VI tappa: l'uomo nuovo



Il piano di Dio per l’uomo è perfetto. Lui che vive nell’eternità è venuto nel tempo e l’ha trasformato. Il tempo non è più una clessidra, il conto alla rovescia per la nostra condanna, ma occasione per incontrare Dio. Nella storia del popolo d’Israele ci sono delle date speciali a cui Gesù con la sua vita ha dato significato nuovo. Nella festa in cui Israele festeggia la liberazione dalla schiavitù in Egitto, Gesù risorge per liberarci dalla schiavitù del peccato. Il giorno di Pentecoste gli ebrei festeggiano la consegna della legge, in quella stessa ricorrenza gli apostoli con Maria ricevettero lo Spirito Santo.

La legge è motivo di condanna e morte per chi la vìola, dirà San Paolo più tardi nelle sue lettere, solo lo Spirito dà la vita. Insomma l’uomo peccatore per natura, per essere davvero libero di seguire il Signore doveva essere riprogrammato. Invece di rottamare il computer, Dio ha installato un nuovo sistema operativo, il Suo sistema operativo, che funziona insieme al vecchio in modo speciale: più viene usato, più il vecchio sistema, pieno di bug, virus e maleware, verrà risanato e reso simile a quello nuovo.

Che cos’è l’uomo nuovo? È Dio che vive dentro di te, ma non agirà senza di te. Ha bisogno della tua volontà, della tua bocca, dei tuoi pensieri, delle tue mani e dei tuoi piedi. Soprattutto della tua fiducia e della tua pazienza. Insomma Dio non ti manda a rottamare, ma ti trasforma da dentro con la Sua Presenza.

L’uomo nuovo è una storia di amicizia intima tra te e Dio che cresce giorno dopo giorno. L’uomo nuovo non è una magia. Non saremo improvvisamente persone diverse. L’uomo nuovo è un’opera d’arte.

Paolo scrive ai credenti della Chiesa in Efeso dicendo di spogliarsi dell’uomo vecchio e di rivestirsi dell’uomo nuovo. Una volta lessi, non so se sia vero, che Leonardo Di Caprio aveva il vizio di indossare ogni giorno abiti nuovi e di buttarli il giorno seguente nella spazzatura. Noi cristiani pur essendo più ricchi dell’attore non ce lo possiamo permettere: questo “vestito nuovo” che Gesù ci ha pagato con il suo corpo sulla croce, va lavato a mano, è bianco ed i bianchi sono i capi più difficili, a me si fanno sempre gli aloni gialli sotto le ascelle. Poi i vestiti vanno fatti asciugare, vanno stirati, piegati e messi nel cassetto giusto. Il peccato non è solo sporcizia è anche disordine. Una casa pulita, ma disordinata sembra sempre sporca. Il mio appartamento essendo sempre "molto abitato" è un vero disastro. Un giorno una mia coinquilina entrando in casa mi chiese se avevo fatto le pulizie. Avevo solo riordinato la casa. Avere Dio che vive dentro di sé è come avere un coinquilino di cui prenderci cura.

Dio è veramente dentro di noi. Il fatto di non vederlo, non lo rende meno presente. Come diceva la volpe al piccolo principe: “L’essenziale è invisibile agli occhi!”. Vivere con lo Spirito significa che ogni tanto vi capiterà di sentire improvvisamente degli slanci di amore verso chi ha bisogno di aiuto, di dire cose che non avreste mai immaginato di dire a persone che rimarranno sorprese, di capire cose che non avevate mai inteso e soprattutto di avere un dialogo reale con Dio, attraverso la preghiera.

Quante volte mi è successo, direi ogni volta che prego, di avere un’intuizione, legata ad un versetto della Bibbia che ho appena letto o ad un immagine che si è intrufolata senza spiegazione nella mia fantasia, che poi mi accompagna per tutta la giornata. Sono certo che questo sia uno dei modi che Dio ha scelto per parlarmi, nonostante le mie debolezze.

Una volta un ragazzo mi parlò dei suoi problemi in amore. Io sentii uno slancio viscerale verso di lui, avrei voluto consolarlo, ma non sapevo come fare. Presi coraggio e gli chiesi di pregare con lui, per le sue intenzioni. Il giorno dopo questo ragazzo era sulle nuvole per la gioia e la sofferenza che lo accompagnava da mesi era volata via.

La vita nuova che cresce dentro di noi può causare degli imprevisti. Io non avrei mai scelto di diventare un artista nonostante fosse il mio sogno fin da piccolo: mi sembrava un capriccio infantile. Sul momento di scegliere altre strade come un lavoro in banca, il sacerdozio, o altre professioni, interveniva il Signore attraverso una guida spirituale o una figura di riferimento importante e con una cesoia, mi riportava a quel sogno d’infanzia. Quante potature drastiche e dolorose, ma non sono mai stato deluso. Dio prende i nostri sogni più seriamente di quello che facciamo noi.

Vivere così è entusiasmante, peccato dimenticarsene: per questo è un rapporto che va custodito con una guida spirituale che ci aiuti a tenere la casa pulita ed in ordine e con una comunità parrocchiale o ecclesiale che ci sostenga e ci ricordi a chi apparteniamo. Non si diventa "nuovi" da soli.

Il Papa durante l’incontro con il Rinnovamento Carismatico tenutosi allo Stadio Olimpico di Roma domenica scorsa, ha esortato ironicamente le persone a pregare Maria che il giorno di Pentecoste ha preparato una colazione speciale per gli apostoli. Ti chiedo Maria di preparare anche a me la stessa colazione per vivere ogni giorno nella sobria ubriachezza dello Spirito Santo.

Sono emozionato. In questi cinquanta giorni abbiamo camminato insieme. Tutti con il desiderio di conoscere l’amore di Dio e amare di più. Chiediamo e riceviamo lo Spirito Santo. Chiediamo con fiducia e senza paura. Nessuno è degno, eppure tutti siamo i suoi prediletti. Buona Pentecoste!

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