Dalla denuncia all'annuncio: la domenica dei facili entusiasmi.


Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? (Mt 5, 13.)

Riflettevo: il sale non cambia il gusto delle pietanze ma ne esalta il sapore e Gesù ci dà questo compito nel mondo. Siamo chiamati a rendere più saporite le cose.

Ciò che è diventato insipido può ritrovare il suo gusto.

Una mamma può esaltare il sapore della maternità, un prete quello del sacerdozio, un politico, un artista, ciascuno nel suo lavoro può dare più gusto alla propria vita ed a quella di chi lo circonda. Anche le persone ferite lo possono fare, perché spesso i sofferenti sono ai margini della società; la tua sofferenza perciò potrà “condire” la solitudine di tante persone, renderla meno insipida, insensata. Io non ho mai dato consigli, non sono uno dei “guariti” dall’omosessualità, eppure alcuni mi scrivono che dalle mie parole ricevono conforto.

Pensavo a questo mentre leggevo che in Senato sono riprese le discussioni sul decreto legge Scalfarotto. A differenza di altre volte, dentro di me, invece di sentire il desiderio di gettarmi nella mischia, ho provato una grande pesantezza. Ancora titoli che parlano di totalitarismo, di boicottaggi, di lobby, e l’impressione forte che non si tratti più di una lotta per la verità, ma di narcisismo di gruppo (senza generalizzare).

Per non parlare di quando Papa Francesco ha finalmente detto che abbiamo bisogno di un padre e di una madre. Tutti con gli striscioni! Anche quelli che fino a qualche secondo prima guardavano al pontefice con sospetto e con le narici larghe perché gli sembrava già di sentire la puzza del “fumo di satana” in Vaticano.

Siamo in piena domenica delle Palme. La domenica dei facili entusiasmi.

L’impressione è, che in questo dibattito a difesa della famiglia e della vita, si siano formati due schieramenti netti, ma che non si siano fatti dei passi in avanti. Le distanze si sono approfondite. È diventato più importante avere ragione, che cercare insieme la verità. Chi non la pensa come me è un nemico dal quale difendersi e da attaccare: un avversario a cui tagliare l’orecchio.

Pietro gli disse: "Anche se tutti si scandalizzeranno, io no!". Gesù gli disse: "In verità io ti dico: proprio tu, oggi, questa notte, prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai". (Mc 14,29-30)

Mi sono domandato: ma in questi mesi in cui ho parlato con centinaia di persone, quanti ragazzi omosessuali come me sono riuscito ad avvicinare a Dio? Che io sappia nessuno. Che testimone dell’amore di Dio sono stato? Se non lo sono stato allora non è servito a nulla scrivere in questi nove mesi. La mia opinione è servita solo a rafforzare un’opinione di gruppo, ma non a raggiungere il cuore di chi ha sete di amore vero.

Noi cristiani siamo chiamati a portare la buona notizia. Recentemente lo scriveva anche Costanza Miriano. È bello che lo dica una giornalista no? Costanza Miriano riempie di sapore la sua professione e ci indica che anche noi cristiani siamo in realtà dei giornalisti.

Se non portiamo noi la buona notizia, chi lo farà? Non siamo chiamati ad essere lo zucchero, ma nemmeno il veleno di questa terra. Se non riusciamo a guardare noi la politica italiana con speranza chi lo farà? Se non riusciamo noi ad amare i nostri nemici, chi lo farà? Chi ci crederà quando parleremo dell’amore di Dio?

Per questa Pasqua che si avvicina auguro a me e a voi una conversione: dalla denuncia, all’annuncio.

Commenti

  1. perché mai noi omosessuali dovremmo per forza essere distanti da Dio? Dio ha fatto un dono agli omosessuali: quello di poter vivere un amore corrisposto, consenziente, libero ed autentico: lo stesso identico amore che ha donato anche alle persone eterosessuali. però dobbiamo smetterla di considerare l'amore in base all'incastro degli organi sessuali proprio perché il sesso e l'attrazione sessuale, in quanto istinti, sono spesso svincolati dall'affettività (il sesso è piacere fisico che può essere motivato dall'amore, ma rimane sempre e solo una necessità corporea). l'amore invece è l'unione e la complementarietà di anime: è questo il motivo per cui anche le persone omosessuali possono amarsi veramente. non sono affatto d'accordo con le posizioni della Chiesa sull'omosessualità perché essa chiama amore solo ciò che è sessualmente compatibile. nessuno ha mai che solo uomo e donna possano procreare (anche se è giusto precisare che gli omosessuali non sono sterili), ma perché usare la compatibilità sessuale degli eterosessuali per negare la compatibilità affettiva degli omosessuali? sarebbe questa la "dottrina dell'amore" cristiana?

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    1. Massimiliano rispondo alla prima domanda perchè non voglio creare confusione. Io sono omosessuale e non credo che gli omosessuali siano distanti da Dio. Credo che le persone in generale possano conoscere o non conoscere Dio e ribadisco che il compito dei credenti è quello non di giudicare, ma di testimoniare che Dio è amore.

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    2. sono assolutamente d'accordo

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    3. Hai pienamente ragione anche per quanto riguarda la seconda domanda Massimiliano.

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