Intervista completa a Eliseo Del Deserto per LifeSiteNews



Ieri il sito www.lifesitenews.com ha pubblicato una mia intervista, estrapolando gli interventi più interessanti che sono nati da un lungo dialogo tra me e Hilary Jane Margaret White. Pubblico l'intera intervista sperando possa interessarvi.
Le domande della giornalista sono state tradotte liberamente in italiano da me.

Questo il link dell'articolo pubblicato:


Salve Eliseo! È vero che vuoi mantenere l’anonimato e scrivi il tuo Blog sotto pseudonimo, in ogni caso, puoi aiutarci presentandoti ai nostri lettori?

Eliseo del Deserto è uno pseudonimo che uso per il mio blog e per comunicare attraverso i Social Network (Facebook,Twitter e Gmail). Ho cominciato a scrivere perché avevo bisogno di raccontare quello che stavo vivendo. Non è stata la solitudine a spingermi, piuttosto il desiderio di essere un testimone. Sentivo che il mio modo di vivere la sessualità era una gabbia, ma essendo cattolico fin da piccolo e sperimentando l’Amore di Dio nella mia vita, sentivo il desiderio di fare qualcosa. Allora ho pensato che poteva essere importante testimoniare come erano gli inferi nei quali mi sentivo legato. Certo ci sono tanti gay contenti, e probabilmente ci saranno coppie omosessuali che vivono un amore sincero. Quello che ho sperimentato io in questo mondo è tanta solitudine, egocentrismo, dipendenza e non ultimo tanta perversione.

Come svelare la mia identità? Devo tutelare i miei genitori e la mia professione, in una società dove basta essere non allineati con la mentalità dominante per essere accusati di omofobia, nazismo e razzismo.

Incredibilmente ho visto che la mia testimonianza sta facendo del bene, in primo luogo a me stesso, ma anche a tanta gente che sente di non essere più sola nelle sue battaglie quotidiane. La mia lettera a Papa Francesco ha fatto il giro del mondo, è stata letta da migliaia di persone. Io stesso ne ero sorpreso. Non so se il Papa l’abbia letta, fatto sta che gli ho chiesto di pregare per poter diventare un testimone nelle periferie dell’omosessualità e questo sono diventato nel giro di pochi giorni.

Ecco le domande:
1) Quali conseguenze ti aspetti, per l'Italia in generale e per gli omosessuali italiani, dal piano del primo ministro Renzi sulle Unioni civili?
Nomini Mattei Renzi, il nostro primo ministro. Vorrei tanto parlare personalmente con lui. Renzi è cattolico convinto come me, per cui davvero, vorrei raccontargli come ad un fratello maggiore quello che ho vissuto come omosessuale.

La maggior parte degli italiani credo sia all’oscuro dei cambiamenti che si vogliono attuare, soprattutto in ambito etico-familiare. Poi sarà tardi. Vanno ringraziate per questo associazioni come “La Manif pour Tous” e “Le Sentinelle in Piedi” che si stanno adoperando per rendere le persone più consapevoli.

Le unioni civili? No grazie! Certamente ci sono dei diritti che vanno riconosciuti alla convivenza, ma la famiglia è un’altra cosa. Il matrimonio è un'altra cosa!

Quali saranno le conseguenze: ci sono conseguenze economiche nelle quali non mi addentrerei, soltanto darei la precedenza al sostegno delle famiglie naturali. Certo Renzi sostiene l’una e l’altra sponda. L’impressione è che nel vortice delle varie urgenze italiane Renzi stia cercando di non affondare. Io comincerei riconoscendo che tra tutti i problemi che ci sono in Italia, quello delle unioni di fatto mi sembra decisamente l’ultimo.

Come per le altre “conquiste” moderne (divorzio, aborto,ecc.) anche nel caso in cui dovessero essere approvate le Unioni Civili, prevedo identità sempre più fragili e ferite, soprattutto quelle delle nuove generazioni.

2) Credi che questa sia la fase finale, o è solo un preludio verso ulteriori cambiamenti legali?
Penso che l’obiettivo finale di questa politica, sia quello di arrivare all’adozione di bambini per le coppie omosessuali e alla legalizzazione della pratica dell’utero in affitto. Nonostante il piano di Renzi sulle Unioni Civili escluda l’adozione per le coppie omosessuali, consente la stepchild adoption che mi sembra già una possibilità con ricadute gravi sull’educazione dei bambini.

3) Perché non sostenere l'agenda dei diritti Aricigay-LGBT?
Vorrei svelare una cosa che forse nessuno ha il coraggio di dire, quello che pensa l’Arcigay non rappresenta che una piccola percentuale di quello che le persone con pulsioni omosessuali pensano. Qualcuno lo deve dire che il Re è nudo!

La maggior parte degli omosessuali non è interessata minimamente ad avere dei figli perché sa benissimo che ad un bambino serve una mamma e un papà; poi a livello affettivo gli omosessuali hanno relazioni talmente instabili che raramente pensano di sposarsi, nella maggioranza dei casi preferiscono una convivenza temporanea. Hilary sai che in media una relazione omosessuale dura al massimo 7 anni? Sai cos’è successo nei paesi dove gli omosessuali possono sposarsi? Penso di sì, tu sei inglese no? Le percentuali di matrimoni tra persone dello stesso sesso sono bassissime!

Siamo pronti a sostenere i diritti di chiunque, animali compresi, ma non sosteniamo più i diritti delle famiglie naturali e soprattutto quelli dei bambini. Ma perché? È drammatico!
Un noto cantante italiano, Adriano Celentano, fece scandalo negli anni ’80, perché in campagna referendaria lanciò durante una trasmissione in prima serata uno slogan in difesa delle foche che stavano per estinguersi: “Sono figlio della foca!”. Ecco oggi io grido: “Sono figlio di mia mamma e di mio papà!”.

4) I governi in Europa hanno creato stretti rapporti con gruppi come “ILGA Europe”. A Malta, per esempio, il governo ha creato un ufficio apposito al Ministero per le Pari Opportunità che ha ingaggiato il gruppo ILGA come consulente legislativo. Volevo sapere cosa pensi di questo tipo di scelta, e ciò che pensi possa essere un percorso alternativo migliore.
Fino a che le persone omosessuali si nasconderanno dietro la loro pulsione sessuale, creando così una falsa polarità tra omo ed etero, la politica, la psicologia, i media, ecc, viaggeranno su un binario falso, immaginario. L’unica differenza biologicamente provata è tra maschio e femmina. In quanto uomo o donna ho dei diritti e dei doveri che sono universali, cosa importa se a me piace la pizza e a te la cioccolata?

Poi c’è la legge del buon senso. Se un giorno un gruppo numeroso di persone in tutto il mondo chiedesse di avere il becco come le aquile, noi glielo riconosceremo come diritto? In caso affermativo la nostra pazzia sarebbe simile alla loro.

5) La tua posizione, quella di un uomo gay che cerca di vivere secondo l'insegnamento della Chiesa, è molto comune in Italia?
È comunissima cara Hilary! Solitamente si accusa la Chiesa cattolica di non accogliere le persone omosessuali. Non è così. Tanti trovano rifugio nella Chiesa.

La morale sessuale cattolica ricorda che in una società in delirio di onnipotenza, dove tutto sembra possibile, una persona non è veramente libera quando da sfogo alle sue pulsioni sessuali. Questi sono gli animali (penso ai cani che si aggrappano alla prima gamba che trovano). Una persona è libera quando sa gestire la sua sessualità e la sua affettività. Ogni gesto d’amore ha il suo significato ed un tempo di maturazione: dalla carezza al rapporto sessuale. La Chiesa non fa differenza in questo tra eterosessuali e omosessuali.

Diamo troppa importanza al sesso, lo dico anche a me stesso, quando bisognerebbe riscoprire che l’amore più grande, il culmine di ogni amore, anche quello romantico, è l’amicizia!

La Chiesa è piena di persone omosessuali che offrono la loro ferita a Dio. Cito Philippe Arino, omosessuale cattolico francese che dice: “Se doni la tua ferita a Dio, questa diventa un cuore aperto!”.

Tra omosessuali cattolici stiamo anche intessendo una bella rete di amicizia per sostenerci a vicenda e raccontare attraverso i social network ed i blog la nostra testimonianza e il nostro amore alla Chiesa.

6) Esiste un percorso nella Chiesa locale che dia sostegno alle persone con pulsioni omosessuali indesiderate? Ci sono gruppi come “Courage” in Italia?

Ci sono delle esperienze a sostegno di persone con pulsioni omosessuali indesiderate. Si sta diffondendo “Courage” e sono in amicizia con Luca Di Tolve, grande testimone di fede che organizza dei seminari indirizzati a persone come me. Tutte queste esperienze sono molto utili e sono un dono per la Chiesa.

Personalmente sono del parere che un omosessuale abbia bisogno anche di camminare nella Chiesa, uomo o donna che sia, senza etichette. L’omosessuale ha sofferto il distacco emotivo del padre, l’isolamento dei coetanei, e continua a perpetuare questo isolamento, nella solitudine o con amicizie esclusivamente omosessuali. Basta! Si cammina insieme. La dicotomia omosessualità-eterosessualità ripeto: è falsa. L’unica differenza reale è biologicamente quella tra uomo e donna.

7) Quali sono le tue preoccupazioni circa la direzione che sta prendendo la politica in generale, non solo quella italiana?

Non mi piace fomentare la preoccupazione, ma la speranza. Papa Francesco esordì durante i suoi primi giorni di pontificato con la frase ormai celebre: “Non lasciatevi rubare la speranza!”. Noi cattolici ci lasciamo spaventare da questa rivoluzione culturale e ingaggiamo battaglie ideologiche sfibranti, che rubano spazio all’incontro. Ad un certo punto diventa uno stile, tutti quelli che non la pensano come me sono miei nemici, fossero anche cattolici. Dire la verità, non comporta per forza avere dei nemici. La mamma dice a suo figlio di non mettere le dita nell’interruttore della corrente, ma suo figlio non è suo nemico. Quello che spero è dunque che la Chiesa cammini sempre più compatta per portare il lieto annuncio ai miseri, per fasciare le piaghe dei cuori spezzati, per proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri e per consolare tutti gli afflitti. (Is 61)

8) Mi piacerebbe che commentassi le parole di Mons. Luigi Negri. Sul sito Tempi.it ha dichiarato giorni fa che le Unioni Civili sono una resa ad una ideologia. Di cosa c’è bisogno in Italia per svolgere un dibattito onesto su questo tema? 

Mi colpiscono le parole del Vescovo Luigi Negri. Sottolinea che i media parlano di omosessualità con un’insistenza patologica. Sui Social Network la situazione è ben peggiore. Si è scatenata una vera e propria guerra inutile, tra militanza gay e lo schieramento opposto. Inutile perché ovviamente nello scontro virtuale non si possono trovare soluzioni, quando l’unico obiettivo è farsi male!

Il Monsignore ha ragione, dice esattamente quello che ho detto anch’io nell’intervista. I problemi dell’Italia sono altri: uscire dalla crisi economica, etica e culturale in cui viviamo da anni. Cedere all’insistenza della militanza pro gender significa cedere ad un’ideologia che ha poco di fondato.

Non si potrà affrontare un dialogo serio e sereno finché ci sarà un’omosessualità ed un’eterosessualità a scapito della persona nella sua interezza: uomo e donna. Ogni persona ha la sua dignità a prescindere dalla sua sessualità, e ci sono diritti e doveri che sono universali e naturali, come il diritto del feto alla vita, del bambino ad avere una mamma e un papà e come il diritto della donna a non essere trattata come un utero da affittare.

9) Ho visto che Renzi ha detto che le unioni tra persone dello stesso sesso sono “un matrimonio reale” e che verranno tutelate di più rispetto ai matrimoni tradizionali. Le tue riflessioni a riguardo?
Tra matrimonio ed unioni civili effettivamente non cambia molto a livello legislativo.
Eppure, La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato come dice la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Le unioni civili hanno il sapore di “famiglia a tutti i costi”. Un po’ come un uomo che vuole cambiare sesso, può diventare donna, ma sarà sempre una donna artificiale. Queste “nuove famiglie” potranno dipingersi di arcobaleno, ma sotto sotto ci sarà sempre puzza di egoismo. Ripeto, con questo non voglio dire che la convivenza non debba essere tutelata, ma la famiglia “nucleo naturale della società” deve avere una priorità assoluta per lo Stato, perché su di essa, più ancora che sull'economia, si fonda il suo perpetuarsi. Mario Adinolfi nel suo libro “Voglio la mamma” racconta del figlio di Elton John, di come è stato strappato al seno di sua madre alla nascita. È un racconto terribile tratto dalle parole stesse del cantante. Quando l’uomo si vuole mettere al posto di Dio genera mostri. Le unioni civili sono i mostri della Babele odierna.

10) L’ultima domanda. Un uomo Doug Mainwaring parlando con LifeSite della Marcia per il Matrimodio tenutasi a Washington DC la settimana scorsa, ha detto che in realtà il movimento gay sta fomentando una forma di totalitarismo crescente.
Dieci anni fa, nella comunità gay era uno scherzo dire: “Questo è mio marito ah ah”. Poi però «i gay e le lesbiche sono stati usati come pedine dai progressisti per dare inizio all’avanzata progressiva del totalitarismo».
Cosa ne pensi? Vale anche per l’Italia? Come ha guadagnato questo movimento "progressista" improvvisamente tanto potere in Italia? Sembra che ci sia stato un grande cambiamento di rotta solo nell'ultimo anno.


L’ombra del totalitarismo fa paura anche a me. La crisi economica, gli equilibri internazionali sempre più precari, movimenti estremisti che si diffondono con forza sempre maggiore, tra questi anche quelli che difendono i presunti diritti degli omosessuali. Ricorda il clima storico che ha preceduto l'avvento del nazismo. Non dobbiamo perdere la fede e la speranza. Dio può spezzare questa spirale storica, affinché come diciamo sempre nel Padre Nostro: “Venga il Suo Regno”! Il nostro futuro, il futuro della Chiesa è nelle sue mani. Le porte degli inferi non prevarranno su di essa!



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