Solo l'amore crea

"Cari figli, desidero operare attraverso di voi, miei figli, miei apostoli, per radunare alla fine tutti i miei figli là dove tutto è pronto per la vostra felicità. Prego per voi, perché possiate convertire con le opere, perché è giunto il tempo delle opere di Verità, di mio Figlio. Il mio amore opererà in voi, mi servirò di voi. Abbiate fiducia in me perché tutto quello che desidero, lo desidero per il vostro bene, il bene eterno creato dal Padre Celeste. Voi, figli miei, apostoli miei, vivete la vita terrena in comunione coi miei figli che non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio, che non mi chiamano “Madre”, ma non abbiate paura di testimoniare la Verità. Se voi non temete e testimoniate con coraggio, la Verità trionferà miracolosamente. Ma ricordate: la forza è nell’amore. Figli miei, l’amore è pentimento, perdono, preghiera, sacrificio e misericordia. Se saprete amare, convertirete con le opere, consentirete alla luce di mio Figlio di penetrare nelle anime. Vi ringrazio! Pregate per i vostri pastori: essi appartengono a mio Figlio, Lui li ha chiamati. Pregate affinché abbiano sempre la forza e il coraggio di risplendere della luce di mio Figlio". (Medjugorje 2 giugno 2015)
Leggevo l'ultimo messaggio di Maria a Medjugorje. Ora, non siamo obbligati a crederci. Io ci credo, ma facciamo così: poniamo che questo messaggio l'abbia scritto un vecchio saggio della Bosnia Erzegovina. Vogliamo fare gli avvocati del diavolo? Poniamo che questo messaggio l'abbia scritto un millantatore che vuole lucrare sulla buona fede delle persone. Non mi interessa. Ci sono delle frasi che mi hanno colpito. La prima: "Non abbiate paura di testimoniare la Verità (...), ma RICORDATE: la forza è nell'amore.
"L'odio non è forza creativa: solo l'amore crea!" (San Massimiliano Kolbe ad un internato ad Auschwitz)
A differenza delle presunte parole di Maria a Medjugorie, san Massimiliano Kolbe è un santo riconosciuto da Santa Madre Chiesa e dice più o meno la stessa cosa, che l'odio distrugge, divide, non provoca cambiamento nell'uomo, nel mondo. Solo chi ama crea! Dio è creatore perché ama. San Massimiliano non lo sta dicendo ad un parrocchiano in lite con il vicino di casa, lo sta dicendo ad un deportato ad Auschwitz. Ci rendiamo conto della potenza di questa affermazione? Ne capiamo l'utilità per la nostra vita, oggi?

In un'altra occasione sarà sempre san Massimiliano Kolbe, proclamato da Giovanni Paolo II santo martire, patrono speciale per i nostri difficili tempi, a dire:
"Solo quella religione che insegna l'amore di Dio e del prossimo PUO' PERFEZIONARE gli uomini" (SK1205)
Torniamo un attimo al messaggio ricevuto ieri dai presunti veggenti di Medjugorie: "Non abbiate paura di testimoniare la Verità", MA con l'amore e con le opere. "Se saprete amare convertirete con le opere". "L'amore è pentimento, perdono, preghiera, sacrificio, misericordia".
Aggiungerei: l'amore è riuscire a far cadere le pietre dalle mani di coloro che vogliono lapidare l'adultera, è dire alla Samaritana la verità sulla sua vita, ma chiedendogli da bere e fermandosi con lei e i suoi cari, è mangiare con i pubblici peccatori (i pubblicani). Chi sono oggi i peccatori pubblici? Lascio a voi la risposta.
L'amore è dare la vita, lavare i piedi, perdonare, guarire, vivere la comunione anche con chi non conosce l'amore di Dio.
L'amore è anche dire a chi ha fatto dei princìpi la prima ragione della sua fede e della sua vita (come facevano i farisei), che deve riconvertirsi all'amore e alla relazione, ricordando che prima della legge viene l'uomo e la sua salvezza.

Mi direte: "Eh già ma Gesù è anche entrato nel tempio e ha fatto un macello!". A questa obiezione io rispondo sempre che ci fa comodo questo Gesù che entra nel tempio DEGLI ALTRI a rovesciare qualsiasi cosa. E' il nostro alibi, così giustifichiamo la nostra insofferenza verso gli altri. Non sia mai che Dio faccia lo stesso nel nostro orticello, perché si dovrebbe sorbire tutto il nostro risentimento. Facciamo ordine prima nel nostro tempio e poi pensiamo a quello degli altri.
"Vivete la vita terrena in comunione coi miei figli che non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio, che non mi chiamano “Madre",
sembra dica Maria a Medjugorie. Mi piace questa Madonna, vera o falsa che sia: la sua preoccupazione principale è che tutti i suoi figli arrivino là "dove tutto è pronto per la vostra felicità". Anche noi abbiamo questa preoccupazione? Davvero noi amiamo quelli lontani dalla fede così tanto da essere più preoccupati per la loro salvezza che per i nostri ideali?

E' il tempo di testimoniare con coraggio la Verità. E' il tempo della testimonianza, quindi del martirio. Niente di nuovo dunque: è così dalla resurrezione di Cristo in poi. Mi ricordo che da piccolo quando chiedevo al Signore la mia vocazione dicevo: "Signore tutto, ma non il martirio!", non capendo che nel nostro piccolo tutti siamo chiamati a testimoniare l'amore di Dio fino alla fine, fino al dono totale di sé.

Auguro a tutti i manifestanti del 20 giugno a Roma di avere il coraggio di testimoniare la Verità, cioè anche il Diritto, sapendo che l'obiettivo primario di questa manifestazione, prima ancora che la vittoria schiacciante di una proposta politica sull'altra (facendo la voce grossa nelle piazze, invece di far attenzione a non spezzare le canne incrinate), è CONDIVIDERE un giorno, con chi vive e la pensa diversamente da noi, l'Eternità, dove tutto è pronto per la nostra felicità.

"Ecco il mio servo che io sostengo,
il mio eletto di cui mi compiaccio.
Ho posto il mio spirito su di lui;
egli porterà il diritto alle nazioni.
Non griderà né alzerà il tono,
non farà udire in piazza la sua voce,
non spezzerà una canna incrinata,
non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta
.
Proclamerà il diritto con fermezza;
non verrà meno e non si abbatterà,
finché non avrà stabilito il diritto sulla terra;
e per la sua dottrina saranno in attesa le isole." (Is 42, 1-4)

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