L'amore di Dio: pane e carne.



Ad Assisi il roseto di San Francesco è in fiore.

San Francesco si butta tra le spine. Si butta! Anch’io voglio buttarmi tra le onde della vita.

Non sublima le sue passioni, le mortifica. Sa che quell’istinto non porta a nulla.

Immediatamente Dio lo riveste con bellissimi e profumatissimi fiori, innumerevoli rose. Bianche e rosse! Passione e purezza, in un unico e caldo respiro.

Leggenda o realtà, non mi importa!

C’è un di più che voglio raggiungere, che anche tu puoi raggiungere. Le rose, la luce e gli angeli che circondarono Francesco, sono promessa e simbolo di quel di più.

Sublimare, mortificare?

Certamente trasfigurare! Il nostro corpo intriso di Spirito Santo come una spugna.

Si compie la legge: ameremo Dio con tutto il corpo, con tutta l’anima, il cuore e le forze!

Ci ameremo tra di noi così.

Signore ti amo con questo mio corpo e tu mi ami con il tuo corpo, fatto di pane e della carne fragile della Chiesa, dei preti, delle suore, di uomini e donne che ti amano, il corpo di chi vive ai margini.

Io ti bacio con la mia bocca, e tu mi baci con la tua bocca che io tocco con le mie dita e ascolto con le mie orecchie, che solleva e arde nel mio cuore.

E’ bello celebrare l’amore, il nostro amore sull’altare.

Mi penetra il tuo amore, nell’intimità del confessionale, dove ti mostro il mio vuoto e l’oscurità del mio corpo. Ti vedo con gli occhi, lo gusto nel mio intimo.

Affonda la mia nave, nell’oceano del tuo amore, scorri, scendi fin dentro la mia stiva. Riempimi di te.

Danzo davanti a te e canto la gioia di essere amato, non da un fantasma, non da un idolo muto, ma dal tuo corpo e la mia carne viva, ti celebra.

Spirito Santo, danza con me, portami in questa eterna danza di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo amore.

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