Non è tutta colpa dei gay!

Ammetto la mia ignoranza in materia: non sapevo che la Russia fosse tra i paesi in cui la surrogacy è legittima. La notizia mi ha scandalizzato perché immaginavo che Putin, strenuo difensore della famiglia tradizionale, fosse contrario. Inoltre ho sempre pensato che l’utero in affitto fosse un appannaggio delle coppie omosessuali, ma pare, non foss’altro che per una mera questione di numeri, che alla pratica ricorrano soprattutto coppie eterosessuali. Ho scoperto l’acqua calda, me ne sono reso conto e questo mi ha portato ad interrogarmi sul perché di questa mia precomprensione.

Ho ripensato a tutte quelle foto postate ossessivamente sui social dove due padri piangevano tenendo in braccio il loro figlio surrogato ancora impiastricciato di placenta e mi ritornava in mente quell’episodio raccontato da Mario Adinolfi nel suo libriccino rosso, in cui si raccontava del figlio su commissione di Elton John, episodio che poi è stato citato da chiunque fino alla nausea.

Ma perché se la pratica dell’utero in affitto è richiesta soprattutto da coppie eterosessuali si racconta solo di quella omosessuale? Il mio cruccio non è capire se l’utero in affitto sia una cosa etica o meno. Non si discute: mercificare la gravidanza è qualcosa di terribile, chiunque lo compia (1).  Voglio capire perché i gay siano diventati gli unici testimonial di questa pratica, sia per la stampa friendly sia per gli altri.

Allargherei la mia riflessione anche al concetto di famiglia. Sembra che i gay chiedano dei diritti inconcepibili e che siano i corruttori della famiglia tradizionale quando sono anni che le coppie eterosessuali hanno fatto a brandelli il matrimonio. Non ditemi che le unioni civili se le sono inventate gli omosessuali, anche se ora si parla solo di “diritti dei ghei”. Da quanto tempo il matrimonio è diventata un’istituzione blanda, in cui non crede più quasi nessuno? Quante volte ci si sposa in Chiesa solo per la location, o per tradizione? Da quanto tempo la convivenza è la scelta di comodo della maggior parte delle coppie cattoliche e non?

Ancora, pensiamo alla sessualità. La maggioranza purtroppo non si avvicina al sesso grazie alle ore di educazione sessuale che si fanno a scuola, ma grazie a quelle che si fanno tra amici. Io ricordo i miei compagni alle medie sbandierare con orgoglio i loro giornalini porno, convinti che questo significasse essere grandi (anche su questo sarebbe interessante riflettere). Quanti ragazzi (e ragazze) ancora oggi mi raccontano fieri le loro avventure ormonali.

Effettivamente non sono mai stato un grande frequentatore di discoteche sebbene mi piaccia molto ballare. Ultimamente mi è capitato più volte. Sarebbe bello andare in discoteca, se le discoteche non fossero dei baccanali. Quello che ho notato è che nell’approccio gli etero non sono meglio degli omosessuali. (2)

Ho l’impressione che questa battaglia per i diritti della famiglia che ci porta a denunciare, le unioni civili, l’utero in affitto, le unioni gay, la teoria del gender, sia in realtà una questione più delicata; una problematica che investe la società nella sua interezza. I gay ne sono diventati ambasciatori e i media laici e non, ne hanno approfittato per combattere le loro battaglie ideologiche e politiche personali, trasformando spesso i gay in martiri o in corruttori della società.

Non è colpa solo degli omosessuali se si sta facendo una legge per le unioni civili, non è solo colpa degli omosessuali se si ricorre all’utero in affitto. È colpa di una società che ha svuotato di significato l’amore, il matrimonio e i figli. Tutto è relativo e mercificabile, ma i mostri non sono gli omosessuali. I diritti degli omosessuali sono un francobollo dietro il quale hanno cercato di nascondersi finora coloro che in realtà rivendicano quei diritti per se stessi.

A questo punto mi sento più forte nel ribadire che sono contrario alle unioni civili, e alle sue prevedibili conseguenze, come la pratica dell’utero in affitto, ma chiedo con forza che nelle riunioni e nei raduni pro-family, non si parli solo di gay, di gaystapo e di gender, ma che si denunci piuttosto una mentalità diffusa, che certamente non esclude gli omosessuali, ma che riguarda tutti!

Chi ha svuotato di senso l’amore? Chi ha fatto diventare i figli degli oggetti? Chi ha trasformato il matrimonio in un’istituzione fuori moda? Chi ha trasmesso questa mentalità di riflesso anche agli omosessuali che di questa società sono figli?

Questa battaglia etica e politica che stiamo affrontando a difesa della famiglia non è nient’altro che la conseguenza di una mentalità sbagliata che precede i gay e li genera! E come vorrei che il 30 gennaio qualcuno avesse il coraggio di ammetterlo e ribadire che tutti ci dobbiamo convertire. Se dobbiamo cambiare il nostro paese non possiamo farlo con gli occhi coperti dai nostri errori.

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(1) Alcune mamme che conosco, sono ricorse alla fecondazione artificiale perché volevano avere un figlio a tutti i costi, altrimenti non si sentivano realizzate come donne. Per carità! Nulla a che vedere con il noleggio di uteri, ma già questo tipo di fecondazione sottolinea (in parte) che il figlio non è più considerato come un dono da accogliere, ma uno status symbol, un oggetto da pretendere, e gli oggetti si sa, o te li fai o te li compri.

(2) È vero, nelle discoteche gay a volte l’animazione supera i confini addirittura della pornografia (non vi descrivo alcune scene che ho visto), alcuni ambienti sono peggio di bordelli, e poi il gay pride, ecc. ecc. ecc. Ma questa ostentazione di una sessualità trasgressiva, non potrebbe essere per esempio la conseguenza di una affettività e una sessualità fermentata nella repressione (esperienza che le coppie eterosessuali non vivono, visto che per loro non è ad esempio un problema prendersi per mano pubblicamente) e che esplode in un’ostentazione violenta della propria identità?

Commenti

  1. Ma si, certo, le società di altri tempi, quelle si.....la società dei nostri nonni, quando i bordelli erano legali e andare a puttane era un rito di iniziazione (quando non un passatempo), quando i matrimoni erano spesso combinati, e quando una intera società europea ha fatto fuori 6 milioni di ebrei...quello era un tempo in cui la famiglia era un valore. Ma ci resta sempre la Russia di Putin, questa nazione convertita alla Madonna, la nazione col piu' alto numero di aborti per donna al mondo (e dove si puo' abortire fino alla 12a settimana), dove gli oppositori al quel santo di Putin vengono direttamente ammazzati, e dove si fanno fuori in massa intere comunita' di minoranze etniche.....per fortuna pero' che tengono fuori i gay!

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  2. Vo gridando da tempo un concetto caro al grande Del Noce: ogni forma di sessualità umana sta diventando omosessuale, nel senso che si cerca di proiettare l'io di ciascun individuo, senza accogliere l'altro. Quindi viviamo un doppio dramma: da una parte la coppia gay che mai potrà trovare una stabilità sentimentale e di vero amore, perché l'accoglimento della differenza sessuale è necessaria per avviare un progetto d'amore, ma facendo proprie le sovrastrutture dell'amore romantico, comunque ci crede archiviano il ricorso alla ragione per capire purtroppo chee non ci sta solo il fatto di non potere procreare, ma anche quello di non potere veramente essere una cosa sola e amante, nonostante gli sforzi, che sono persino nobili, se non si scontrassero con la loro basilare unidirezionalità della proiezione dell'io del singolo e del non accoglimento dell'altro. Dall'altra abbiamo le coppie uomo-donna, che se aprissero gli occhi potrebbero godere di questa differenza arricchente, ma in realtà capito che il frutto di questo arricchimento non è semplicemente il piacere, ma la generazione di un figlio, di un figlio di Dio, per giunta, hanno storicamente anelato all'amore senza procreazione, semplicemente uditivo. Ma come faceva ben comprendere il Papa Paolo VI, da un anno o più beato, nella umane vitae: l'amore è uno o non è. La coppia o si impegna in una forma di amore donativo-unitivo-procreativo che Dio benedice e assiste in ogni istante della vita matrimoniale e soprattutto nel talamo-concepimento-gravidanza-nascita che sono uno stesso evento di grazia, oppure, tagliando l'aspetto procrativo, si taglia anche l'aspetto uditivo, perché la gioia profonda dell'unione sessuale tra un uomo e una donna sposati sta nel fatto che dio è protagonista di quell'amore e ne benedice e ne appresta i frutti, se una coppia rifiuta questi frutti, difatti rifiuta tutto il pacchetto e quel piacere sessuale che prova può sembrare appagante ais ensi ma non appaga il fondo dell'anima, perché si è madato Dio fuori dalla finestra,Gli si è detto un NO deciso e offensivo, tradendole nella sua qualifica di Dio della vita. Un gay tradisce la famiglia o meglio sarebbe dire tradisce Dio pensando che il suo amore romantico valga di per sé, ma in realtà al fondo di ciò c'è la malattia comune a tutti gli uomini odierni di abdicare lla capacità di pensiero, alla metafisica, che indicherebbe che il mancato innesto del processo procreativo, rivela la mancanza della benedizione di Dio nell'atto sessuale tra due uomini o tra due donne e quindi una disperazione di base, nonostante il piacere superficiale. Va detto che però, come ha benissimo fatto notare il gesuita australiano Mankowski, il rigetto fiero della volontà di Dio si è compiuto con la contraccezione: la coppia sposata in Chiesa si è allora ricavata uno spazio in cui la coscienza individuale imbarbarita da una netta e recisa separazione dalla ragione ha deciso di usare il sesso solo come piacere…questo era difficile fintantoché i metodi contraccettivi erano macchinosi e inefficaci, ma quando la pillola è diventata assai efficace, allora questo anelito perverso è diventato a portata di mano. Lì c'è stato il grande tradimento e ricordo che più del 50% dei vescovi rinnegò la Humanae Vitae! Allora è chiaro che il processo-evento unico d'amore è stato sfigurato o meglio negato in radice, come pretendere poi che i gay, presi dall'individualismo sfrenato degli anni 70, potessero far propria l'agnizione dell'unicità dell'amore procreativo-unitivo che prende piede solo nella coppia uomo donna, se proprio questa coppia l'ha in generale tradito, una decina di anni prima della sexual revolution? Dobbiamo pensare innanzitutto che il nostro pensiero possa essere illuminato da dio e possa portare a conquistare delle verità certe, e dobbiamo preferire queste conquiste che Dio iscrive nel cuore di ogni uomo e che ogni uomo può ben discernere con il suo pensiero l'unità dell'amore umano.

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  3. E' vero che esiste una mentalità sbagliata che precede i gay e li genera, proprio a livello pratico: le famiglie sfasciate sono il luogo più fertile per far attecchire confusione di identità, un coniuge che denigra l'altro destruttura la forma stessa della figura paterna e/o materna nella testa dei figli. Un reggimento di coppie scoppiate che, ciascuno coi propri motivi, validi o meno, ha ritenuto più importante inseguire il proprio ego che difendere un "noi".

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  4. Mi fa, devo dire, una certa impressione come la Russia di Putin sia diventata, presso certi cattolici, una specie di “terra santa”. Alla fine è irrilevante che sia la patria degli aborti, un paese dove i diritti umani vengono quotidianamente stracciati, e dove l’opposizione viene avvelenata col beneplacito del governo (si pensi a Litvinenko ed alla Politkovskaya). Secondo certa gente basta fare una sola cosa per essere dei buoni cristiani. Basta essere contro gli omosessuali!
    Sono due anni e passa che Adinolfi e la Miriano “dicono” di occuparsi delle famiglie italiane....ma in realtá parlano di una sola cosa: degli omosessuali. Non li ho mai sentiti battersi per una manifestazione contro l’aborto o a favore delle famiglie indigenti. Mai letto di una iniziativa per aiutare le madri single, o per avere più asili, o anche solo per norme più restrittive contro la pornografia. In certi circoli cattolici si parla solo di una cosa...di omosessuali, anche quando (è il caso degli uteri in affitto) gli omosessuali ci entrano molto, ma mooolto meno degli etero. E questo lo chiamano cristianesimo ?

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  5. Il problema di fondo nella questione in gioco sul decreto Cirinnà, soffre non solo della conseguenza di una deriva culturale ma anche di una strumentalizzazione delle parti in gioco, dove l'omosessualità ha da un lato il suo momento di cresta sullo scenario sociale, dall'altro presta il fianco a chi quella occasione di "etica emozionale" occorre per ungere vie di accesso a interessi trasversali basati su convenienze economiche, politiche e di leadership in ambito internazionale. In realtà, la dinamica è piuttosto semplice e si basa su un percorso di deriva culturale di stampo positivista e che, di per sé, ha origini di quasi un secolo. Passando per filosofi dello stampo di Focault, autori come Judith Butler hanno favorito un certo tipo di tendenza nella concezione dell'essere, non estranea alle conseguenze odierne e i movimenti femministi, non solo della sinistra classica ma assai più di stampo borghese, hanno favorito il percorso. Così, è per un clamore mediatico che la ribalta vien bene in mano alle associazioni omosessuali, senza preoccuparsi nemmeno di chiedere il consenso ai singoli che, spesso, pensano ben diversamente. Ora, sia chiaro - e lo sanno bene coloro che da sempre ostano contro l'eugenetica - utero in affitto e pratiche varie son negate moralemente e eticamente a chiunque, omo o etero o qualsiasi altra attribuzione virtualmente ci si dia. Non solo, son vietate anche a prevenzione di illeciti per abusi come il traffico degli organi o vendita di esseri umani per qualsiasi scopo. Lo stesso, ne consegue come prosieguo contro, aborto, eutanasia, manipolazioni genetiche e qualsiasi pratica di sperimentazione su materiale umano che non siano esclusivemente a fini diagnostici e non ditruttivi. Pensare che gli omosessuali abbiano vittoria da approvazioni di leggi così capestro è cosa ingenua e pericolosa per due motivi di fondo: lo Stato non ha urgenza alcuna circa la soddisfazione di queste persone e non occorrono leggi per derimere i pochi casi particolari; l'attribuzione di vantaggi relativi alla parificazione delle unioni col matrimonio è una ipocrisia, in quanto già esistono tutte le modalità di attribuire diritti a persone che convivono per gli insiemi di persone, qualsiasi siano il motivo della loro convivenza e la questione della reversibilità non è attuabile in quanto la convivenza omosessuale non è potenzialmente riproduttiva; con la promozione di un decreto come quello Cirinnà si apre la strada alla uniformazione di genere, in cui uomo e donna perdono delle potenziali caratteristiche di differenziazione: un grande affare per lo Stato, che smonterà il carico di responsabilità legato alle diverse esigenze uomo-donna, basti pensare al campo del lavoro... Quindi, quel che è male non fa bene a nessuno, nemmeno a chi si mostra suo amico. Dietro a tutto vi è una menzogna culturale ed è a quella che bisogna guardare per non farsi buggerare da questa occasione e da altre prossime venture.

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  6. Propongo un commento che vado ripetendo in forme diverse da un po' di tempo: la rivoluzione antropologica non è attuale, è quella della mentalità contraccettiva degli anni 60. La pillola, vale a dire un metodo contraccettivo non ingombrante e non fallace, ha portato alla scissione del piacere dalla responsabilità e questo ha reso il piacere una fonte del diritto. E difatti si sono approvati divorzio e aborto proprio perché era saldo nei cuori delle coppie sposate questa visione. Diceva Augusto Del Noce che il rapporto di una coppia uomo-donna stava diventando semprepiù omosessuale…vale a dire tolto il progetto di Dio uni tivo e procreativo, anche laddove, come nella coppia uomo donna, ci sono gli elementi dell'alterità sessuale, tuttavia, nel ribellarsi al progetto di Dio, si procede al non accoglimento della differenza sessuale pur presente. Quindi ogni partner proietta semplicemente e meramente se stesso in un gioco sessuale del quale l'altro è l'oggetto e non l'altro e l'amato…quando Lady Macbeth, accecata dalla sete di potere e dalle sue lusinghe, usava del rapporto del marito come mezzo di questa sua ascesa, chiese - almen con grande sincerità - agli spiriti infernali: "Unsex me", certamente perché in quel rapporto l'accoglimento dell'altro che solo si configura in un progetto d'amore era negato ab radice. siamo in questa condizione, ma senza dire sì sì, no, no come ha fatto Shakespeare. Quindi si può parlare di coppia omosessuale già all'epoca, e che cos'è la rivoluzione di popolo e di episcopio contro la Humanae Vitae se non la vittoria di questa mentalità contraccettiva che già, di suo, ha de facto modificato l'antropologia umana? Quelle che vediamo oggi sono solo conseguenze logiche, data la premessa, dato l'input contraccettivo.

    Mi dispiace che difronte al problema della persona omosessuale che non trovava un suo posto nella società e nella Chiesa anche quando voleva seguire le leggi di Dio (problema posto dai teologi morali Gleason e Hagmaier già a fine anni 50) perché doveva vivere in solitudine e rifiutare lavori e attività ludiche possibilmente fonti di tentazione, la risposta sia latitante da 50-60 anni. Spero che vengano delle belle sorprese, favorendo l'accettazione degli omosessuali nella Chiesa a partire dalla domanda: quali frutti per tutti porterà la castità di ciascuno?

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