Post

Visualizzazione dei post da Maggio, 2014

V tappa: il perdono

Immagine
Difficile credere all’amore di Dio se non lo si sperimenta. Tante cose mi hanno fatto percepire l’amore di Dio, ma più di tutte la “confessione”. Una parola che forse per alcuni sa di “olio di ricino”, di purga che da piccoli si era costretti a deglutire per fare contenti mamma e parroco. Nella mia vita invece la “confessione” ha avuto il calore di un rifugio durante la notte, è stato il luogo dell’incontro personale con un padre che non mi rimproverava, ma mi stava aspettando.

Attraverso il sacramento del perdono, incontro dopo incontro, ho imparato a conoscere l’amore di Dio, non così, in generale, ma in modo personale. Goccia dopo goccia, le parole dei sacerdoti hanno scolpito il mio cuore di pietra.

Anche le parole più semplici possono essere profetiche, ispirate da Dio. Sono come password che sbloccano situazioni che come catene ci imprigionano. Sono antivirus che cercano tra le pieghe del cuore e portano allo scoperto il vero peccato.

Voglio ringraziare tutti quei sacerdoti aud…

IV tappa: la conversione

Immagine
Mi hanno spiegato che nel Vangelo la parola “conversione”, viene tradotta dal greco “metanoia” che significa: cambiamento di mentalità. Proprio due giorni fa mi è capitato qualcosa che mi ha fatto riflettere su questo.

Ho avuto un momento di smarrimento molto forte, ho cominciato a pensare che nella mia vita nulla sarebbe cambiato, e mi sono angosciato. Erano quasi le dieci di sera. Ho cominciato a mandare ovunque segnali di fumo: messaggi, chiamate. Nessuno rispondeva. Dopo un po’ arrivano le prime risposte, un amico, poi un altro. Suona il telefono: il confessore mi chiede cosa succede, mi dice:

“Senti! Vieni da me che ne parliamo faccia a faccia!”

“Ma come?” rispondo io “Se parto ora con l’autobus arrivo alle undici.”

“Va bene! L’importante che poi tu riesca a tornare a casa”

“…”

“…”

“… Va bene arrivo!”



Sono arrivato a casa all’una e mezza della notte, con una certezza nel cuore: Dio è con me, anche quando non me lo merito. Così ha agito il Signore: una giornata che stava per finire mal…

Voglio la mamma... Voglio il papà!

Immagine
"Nell'articolo voglio sottolineare la gioia e l'entusiasmo di un incontro, del quale condivido in pieno il progetto e gli obiettivi, ma anche parlare di quella parte ferita di me che nonostante tutto ogni tanto brucia ancora."




E' una gioia quando si partecipa ad incontri del genere: vedere tanta gente sorridente, ritrovare tanti amici, persone di cui si ha una stima profonda.

Si sono affrontati temi drammatici certo: la mentalità del mondo si spinge verso un relativismo idiota, verso il quale sembra impossibile discutere ragionevolmente. Il buonsenso è stato sconfitto dal delirio di onnipotenza. Nonostante ciò, ieri sera, all'Auditorium dell'Antonianum, durante l'incontro "Contro i falsi miti di progresso" animato dai quattro protagonisti del dibattito sui temi esistenziali ed etici come Padre Maurizio Botta, Costanza Miriano, Mario Adinolfi e Marco Scicchitano, le buone notizie sono state tante.

In altri post ho parlato della bellezza della…

Mons. Galantino è il Segretario Nazionale della CEI

Immagine
Ma in fondo che cos’ha detto di male Monsignor Nunzio Galantino, il Segretario Nazionale della CEI, (1)? Lo specifico per il dott. Cascioli che si domandava chi fosse (2). Ha detto forse che non dobbiamo pregare? Di essere favorevole ad aborto ed eutanasia? Si sta cavillando un po’ troppo sulle sue parole, come fa chi vuol aver ragione a tutti i costi.

Su Youtube ho trovato dei video di questi sitting davanti agli ospedali. Più che inespressivi, quei volti erano immusoniti. Certo, quando si tratta di aborto non c’è nulla da ridere.

Da buoni figli maggiori alcuni protestano: “Qualsiasi cosa facciamo noi cattolici, ci criticano sempre, da una parte e dall’altra.”(3). Capisco che si siano sentiti feriti dalla parole del Segretario della CEI, le generalizzazioni creano sempre problemi, ma superata la violenza dell’impatto credo possiamo trarre un insegnamento prezioso dalle sue parole: non è con il muso che cambieremo la mentalità del mondo.

Toccante la lettera della madre che dopo aver …

III tappa: La salvezza

Immagine
Per capire cos’è la salvezza, bisogna sentirne il bisogno, bisogna sentire che siamo scivolati in un burrone. Se non ti sentirai naufrago, se accuserai Dio del tuo naufragio, non chiederai aiuto. La salvezza è la buona notizia, ma se sono perfetto sarà semplicemente una delle tante notizie da cui siamo bombardati quotidianamente, pure un po’ vecchia e già sentita un sacco di volte.

La buona notizia è che siamo stati già salvati. Una notizia che vale per tutti, anche per i marziani, se ce ne fossero, come dice Papa Francesco.

La salvezza di Gesù non è una gentilezza. Gesù ha dato la sua vita per noi, morendo sulla croce.

Nel campo di concentramento di Auschwitz un prigioniero era scappato, come deterrente le guardie decisero che dieci dei deportati dovevano morire, tra questi un padre di famiglia. Massimiliano Kolbe, un frate, si offrì al suo posto. Il padre di famiglia riuscì a sopravvivere all’orrore del campo di concentramento ed a ricongiungersi con la moglie ed i figli. Gesù è m…

Come sparare sulla Croce Rossa.

Immagine
Sabato pomeriggio, Roma. In Vaticano studenti provenienti da tutta Italia festeggiano con Papa Francesco. Le parole del Santo Padre: “Non lasciamoci rubare l’amore per la scuola”.

Mentre succede tutto questo, passeggio con amici nel centro commerciale “Porta di Roma” come sempre brulicante di gente che sale e scende come formiche dai tappeti mobili. Stavamo guardando una delle mille vetrine del centro, quando veniamo travolti dall’allegria di un team della Croce Rossa. Ragazzi e ragazze sorridenti, tutti in divisa che ci propongono un gioco. “Ve lo assicuriamo! E’ divertentissimo e ci sarà anche un premio finale!”. Ci raccontano che è la “Settimana della Croce Rossa” e che loro avevano il compito di fare prevenzione sulle malattie sessualmente trasmissibili. Il gioco funzionava come “Tabù”. Avete presente il gioco in scatola? Scopo del gioco: far indovinare delle parole al proprio compagno di squadra senza pronunciare alcuni termini chiave. Da un mazzo di carte abbiamo scelto quindi …

II tappa (seconda parte): il peccato (2)

Immagine
Tutti, ripeto, tutti siamo peccatori ed abbiamo bisogno della Misericordia di Dio. Il problema nasce quando non vogliamo riconoscere il nostro peccato, quando nessuno ci può dire nulla, o quando per giustificarci diciamo che gli altri non sono meglio di noi.

Qual è il peccato di una persona che prova attrazioni omosessuali? Qual è il mio peccato? Possono delle persone che hanno sofferto in modo particolare sentirsi anche accusate di peccato? Non mi sembra giusto. Però tante volte proprio chi soffre va aiutato a non reagire in modo dannoso per sé stesso e per gli altri.

La disperazione ad esempio è un peccato pericoloso. Nella vita ho provato una disperazione così profonda, che non mi sentivo voluto né da Dio, né da Satana e nemmeno il suicidio sembrava essere una soluzione. Era l’inferno: bruciare di dolore senza possibilità di scampo. Nel discernimento ho sempre capito che il Signore non mi rimproverava di masturbarmi, ma di perdere la speranza. La mia guida spirituale spesso mi ri…

II tappa (prima parte): Il peccato

Immagine
Affronterò il tema del peccato dal mio punto di vista: di omosessuale credente. Non parlerò però di sessualità, di masturbazione o di pornografia. Non è questo il centro della questione.

Parlare di omosessualità è in primo luogo parlare non di un peccato, ma appunto di una sofferenza. Chi dice che essere omosessuali è la cosa più bella al mondo o è totalmente fuso, oppure ha fatto un lungo percorso che l’ha portato comunque ad affrontare alcune ferite profonde della sua vita.

C’è un peccato che non riguarda gli omosessuali, piuttosto i cattolici nei confronti degli omosessuali: il peccato di omissione. Le battaglie etiche che stiamo conducendo in questi ultimi anni sono anche conseguenza di una nostra omissione come cristiani nei confronti del dolore di queste persone: la solitudine, il senso di inadeguatezza, l’emarginazione, la denigrazione soprattutto negli anni della formazione. Penso anche alla vecchiaia di un omosessuale: drammatica. Sei fuori dal giro, non ti si fila più nessu…