Una Femen nella mangiatoia.

Sto viaggiando in treno verso Roma, circondato da bambini strepitanti, faccio fatica a vedere in loro l'innocenza di Gesù bambino. Mi verrebbe voglia piuttosto di fare una strage, come Erode. Eppure se li guardo meglio, mi strappano dei sorrisi: sono esattamente come loro, anche se fingo di essere compìto ed educato per sembrare adulto.

Navigando in internet mentre prego un po’, vado a cercarmi l’omelia di Papa Francesco a Santa Marta, dice: “Il Signore ci guardi dall'essere una Chiesa senza bambini.”. Proprio oggi! Il Vangelo è quello del buon Pastore che va in cerca della pecorella smarrita: “La Chiesa deve essere Madre.”

I bambini fanno casino, i capricci, buttano all'aria tutto, scarabocchiano, strappano fogli, si muovono e fanno disastri, si lamentano: “Non ce la faccio più!”. Questi poveri genitori, miei sgraditi compagni di viaggio hanno passato quasi tutto il tempo (circa tre ore) a sgridarli: “Parlate piano! Fate i bravi! No questo! No quello! Smettetela!”. Fanno il viso duro e subito dopo scoppiano a ridere per qualche buffonata dei loro nanetti malefici.

I figli sono tubetti spremi-cacca che vanno plasmati perché diventino uomini e donne. No! Non è un particolare da poco. I miei amici me lo raccontano. Quanta cacca che spesso va analizzata, toccata e annusata; e poi la pipì, le puzze, i rigurgiti. Normale amministrazione, è la cacca dei loro bambini, anzi addirittura per i nonni quella è “cacca santa”.

Il viaggio sta finendo e ho deciso di posticipare la strage degli innocenti. Ascolto le parole di mamma e papà e le lagne dei bambini come fossero la voce di Dio. Penso a tutte le notizie che tanto ci scandalizzano, a quelli che sembrano nemici della nostra causa e mi domando: e se invece fossero loro i nostri figli, da redarguire, da ripulire, da annusare e da amare?
A nove anni san Giovanni Bosco fa un sogno: vede tanti ragazzini giocare e divertirsi, ma alcuni di loro bestemmiano. Così decide di buttarsi nella mischia, menando a destra e a manca, finché una voce non lo ferma: “Giovannino! Non con le percosse, ma con la mansuetudine e la carità dovrai conquistare questi tuoi fratelli!”. E’ Gesù stesso che gli parla, accompagnato da sua madre. Subito dopo al posto di quei ragazzi, nel sogno, compaiono bestie feroci di ogni specie. In quel momento Maria gli affida la sua missione: “Ecco dove devi lavorare! Renditi umile, forte e robusto, e ciò che ora vedrai succedere di questi animali tu dovrai farlo per i miei figli.” e le bestie si trasformarono in agnellini che facevano festa intorno a Maria e a Gesù.

Non è facile. Mentre cammino per andare alla metro, in un negozio, scherzo con il cassiere che, non capisco perché, mi risponde in modo minaccioso. Mi sento ferito nell'orgoglio, vorrei dirgliene quattro. Lo manderei a quel paese. Eppure è mio figlio anche lui.

Nel Vangelo di Matteo, Gesù dice ai suoi: “Benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a coloro che vi odiano, e pregate per coloro che vi maltrattano e vi perseguitano.”. Ecco! Non lo dice Eliseo del Deserto. Lo dice Lui, che noi vogliamo seguire nella fedeltà.

La vita non è una parabola, non è un sogno e nemmeno un presepe bucolico illuminato ad intermittenza, la vita è la violenza che irrompe in questo tenero quadretto e prende a calci la Madonna, Giuseppe e il bambinello come a Bruxelles, è una rosa con le spine che ti chiede di essere colta a mani nude. Chissà forse quest'anno nelle mia mangiatoia, accanto a Gesù metterò una di queste ragazze a seno scoperto. Una figlia mi è stata donata.

Commenti

  1. So che hai ragione, siamo chiamati ad amare senza ma e senza se, come ha fatto Gesù, ma ti confesso che faccio proprio fatica ad amare chi commette atti di vilipendio verso la cristianità ed offende la dignità della donna, come e' impossibile per me amare quelli dell'isis, tuttavia prego e ricordo che nulla e' impossibile a Dio, per cui rimetto a Lui la mia fragilità e miseria.

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