Sono destinato a non amare?




"O Maestro, fa' ch'io non cerchi tanto: (...) Essere amato, quanto amare." (San Francesco d'Assisi)



Tante volte noi ragazzi omosessuali cattolici siamo presi dallo sconforto, ci sentiamo soli e ci domandiamo se dovremo vivere tutta la vita da soli, dato che la Chiesa ci chiede di vivere la castità. Vogliamo seguire Gesù, eppure a volte questo desiderio non è abbastanza forte da placare i morsi della solitudine. Rinunciare ad una storia d’amore ci sembra qualcosa di eroico.

Facile per quelli che non hanno i nostri problemi dare consigli, facile fare i santi con le croci degli altri.

Oggi voglio darti un nuovo spunto di riflessione. Qualcosa che forse ti sconvolgerà.

Sono convinto che la storia non ci ha insegnato cos’è il vero amore. Da sempre si è imposta una visione romantica dell’amore che non è completa. Tutti quelli che vivono soli sono convinti che gli manchi qualcosa di cui, in realtà, non hanno bisogno veramente.

La tecnica è un po’ quella della pubblicità. Per spingere a comprare bisogna sollecitare o creare un bisogno nel potenziale acquirente. Stanno sollecitando il nostro bisogno di amore. Il vero amore è dono di sé, non un bisogno. C’è più gioia nel donare che nel ricevere, ma il dono non rientra nell’ottica del consumismo. Il consumismo sa che il nostro bisogno d’amore non sarà mai sazio e punta su quello, così da spingerci a cercare di colmarlo con ogni cosa: compreremo tutto, useremo, getteremo e compreremo ancora, senza mai essere sazi.

Beh quello che voglio dirvi è che ci stanno imbrogliando! Ci stanno facendo credere che l’amore sia solo quello degli innamorati, del colpo di fulmine, delle lenzuola e della luna di miele. Ogni amore è bello e non sminuirò mai l’amore romantico, non è questo il senso di ciò che sto scrivendo. Ma ci avete fatto caso? L’amore celebrato nella nostra epoca esplode con il primo rapporto sessuale, raggiunge il suo coronamento con il matrimonio, si spinge al massimo al primo figlio e poi, stop. C’è un lasso di tempo che non interessa la narrazione contemporanea sull’amore. Fino a che improvvisamente ritroviamo un matrimonio ridicolizzato, diventato, chissà come mai, la tomba dell’amore.

La rappresentazione di questo “amore romantico” ci ha cucinati per bene. Siamo una generazione di romanticoni, poco inclini all’amore vero. Siamo innamorati dell’amore, ma non sappiamo amare. Tutti abbiamo abboccato all’imbroglio del romanticismo e chi è solo si sente l’unico sfigato della terra.

A noi omosessuali viene suggerito dalla Chiesa di vivere l’amicizia e non una relazione di coppia. Quante volte mi sono domandato e mi avete domandato: “Ma allora sono destinato a non amare?”

Ho una bella notizia: tu sei stato creato esattamente per amare! Tu sei stato creato per consumarti di amore! Per amare fino alla fine e fino all’ultima goccia del tuo sangue. Per vivere una vita appassionante, travolto dalle acque impetuose dell’amore.

Mi dispiace per chi pensa che l’amore di Dio sia una sublimazione dell’amore vero. E’ proprio il contrario. Non c’è nulla di più vero dell’amore di Dio che ti ha creato e che ti fa vivere. Forse invece è vero che i nostri amori umani sono solo la caparra di quell’unico Amore che ci colmerà.

Quante volte sento e mi raccontate del vostro bisogno di carezze, di abbracci, di parole dolci. Mi domandate se è peccato accarezzare! Ma no caspita! Non è peccato abbracciarsi, non è peccato essere teneri. E’ la nostra missione, la tua missione: mostrare al mondo la bellezza e la delicatezza di un’amicizia generosa, la dolcezza e la tenerezza materna di Dio padre.

Coraggio! La solitudine che vivi è una menzogna! E’ un’illusione! Uno spettro! Prendi autorità sulla tua solitudine. Decidi di infrangere questo specchio deformante della tua vita. Non sei solo. Tu sei degno di essere amato, e di amare. Esci dalla tua tana, e cerca luoghi dove sgorga acqua viva. Sia Dio il tuo primo amore e il tuo primo amico e non ti farà mancare padri, madri, fratelli, sorelle, figli.

Vivi l’amicizia. L’ho scritto altre volte: è l’amore più grande di cui parla Gesù. Non credete a quelli che vi dicono che l’amicizia è un sentimento di serie B, non credete a quelli che dicono che il loro compagno non potrebbe mai essere il loro amico. Sono storie destinate a finire, o forse sono già finite.

Ripeto: dare la vita per un amico, dice Gesù stesso, è l’amore più grande che ci sia.

“Sono destinato a non amare?”. Ti rispondo: “Ma tu ami te stesso?”. Tu che sei pronto ad amare chiunque ti faccia un sorriso e non sei capace di avere pietà di te, di perdonarti, di consolarti. Amati!

Ti prendi cura, provi compassione per chi è in difficoltà? Io nel mio piccolo, da quando mi dedico ai bisogni degli altri, affronto i miei in modo nuovo. Aiutare gli altri spesso significa aiutare sé stessi, guardare ai propri problemi con una distanza che ti permetta di trovare nuove chiavi di lettura. Aiutare gli altri ti dà una ragione in più per lottare. Forse il tuo cuore in questo momento è talmente chiuso nel dolore che non riesce a sentire nulla. Ascolta la tua sete d’amore, ascoltala perché è la sete del mondo intero, che chiede un’acqua che solo tu puoi dargli.

“Ma come faccio ad aiutare gli altri se ho bisogno io stesso di essere amato?”, questo mi ripetevo. Certamente, ci sono degli aiuti che ci dobbiamo, come dicevo prima: la cura di se stessi è la prima forma di amore che dobbiamo vivere. Poi però non lasciarti divorare dalle tue ferite, la cui fame non verrà mai placata. Prendi il largo!

Sì abbiamo bisogno d’amore, ma vivere l’amore sempre come un bisogno è infantile e pericoloso. Un partner per quanto amore ti potrà dare, non colmerà le tue voragini, la tua sete d’amore, la tua insicurezza. Spesso le ferite che portiamo dentro sono come i buchi neri dell’universo, non sono mai sazi, divorano stelle, pianeti e galassie intere. Inoltre è ingiusto considerare l’altro come la benda per le nostre lacerazioni. (libera cit di don Fabio Rosini)

Le tue piaghe sono destinate a diventare qualcosa di più di una pianta carnivora. Possono diventare sorgente di consolazione per la vita degli altri, come le piaghe di Gesù.

Il vero amore non è ricevere, ma donare.

I più grandi uomini della terra sono quelli che si sono sacrificati per l’umanità. Quelli più felici, quelli che hanno amato. Non ho mai visto un uomo felice perché rivendicava amore. Ne ho visti tanti felici perché si sono consumati per gli altri. Chi rivendica amore è frustrato, acido, narciso, soffocante. Chi dona amore è felice, gioioso, contagioso ed edificante.

Ci hanno fatto credere che l’amore sia un diritto! No! Non è un diritto, né un dovere. L’amore è un dono.

Ci hanno fatto credere che la felicità sia vivere un amore romantico. Scusate! Ma la verità è che la felicità è incontrare Dio e fare la Sua volontà.

Lui è la sorgente dell’Amore, con la A maiuscola. Crediamo che Lui è l’amore più grande? Vi sembrerò un bacia pile, un bigotto, ma io l’ho sperimentata la tenerezza che ricevo durante l’adorazione, la luce e la pace quando durante il giorno invoco lo Spirito Santo o leggo un brano della Bibbia in camera mia. Perché dovrei tacere? E tu? Ci hai mai provato? Prima di giudicarmi, sperimenta quello che ti suggerisco e poi raccontami quello che ti è successo.

Mi rivolgo a te, che come me ti sei sentito ostacolato nella vita e nella fede dalle sensazioni o dal bisogno che senti dentro di te. Non c’è un’unica soluzione per quello che viviamo. Nemmeno la fede è una bacchetta magica! Ma ci sono tante possibilità: come dei direttori d’orchestra dobbiamo crescere nell’arte di dirigere questa polifonia stupenda di possibilità d’amare che riempiono la nostra vita. Certamente se ti concentri solo sulle tue ferite, su quello che non hai avuto, sul bisogno che hai dentro, non risolverai nulla. Anzi! Aggraverai la situazione. Ti dispererai.

Mi domandi: “E perché non posso vivere una storia d’amore con una persona del mio stesso sesso donandomi a lui?”. Se pensi che diversamente non potrai essere felice e che questa sia la tua strada non ti voglio dissuadere. Alcune persone mi raccontano di vivere delle relazioni omosessuali serene. Non sono tra quelli che cerca sempre di trovare le falle nelle relazioni degli altri, per farsi forte della sua scelta. Ti chiedo solo di non lasciare fuori Dio da questa tua ricerca di felicità. Chiedi a Lui di mostrarti la strada da percorrere, senza paura.

Te lo dico ancora: “Non è lo status che ti impone la società a renderti felice. Ma la volontà di Dio su di te!”. Lui ti promette vita in abbondanza e la gioia piena. “La vita esuberante, magnifica, eccessiva” (cit. padre Ermes Ronchi).

Ancora: “Perché gli eterosessuali possono vivere una relazione d’amore e noi omosessuali no?”. L’amore tra uomo e donna, esiste per generare la vita, non per le cene a lume di candela. La vita è l’amore donato che si fa carne in una vita in più. So che questa risposta è insufficiente. Ma credimi! Non siamo esclusi dall’amore!

Non siamo esclusi dall’amore! Al contrario!

Io non sono nessuno. La mia esperienza di vita non è legge universale. Sperimento nella fatica di ogni giorno, nei miei limiti, nei miei alti e bassi, nelle mie cadute, la fedeltà di un Amore che mi precede e mi insegue, mi perdona, mi rialza, mi conduce per mano, mi colma, mi dà speranza ed entusiasmo. No! Non farei cambio con un altro amore. La Chiesa, mi tiene per mano in questo percorso, tramite i suoi figli, le sue figlie e i suoi doni; questo cammino dopo 36 anni non mi ha ancora deluso, ma al contrario mi riserva sorprese in continuazione, anno dopo anno.

La mia vita è un’avventura stupenda di amore!

Non dobbiamo rinunciare a nulla, ma chiedere e vivere pienamente la vita che Dio ci ha già donato.



"La vita è amore. Donala!" (Madre Teresa di Calcutta)

Commenti

  1. "Il vero amore é dono di sé, non un bisogno". Questo branno é piú che suficiente per cambiare tante cose! Coraggio, Eliseo! Proprio la solitudine é il pasticcio che dobiammo essorzizare

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  2. L'AMORE VERO È LAICO

    Caro Eliseo, nonostante il tuo utilizzo di uno pseudonimo, la tua presentazione video (anzi audio) con voce contraffatta, e la tua autocertificazione di "omosessuale cattolico già vittima di bullismo" che né io né nessuno dei tuoi lettori ha la possibilità di verificare, voglio provare a riconsiderare insieme a te la definizione di Amore che hai dato e che secondo te è la naturale quadratura di un cerchio che per altri invece è stato e è motivo di lotta per i propri diritti. Ti chiedo quindi di ospitare anche la mia voce sul tuo spazio, almeno nella sezione dei commenti, relativamente a questo argomento, sperando poi in una tua risposta (anche in privato, se ti sembrerà il caso).

    [ho scritto un messaggio troppo lungo. Se volete, continua qui: http://pastebin.com/jYUT6U5k ]

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  3. Caro Francesco ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato. Mi scuso, ma provo insofferenza davanti a scritti così lunghi. Non ho davvero il tempo. Anche perché come ribadisco spesso, il mio blog e la mia pagina Facebook non sono un luogo di confronto come magari altre pagine.
    Leggendo molto velocemente però ho visto che mi attribuisci cose che non dico.
    1) Non propongo la castità a tutti e nemmeno agli "omosessuali cattolici". Figurati che è un approdo a cui sono arrivato anch'io recentemente. La castità/continenza (anche se sono due concetti differenti) è la via che propone la Chiesa a tutti i single, ma al giorno d'oggi sappiamo che è più un punto d'arrivo, più che un punto di partenza.

    2) La cosa più importante è cercare la felicità. Per me c'è un unica strada per la felicità, ma nella Bibbia si dice, che gli uomini di buona volontà sono molti, e chiunque cerchi il bene è gradito a Dio. Papa Francesco stesso dice che sull'omosessualità la pensa come il Catechismo della Chiesa Cattolica, ma non giudica coloro che cercano Dio con cuore sincero.

    3) Io penso che l'amore laico non esiste proprio, è solo un riflesso dell'unico fedele, eterno, immenso e vero amore: L'AMORE DI DIO.
    L'AMORE è SACRO: che tu lo voglia o no. Poi tu puoi scegliere di vivere l'amore che vuoi.

    Spero che questi pochi punti siano sufficienti per chiarirti come la penso.

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  4. Nel mio commento ogni volta che ho tentato di riassumere il tuo pensiero (limitatamente a quello che ho letto in due post del tuo blog, sia chiaro) non l'ho mai fatto con ineluttabilità. Se ci fai caso ogni volta che lo faccio concludo il periodo con qualcosa tipo "dico bene, oppure no? E se no, allora non vuol dire che...?". Se davvero ti ho attribuito cose che non pensi, mi aspetto comunque una risposta alla domanda "E se no...". Ma non rispondi.
    I tre punti che hai ribadito, allora, mi sono persino ancora più oscuri. Se nel tuo post hai spesso ben esposto i tuoi ragionamenti, qui nel commento invece in tutti e tre i punti mi rimandi alla Chiesa, al Papa, a Dio. Ma, perdonami, proprio non accetti che un essere umano possa non riconoscere alcuna autorità alla Chiesa e al Papa né credere nell'esistenza di Dio? Non meritano queste persone una risposta che prescinda dall'atto di fede?

    Mi dispiace vederti affermare che non cerchi il confronto. Non è un atto di superbia anche questo? Lo so che a te può benissimo bastare la Fede e non ti serve l'opinione di un altro misero omuncolo quando hai da Dio tutto quello che cerchi. Ma non siamo tutti fratelli e sorelle, tutti nella stessa comunità, tutti intenzionati a trarre il massimo dal nostro breve tempo sulla Terra? Che fratellanza ci può essere allora senza confronto? Che speranza di comunità? Che ragione di continuare a vivere?
    Non credi che rifiutare il confronto ti isoli? E è legittimo isolarsi, intediamoci. Ma allora che senso scrivere su un blog, amplificato e promosso da testate giornalistiche persino?
    Non posso negarti che troppe volte mi sono sentito preso in giro da molte delle affermazioni contenute in questi tuoi messaggi. Ma non mi va di litigare, quindi se cerco di rimanere cordiale non scambiarlo per ipocrisia: è solo un grande sforzo diplomatico volto a dimostrare che quello che cerco non è la polemica, ma risposte.

    Peccato, speravo nel confronto, che a te invece non interessa. Le domande nel mio commento precedente rimarranno, ancora una volta senza risposta. Vabbè, visto che tu non vuoi, sai indirizzarmi da qualcuno, di quelli che la pensano più o meno come te, che abbia voglia di rispondermi?

    Grazie comunque. Auguro a te e a chi la pensa come te la felicità che dite di perseguire, sperando che non sia mai a scapito di nessun altro essere umano: non vi aspetta che miseria, altrimenti.

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  5. A me non sembra che a te interessi il confronto. Tu hai un'idea molto precisa. Sei convinto e contento della tua visione. Non la vuoi cambiare. Secondo me non cerchi un confronto, ma uno scontro, perché ti infastidisce che io la pensi diversamente da te.

    Io non riesco ad andare oltre la mia fede come tu non riesci ad andare oltre la tua laicità. Con la differenza che io dalla tua parte ci sono stato e tu dalla mia invece no.

    Io non mi rivolgo a te, non mi rivolgo a chi sta bene com'è. Se tu sei contento della tua opinione inseguila. Ti sto forse ostacolando? Fai un blog anche tu! Scrivi un libro. Vai in tv.Fonda un'associazione!

    Io mi rivolgo ai cristiani. Quindi parlo secondo quelle categorie, le mie. Soprattutto parlo di ciò che vivo sulla mia pelle. Stop.

    Se hai voglia di comunicare con me e avere delle risposte puoi scrivermi all'e-mail che trovi indicata nel blog. Ma sii sintetico, ripeto, non ho molto tempo a disposizione. Soprattutto come ti ho già detto, per chi è già contento e convinto della sua legittima opinione.

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