Ddl Cirinnà e i consigli di Eliseo

C’era da immaginarselo, approvato il testo del ddl Cirinnà tutti a parlare di omosessualità ed unioni civili. Gli unici a non parlare sono i diretti interessati, gli omosessuali, quelli veri, non Dolce & Gabbana, Elton John o Alessandro Cecchi Paone. Sarebbe interessante ci fosse un dibattito tra omosessuali con opinioni diverse. Forse solo loro riuscirebbero a trovare un compromesso equo per uscire da questa situazione.

Da cattolico sostengo che abbiamo sbagliato strategia fin dall’inizio, abbiamo fatto dell’indignazione il nostro marchio di riconoscimento e abbiamo risposto agli attacchi seguendo l’antica legge del taglione: occhio per occhio, boicottaggio per boicottaggio.

Nell’Italia del Social Network sembra che l’unica cosa che conta sia la visibilità e così i portavoce dei movimenti a favore della famiglia naturale stanno giocando a chi riempie di più la sua piazza (o il suo Palalottomatica).

Io sono convinto che la gente semplice sia ancora all’oscuro di tutta questa bagarre su gender, uteri in affitto e libertà di pensiero. L’uomo comune, quello della metro, quello che fa massa, non sa nemmeno chi sia Scalfarotto e nemmeno si immagina che due anni fa c’era chi tramava alle sue spalle affinché non potesse più chiamare “frocio” chiunque gli stava sulle palle.

La gente comune con la quale mi confronto tutti i giorni pensa che l’omosessuale sia in genere una persona un po’ stramba, diciamolo fuori dai denti, che sia effettivamente un matto, ma in fondo tutti, soprattutto le donne vorrebbero un gay per amico; dunque se vogliono sposarsi, perché no? È il buonismo che va per la maggiore.

Perché allora invece di giocare a chi ce l’ha più lungo, nella fattispecie, a chi ha più followers , non tentiamo di spiegare ancora perché l’unione di due persone dello stesso sesso non può essere la stessa cosa di una coppia formata da un uomo e una donna e quindi non può avere esattamente gli stessi diritti. Qual è l’importanza storica, sociale ed economica della famiglia naturale e come mai è indissolubilmente legata alla possibilità di procreare?

Più che masturbarsi a suon di post, o nella migliore delle ipotesi con un libro in mano tra membri della stessa gang cattolica, perché non si cerca di raggiungere le persone semplici, che si ammazzano di lavoro dalla mattina alla sera, svegliandosi la mattina ad ore improbabili per portare a casa il necessario per sopravvivere e comprarsi le sigarette? Non faccio retorica, questa è la realtà della stragrande maggioranza della popolazione, che vive con lo smartphone sempre in mano e le pezze al culo. Magari scopriamo che sono loro ad avere qualcosa da insegnarci.

In ogni caso si leveranno gli stendardi dei crociati e ad ogni alzata di zampa delle presunte lobby (che poi non ho ancora capito chi sono concretamente queste lobby) si griderà “Al piscio! Al piscio! Nazismo, totalitarismo, persecuzione, fine del mondo, quinto segreto di Fatima!” È inevitabile.

Ora cerco di fare la mia parte, perché nonostante tutto mi troverò nello stesso schieramento di questi miei fratelli cattolici. Allora ricordo loro di lavorare su dei passaggi fondamentali (se possibile e se lo ritengono giusto):

1. Non scambiare i loro leader politici per dei catechisti.
Parliamoci chiaro: Mario Adinolfi non è il Magistero della Chiesa Cattolica, come non lo è Costanza Miriano e come non lo è Gigi De Palo, ecc. ecc. Possono sbagliare, possono agire politicamente che non sempre significa cristianamente, anche se ci auguriamo che sia sempre di più così, non per noi, ma per loro. Quindi cerchiamo sempre di capire in modo autonomo e adulto.

2. Il fine non giustifica i mezzi: se difendiamo principi cristiani, non significa che allora possiamo sputare in faccia a chi non la pensa come noi. Ricordiamoci sempre che l’omofobia esiste.

3. Prima dei principi ci sono le persone, con la loro storia, la loro dignità, la loro ricerca di felicità e realizzazione. La famiglia è la famiglia, i bambini hanno bisogno di un babbo e di una mamma, ma se due persone dello stesso sesso vogliono provare ad avere delle garanzie per realizzare il loro progetto di vita e di amore, chi siamo noi per non dargli fiducia e riconoscimento?

4. Non facciamo le drama queen. Non enfatizziamo sempre la nostra indignazione. Si può pensarla diversamente e combattere per i propri principi senza fare le vittime e senza stracciarsi le vesti.

5. L’Italia ha anche altri problemi, non solo quello delle unioni civili.

6. La fede promuove la vita e la famiglia, ma anche la bellezza, l’amore, la sapienza e tanti altri tesori che non dobbiamo trascurare. Avevo tanti fratelli cattolici profondi un tempo, ora gli stessi pubblicano a mitraglia su Facebook solo polemiche contro la teoria gender. Che impoverimento!

7. Siamo empatici con le persone che hanno pulsioni omosessuali. Non significa dire che tutto va bene! Significa mettersi nei loro panni. Se ad un maschio etero venisse detto che amare una donna è contro natura e che farci l’amore è peccato e quindi che deve vivere in castità fino alla morte e andare dallo psichiatra perché è malato, beh! Non credo la prenderebbe bene.

8. Non puntiamo a fare scalpore, ma ad incontrare e ad attivare processi relazionali maieutici, per tirare fuori il meglio da noi e dagli altri.

Potrei andare avanti ancora per molto, ma mi fermo qui. Otto è un bel numero.


(puoi scrivermi su eliseodeldeserto@gmail.com)

Commenti

  1. tagliente al punto giusto, aprire le ferite fa vedere se c'e del marcio cosi' da affrontarlo .
    comunque...se a un maschio o femmina etero dici che la castità è d'obbligo se non eserciti il sesso nell'ambito di una relazione matrimoniale , non la prenderebbero bene no!! se segui la dottrina è un peccato quanto il sesso omosessuale ;-) questo per dire che non bisogna parlare a vanvera ma occorre capire bene di cosa stiamo parlando . il cristiano va "educato" nella Parola del Signore e francamente di educazione ce ne serve tantissima perche' stiamo bellamente travisando i ..fatti.. mail discorso è lungo...ti stimo ,mi piace quello che pesni, un solo piccolo consiglio non cadere a tua volta nella trappola del giudizio verso i cristiani "con visione distorta" diamo loro il beneficio del dubbio e parliamoci con pazienza senza farci partire l'embolo!

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