore che va in cerca della pecorella smarrita: “La Chiesa deve essere Madre.”

I bambini fanno casino, i capricci, buttano all'aria tutto, scarabocchiano, strappano fogli, si muovono e fanno disastri, si lamentano: “Non ce la faccio più!”. Questi poveri genitori, miei sgraditi compagni di viaggio hanno passato quasi tutto il tempo (circa tre ore) a sgridarli: “Parlate piano! Fate i bravi! No questo! No quello! Smettetela!”. Fanno …

Sono un omosessuale che cerca Dio

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Se un tempo su Google si cercava “Eliseo del Deserto”, il primo suggerimento che usciva era “fake”, ossia “falso”, identità tarocca. Eliseo del Deserto è lo pseudonimo che uso per scrivere. Sono un blogger che ha goduto di una certa popolarità nell’estate del 2013, quando scrissi una lettera a Papa Francesco. Erano i giorni della Giornata Mondiale della Gioventù a Rio e della memorabile conferenza stampa #chisonoiopergiudicare.

Mi sentii interpellato dal pontefice, perché sono omosessuale e cerco Dio da tutta la vita, lo trovo, poi fuggo e poi vengo raggiunto di nuovo, anche nei luoghi più bui dove mi sono nascosto. Papa Francesco ci ha abituati a sentir parlare di questi luoghi, li conosco bene: sono le periferie dell’esistenza. La mia è una periferia morale, di chi non si accetta, di chi cerca di dissetare la sua sete d’amore nel sesso, di chi vorrebbe seguire Dio, ma si sente reietto. Così mi sono offerto volontario. “Caro Papa Francesco, nelle periferie dell’omosessualità ci vogli…

Ridipingere il padre

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Ho fatto due sogni in questi giorni:

Nel primo c’ero io e c’era mio papà. Camminavamo per strada e non ricordo per quale motivo non stavo bene. Non ricordo neppure se gliene avevo parlato. Mio papà mi prese per mano, come se fossi stato un bambino, ma non lo ero: sia io che lui eravamo come siamo oggi, io un giovane adulto e lui un adulto sempre più anziano. Io provai un leggero imbarazzo poi mi appoggiai al calore e alla sicurezza che il suo braccio e la sua mano mi infondevano. Ricordo soprattutto la sensazione di calore.

Un rapporto così diverso da quello che ho realmente con mio padre. Non che lui non sia stato mai affettuoso nei miei confronti, ma ho sempre avuto timore di lui, anzi terrore. Siamo due uomini così diversi, eppure crescendo ho capito quanto gli assomiglio. La distanza mi ha aiutato a riscoprire un padre più vicino.

Ieri notte invece ho sognato che dovevo frequentare un corso di arti marziali; razionalmente una situazione molto comica, nel sogno invece facevo sul s…

L'essenziale

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I momenti difficili si vorrebbero cancellare, eppure ho capito che sono possibilità preziose per ritornare all’essenziale.

In questi mesi ho trovato diverse occupazioni, molto gratificanti ma impegnative, ho pochissimo tempo libero e questo talvolta mi angoscia.

La vita è qualcosa di più grande di noi, ci supera, scorre sotto le mani come un fiume e sembra scivoli via. Comprendo quando Gesù il Nazareno dice: “Chi vuole salvare la sua vita la perderà”. È come se con le nostre mani volessimo raccogliere tutto il torrente che ci sfugge tra le dita. Impossibile.

Eppure dobbiamo lasciare le mani immerse nel fiume, per qualche ragione “restare” è la nostra salvezza, anche se forse il motivo non mi è ancora chiaro del tutto. Sono sicuro però che qualunque cosa io faccia la devo fare con Lui, con il Nazareno. Inutile andare in ansia.

Ieri il Vangelo diceva di lasciarsi guidare dallo Spirito Santo. Troppo vasto il deserto per trovare la strada. Ricordo che appena sono arrivato a Roma domandai…

Tornado Zelger su Verona

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Che cos’è un nome? Ciò che noi chiamiamo con il nome di rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo.
(Giulietta in “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare: atto II, scena II)



Cos’è un nome? Sebastiano Ridolfi di Verona, 32 anni, il suo nome ha il coraggio di metterlo. Su "L'Arena” del 12 agosto ecco pubblicato uno stralcio della sua lettera a seguito del clamore mediatico suscitato dal consigliere comunale Alberto Zelger, il quale ha chiesto e ottenuto dal Consiglio comunale di Verona di monitorare l’educazione dei bambini nelle scuole per difenderla dall’ideologia del gender.

Io invece mi faccio chiamare Eliseo Del Deserto. Ho un blog che nell’ultimo anno ha ricevuto numerose visualizzazioni. Sono omosessuale. Anch’io potrei raccontarvi di centinaia di ragazzi in tutta Italia, felici come me di poter sperare in un superamento delle proprie pulsioni omosessuali.

Perché uso uno pseudonimo? Sicuramente perché nel blog raccont…

Abele non si dimentichi di Caino

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"Se non riusciamo a vivere insieme, moriremo da soli." (Jack protagonista della Serie Tv "Lost")
"Dedicato ai ragazzi del campo estivo tenutosi in Valle d'Aosta in questi giorni che hanno guardato il film: "Tutto sua madre" e letto la mia recensione sul blog. Grazie per le vostre preghiere. Siete stati il mio centuplo."

Giorni fa io ed alcuni amici della rete ci sentivamo stanchi: da una parte bersagliati dai militanti di una certa cultura gay e dall’altra infastiditi dall'aggressività o dalla superficialità di alcuni cattolici indignati da quel mondo. Certo, forse questi uomini giusti non ce l’avevano con noi, ma nel menare a destra e a manca ci hanno pigliati, dato che dopo tutto proviamo ancora pulsioni omosessuali.
Abele non si dimentichi di Caino. Il figlio in casa si ricordi che il fratello, che ha sperperato l'eredità del padre, è affamato d’amore, più ancora che di carrube e pane. Ciascuno di noi ha fame d’amore, ma c’è chi ha dell…

Matteo Renzi prego per Lei.

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Gentile Matteo Renzi,
Le scrivo da cittadino, ma anche da fratello nella fede. Immagino non sia facile essere il Presidente del Consiglio in questa Italia con le lenzuola sempre più corte e saccheggiata da anni di cattiva politica. È facile criticare, difficile trovare delle soluzioni.

Quindi da parte mia non tema nessuna critica. Le scrivo per dirLe che prego per Lei. Non sto cercando la notorietà, mi basta quella che ho, del resto scrivo sotto pseudonimo, e non lo faccio per usare la preghiera come pretesto polemico. Lo dice San Paolo nella lettera a Timoteo: è bello per Dio se preghiamo per coloro che ci governano, perché la gente possa vivere con dignità e nella pace.

Prego perché possa essere un grande politico, come quelli che vengono ricordati nella storia, per aver portato una ventata di umanità nella loro nazione e di conseguenza nel mondo. Giustamente come dice Lei, caro Renzi, il politico deve essere un uomo laico e anche se religioso, deve rispondere ai cittadini prima an…

Intervista completa a Eliseo Del Deserto per LifeSiteNews

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Ieri il sito www.lifesitenews.com ha pubblicato una mia intervista, estrapolando gli interventi più interessanti che sono nati da un lungo dialogo tra me e Hilary Jane Margaret White. Pubblico l'intera intervista sperando possa interessarvi. Le domande della giornalista sono state tradotte liberamente in italiano da me.
Questo il link dell'articolo pubblicato: http://www.lifesitenews.com/news/gay-writer-urges-italians-to-oppose-same-sex-civil-unions-bill

Salve Eliseo! È vero che vuoi mantenere l’anonimato e scrivi il tuo Blog sotto pseudonimo, in ogni caso, puoi aiutarci presentandoti ai nostri lettori?
Eliseo del Deserto è uno pseudonimo che uso per il mio blog e per comunicare attraverso i Social Network (Facebook,Twitter e Gmail). Ho cominciato a scrivere perché avevo bisogno di raccontare quello che stavo vivendo. Non è stata la solitudine a spingermi, piuttosto il desiderio di essere un testimone. Sentivo che il mio modo di vivere la sessualità era una gabbia, ma essendo catt…

VII tappa: la comunità

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Non si diventa santi da soli.

Spesso associamo alla santità immaginette di giovani con il collo torto, pettinature d’altri tempi e lo sguardo sulle nuvole. Invece i santi hanno i piedi per terra, sono uomini dai grandi ideali, coraggiosi; sono degli innamorati. Anche noi come loro siamo chiamati ad essere piccoli eroi del quotidiano.

Una caratteristica ricorrente nella vita di molti santi è la condivisione della fede con un gruppo di amici, una famiglia spirituale, una comunità. Penso a san Francesco, santa Chiara, san Filippo Neri, san Giovanni Bosco e al beato Pier Giorgio Frassati leader dei “Tipi loschi”.

Gesù ci ha insegnato che il comandamento dei comandamenti è quello di amare Dio e il prossimo come sé stessi. E’ come se ci dicesse che la santità è una questione di relazione. E qual è il luogo dove possiamo amare Dio e il prossimo allo stesso momento se non nella sua Chiesa?

Gesù raggiunge le periferie per trovare e recuperare quelle persone che sono state escluse dalla relazi…

VI tappa: l'uomo nuovo

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Il piano di Dio per l’uomo è perfetto. Lui che vive nell’eternità è venuto nel tempo e l’ha trasformato. Il tempo non è più una clessidra, il conto alla rovescia per la nostra condanna, ma occasione per incontrare Dio. Nella storia del popolo d’Israele ci sono delle date speciali a cui Gesù con la sua vita ha dato significato nuovo. Nella festa in cui Israele festeggia la liberazione dalla schiavitù in Egitto, Gesù risorge per liberarci dalla schiavitù del peccato. Il giorno di Pentecoste gli ebrei festeggiano la consegna della legge, in quella stessa ricorrenza gli apostoli con Maria ricevettero lo Spirito Santo.

La legge è motivo di condanna e morte per chi la vìola, dirà San Paolo più tardi nelle sue lettere, solo lo Spirito dà la vita. Insomma l’uomo peccatore per natura, per essere davvero libero di seguire il Signore doveva essere riprogrammato. Invece di rottamare il computer, Dio ha installato un nuovo sistema operativo, il Suo sistema operativo, che funziona insieme al vecch…

V tappa: il perdono

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Difficile credere all’amore di Dio se non lo si sperimenta. Tante cose mi hanno fatto percepire l’amore di Dio, ma più di tutte la “confessione”. Una parola che forse per alcuni sa di “olio di ricino”, di purga che da piccoli si era costretti a deglutire per fare contenti mamma e parroco. Nella mia vita invece la “confessione” ha avuto il calore di un rifugio durante la notte, è stato il luogo dell’incontro personale con un padre che non mi rimproverava, ma mi stava aspettando.

Attraverso il sacramento del perdono, incontro dopo incontro, ho imparato a conoscere l’amore di Dio, non così, in generale, ma in modo personale. Goccia dopo goccia, le parole dei sacerdoti hanno scolpito il mio cuore di pietra.

Anche le parole più semplici possono essere profetiche, ispirate da Dio. Sono come password che sbloccano situazioni che come catene ci imprigionano. Sono antivirus che cercano tra le pieghe del cuore e portano allo scoperto il vero peccato.

Voglio ringraziare tutti quei sacerdoti aud…

IV tappa: la conversione

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Mi hanno spiegato che nel Vangelo la parola “conversione”, viene tradotta dal greco “metanoia” che significa: cambiamento di mentalità. Proprio due giorni fa mi è capitato qualcosa che mi ha fatto riflettere su questo.

Ho avuto un momento di smarrimento molto forte, ho cominciato a pensare che nella mia vita nulla sarebbe cambiato, e mi sono angosciato. Erano quasi le dieci di sera. Ho cominciato a mandare ovunque segnali di fumo: messaggi, chiamate. Nessuno rispondeva. Dopo un po’ arrivano le prime risposte, un amico, poi un altro. Suona il telefono: il confessore mi chiede cosa succede, mi dice:

“Senti! Vieni da me che ne parliamo faccia a faccia!”

“Ma come?” rispondo io “Se parto ora con l’autobus arrivo alle undici.”

“Va bene! L’importante che poi tu riesca a tornare a casa”

“…”

“…”

“… Va bene arrivo!”



Sono arrivato a casa all’una e mezza della notte, con una certezza nel cuore: Dio è con me, anche quando non me lo merito. Così ha agito il Signore: una giornata che stava per finire mal…

Voglio la mamma... Voglio il papà!

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"Nell'articolo voglio sottolineare la gioia e l'entusiasmo di un incontro, del quale condivido in pieno il progetto e gli obiettivi, ma anche parlare di quella parte ferita di me che nonostante tutto ogni tanto brucia ancora."




E' una gioia quando si partecipa ad incontri del genere: vedere tanta gente sorridente, ritrovare tanti amici, persone di cui si ha una stima profonda.

Si sono affrontati temi drammatici certo: la mentalità del mondo si spinge verso un relativismo idiota, verso il quale sembra impossibile discutere ragionevolmente. Il buonsenso è stato sconfitto dal delirio di onnipotenza. Nonostante ciò, ieri sera, all'Auditorium dell'Antonianum, durante l'incontro "Contro i falsi miti di progresso" animato dai quattro protagonisti del dibattito sui temi esistenziali ed etici come Padre Maurizio Botta, Costanza Miriano, Mario Adinolfi e Marco Scicchitano, le buone notizie sono state tante.

In altri post ho parlato della bellezza della…

Mons. Galantino è il Segretario Nazionale della CEI

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Ma in fondo che cos’ha detto di male Monsignor Nunzio Galantino, il Segretario Nazionale della CEI, (1)? Lo specifico per il dott. Cascioli che si domandava chi fosse (2). Ha detto forse che non dobbiamo pregare? Di essere favorevole ad aborto ed eutanasia? Si sta cavillando un po’ troppo sulle sue parole, come fa chi vuol aver ragione a tutti i costi.

Su Youtube ho trovato dei video di questi sitting davanti agli ospedali. Più che inespressivi, quei volti erano immusoniti. Certo, quando si tratta di aborto non c’è nulla da ridere.

Da buoni figli maggiori alcuni protestano: “Qualsiasi cosa facciamo noi cattolici, ci criticano sempre, da una parte e dall’altra.”(3). Capisco che si siano sentiti feriti dalla parole del Segretario della CEI, le generalizzazioni creano sempre problemi, ma superata la violenza dell’impatto credo possiamo trarre un insegnamento prezioso dalle sue parole: non è con il muso che cambieremo la mentalità del mondo.

Toccante la lettera della madre che dopo aver …

III tappa: La salvezza

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Per capire cos’è la salvezza, bisogna sentirne il bisogno, bisogna sentire che siamo scivolati in un burrone. Se non ti sentirai naufrago, se accuserai Dio del tuo naufragio, non chiederai aiuto. La salvezza è la buona notizia, ma se sono perfetto sarà semplicemente una delle tante notizie da cui siamo bombardati quotidianamente, pure un po’ vecchia e già sentita un sacco di volte.

La buona notizia è che siamo stati già salvati. Una notizia che vale per tutti, anche per i marziani, se ce ne fossero, come dice Papa Francesco.

La salvezza di Gesù non è una gentilezza. Gesù ha dato la sua vita per noi, morendo sulla croce.

Nel campo di concentramento di Auschwitz un prigioniero era scappato, come deterrente le guardie decisero che dieci dei deportati dovevano morire, tra questi un padre di famiglia. Massimiliano Kolbe, un frate, si offrì al suo posto. Il padre di famiglia riuscì a sopravvivere all’orrore del campo di concentramento ed a ricongiungersi con la moglie ed i figli. Gesù è m…

Come sparare sulla Croce Rossa.

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Sabato pomeriggio, Roma. In Vaticano studenti provenienti da tutta Italia festeggiano con Papa Francesco. Le parole del Santo Padre: “Non lasciamoci rubare l’amore per la scuola”.

Mentre succede tutto questo, passeggio con amici nel centro commerciale “Porta di Roma” come sempre brulicante di gente che sale e scende come formiche dai tappeti mobili. Stavamo guardando una delle mille vetrine del centro, quando veniamo travolti dall’allegria di un team della Croce Rossa. Ragazzi e ragazze sorridenti, tutti in divisa che ci propongono un gioco. “Ve lo assicuriamo! E’ divertentissimo e ci sarà anche un premio finale!”. Ci raccontano che è la “Settimana della Croce Rossa” e che loro avevano il compito di fare prevenzione sulle malattie sessualmente trasmissibili. Il gioco funzionava come “Tabù”. Avete presente il gioco in scatola? Scopo del gioco: far indovinare delle parole al proprio compagno di squadra senza pronunciare alcuni termini chiave. Da un mazzo di carte abbiamo scelto quindi …