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Visualizzazione dei post da 2017

Michelle Hunziker e le guide spirituali

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Michelle Hunziker nel suo nuovo libro "Una vita apparentemente perfetta" edito da Mondadori racconta di essere stata plagiata da una maga di nome Clelia e di essere stata prigioniera di una setta per quattro anni.
Il Vangelo di ieri capita proprio a pennello:

"Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato". (Mt 23, 1-12)
La testimonianza di Michelle nella quale mi sono imbattuto per caso mentre facevo zapping ieri sera mi ha colpito tantissimo. So cosa significa essere plagiato e conosco il rischio di creare delle simbiosi spirituali anche in apparenza ortodosse e non per forza "esoteriche" come quelle della Hunz…

Bullismo alla mia età...

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Questo pomeriggio ho preso l’autobus. Stavo messaggiando su Whatsapp ed ho accavallato le gambe soprappensiero. Dopo un po’ sento che dietro stanno ridacchiando ed a voce alta domandano: “Sei gay?”. Dopo un po’, ancora: “Gaaaay!”.
Erano due adolescenti.
D’istinto ho sistemato le gambe, sono riuscito però a non voltarmi, come mi sarebbe venuto spontaneo fare, sentendomi interpellato. Ho fatto finta di niente, dentro però la rabbia ha cominciato a ribollire.
Come al solito i bulli agiscono da vigliacchi, aggrediscono da una zona di sicurezza costringendoti a restare vittima: tu lo sai che si rivolgono a te e lo sanno anche le persone intorno, ma non puoi reagire. Se lo avessi fatto sarebbe stato come dire: “Sì, sono gay!” ed io questa confidenza la voglio riservare alle persone a cui voglio più bene. Poi si sono alzati, si sono strusciati apposta contro di me, mi hanno guardato in faccia e sono scesi dal bus.
Ma alla mia età, a 37 anni, posso ancora permettere questo? Essere “bullizz…

Chi è padre James Martin sJ

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Mi sto appassionando sempre di più alla vicenda di padre James Martin sJ. Del gesuita non sapevo granché, avevo solo letto il suo famoso Building a bridge, libro in cui suggerisce sia alla Chiesa che alla comunità LGBT di trattarsi con rispetto, compassione e sensibilità. (1)
Di lui sul web non si trova scritto moltissimo in italiano, e soprattutto ne parlano i siti cattolici di stampo tradizionalista, quindi ne parlano male: nominato nel 2017 consultore del Segretariato per le Comunicazioni, (l’organismo che sovraintende alla gestione di tutti i mezzi di comunicazione vaticana: televisione, radio, stampa, internet, ecc.) è uno dei più famosi gesuiti degli Stati Uniti.
L’arcivescovo McElroy dall’“America Magazine” scrive di lui: "Si distingue per aver speso la vita costruendo ponti tra la Chiesa cattolica e il mondo, in particolar modo con la generazione dei “millenial” (i giovani di oggi ndr.). L’arcivescovo continua: "A seguito della pubblicazione di “Building a Bridge…

A proposito di luoghi comuni: la correzione fraterna.

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A proposito di luoghi comuni sulla Misericordia.

Avete presente l'insegnamento di Gesù sulla correzione fraterna in Matteo, capitolo 18, versetto 15 (Mt 18,15)?

Mi ha dato lo spunto per questo brevissimo articolo un vostro commento sulla mia pagina Facebook; capita spesso.

Quanti danni facciamo quando interpretiamo la Bibbia secondo il nostro prurito e non studiamo il vero significato delle parole che citiamo.

In questo Vangelo, Matteo fa dire a Gesù che se il fratello non accetta la correzione (la tua, più quella che farai insieme ad un altro fratello ed infine quella della comunità) lo dovrai trattare come un pagano e un pubblicano.

Ok! Lo dice Gesù, non Pyongyang, quindi Lui si pone come metro di paragone. E Lui come trattava i pagani e i pubblicani? Li lasciava andare per la loro strada, li sbatteva fuori dalla porta? Notare bene che il brano di cui parlo viene subito dopo la parabola della pecorella smarrita.

Lui con i pubblicani ci condivideva il pasto (qualcosa di molto …

Il prezzo della Misericordia (luoghi comuni)

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Se non so che ti ho pestato un piede mica ti chiedo scusa e allora ai peccatori glielo dobbiamo dire che sbagliano! "Signora! Con il suo tacco a spillo ha frantumato il mio prezioso allucione! Eh insomma! Stia un po’ più attenta quando cammina!"

Ho in mente un ragazzo omosessuale che mi raccontava della sua prima storia d’amore, dei pianti che si faceva dormendo accanto al suo uomo pensando che quella relazione l’avrebbe condannato all’inferno e altri ragazzi ancora, credenti, praticanti, che ho sentito macerarsi interiormente nel tentativo di ritrovare un posto vicino al cuore di Dio nonostante la loro relazione.

Boh, io davanti a queste storie non riesco ad immaginarmi un Dio che dice (con accento milanese rende meglio): “Beh sì effettivamente se hai una relazione omosessuale non puoi entrare nel mio Regno. Guarda, te lo devo dire perché la Misericordia va sempre di pari passo con la Verità, fa come vuoi eh ma andrai all’inferno!”
Noi cattolici siamo diventati portavoce…

La Chiesa che non vorrei

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"I fedeli in rivolta stoppano l'omoeretico Martin": solo dal titolo c'è da farsi venire i conati di vomito. L'omoeretico!

Padre James Martin sJ in breve: padre gesuita (nominato da mons. Dario Viganò (!!!) come consultore dell’istituzione che gestisce l’informazione della Santa Sede) famoso per il libro "Building a Bridge", dove sostiene che gli omosessuali debbano fare un passo di fiducia verso la Chiesa cattolica, ma che anche la Chiesa cattolica debba costruire ponti verso la comunità gay.

Scandalo! Bestemmia! Stracciamoci le vesti!

Io ho avuto la fortuna di leggere questo libriccino in italiano. Mi sembra di una correttezza e di una sensibilità uniche (correttezza che io qui non avrò, vi ho avvisati!).

Nonostante ciò padre Martin è stato prontamente redarguito da altissimi esponenti della Chiesa Cattolica, tra cui il cardinalissimo Robert Sarahah (Sarah), ultimamente, com'è di moda, considerato più autorevole del Papa in materia di fede.

Questa la…

Esiste l'identità gay?

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“Non dico di essere gay perché quello che faccio sotto le coperte sono affari miei.”

“Non è giusto definirsi omosessuali perché un’inclinazione non può definire una persona nella sua interezza.”


Ma davvero l’omosessualità è solo una questione di chi mi attrae sessualmente?

Sicuramente le affermazioni sopra riportate sono sacrosante; la sessualità è per eccellenza questione di privacy. Chi ama mostrare a tutti quello che tiene nelle mutande è un esibizionista.
Decisamente il fatto che mi piacciano gli uomini piuttosto che le donne è solo un aspetto della mia personalità che non può vampirizzare la mia identità.

Ma essere omosessuale è solo una questione di sponda?

Se io scrivo che la maggior parte degli omosessuali ha avuto un padre con il quale era difficile identificarsi ed una madre ipertrofica e seduttiva scatenerò il solito gruppetto di outsider che affermerà di aver avuto una famiglia stupenda e di essere comunque gay; va bene, beati voi. Tanti saluti a mamma e papà.
Andiamo…

Bloccato su FB

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Scherzetto!

Sì qualcuno si diverte a farmi gli scherzetti. Segnala a Facebook alcuni post dove ho scritto la parola "fr***o" e mi fa bloccare per un giorno, due ore, una settimana, ecc. Forse presto mi bloccheranno per un mese o magari definitivamente.

Ovviamente specifico che dove scrivo la famosa odiosa parola non è mai per offendere, al contrario denuncio chi ne fa uso, ma siccome Facebook è un computer, è i computer non usano la logica, allora mi bloccano.

Chi sia a divertirsi e perché lo faccia francamente non mi interessa.

Per me non è un grosso problema. Anzi! Spesso gli incontri più belli li ho fatti fuori e oltre i social.

La relazione ha bisogno di realtà.

Il blog, i social ci possono servire per esprimere un pensiero, divulgare, mostrare, quasi mai per costruire relazioni.

Per vivere però non abbiamo bisogno di "like", ma di un volto, una voce, un odore, un abbraccio, una carezza, un sapore.

Auguro a tutti, soprattutto a chi mi fa questi scherzetti, di avere ta…

Cinque anni di te e di me!

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Sono passati 5 anni da quando ho aperto il blog: la storia di Eliseo Del Deserto non è certo fatta dagli articoli che ho scritto, ma ripercorrerli è un modo per fare memoria. Come sono cambiato in questi anni?

Ho cominciato a scrivere spinto dal desiderio di fare qualcosa per Dio. Mi sono detto che siccome non potevo testimoniare una conversione radicale e neppure una guarigione profonda, avrei semplicemente scritto che il modo di vivere la mia sessualità mi rendeva infelice. Volevo fare qualcosa per Dio, in realtà Dio stava facendo qualcosa per me.

Cinque anni fa pensavo si potesse guarire dall’omosessualità, oggi so che non è questo il punto. La sessualità è qualcosa di molto complesso; il vero problema non è l’orientamento sessuale, ma capire e scegliere la meta della propria vita.

La storia di Eliseo non è fatta di articoli, ma di incontri. Quante persone ho conosciuto in questi anni. Se un tempo ero terrorizzato dal fatto che si potesse scoprire la mia omosessualità, grazie alla …

Ecco perché ringrazio Joseph Nicolosi

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Quando a vent’anni lessi per la prima volta ciò che diceva Joseph Nicolosi in merito all’omosessualità, per me fu un sollievo. Uscivo da un rapporto di dipendenza affettiva con un uomo di 33 anni che sosteneva io fossi omosessuale, quando ancora mi sentivo molto confuso. Lui si era proposto come la mia guida spirituale, ma spesso voleva abusare di me. Questa persona diede il colpo di grazia alla mia identità che negli anni era già stata messa a dura prova da un rapporto difficile col padre e dal bullismo di quartiere.

Leggere quello che Nicolosi scriveva mi ridiede la speranza non perché diceva che si poteva “guarire” dall’omosessualità, ma perché per la prima volta mi sentii capito. Nelle sue descrizioni sulla genesi dell’omosessualità rileggevo la mia storia, i miei rapporti familiari, la mia difficoltà ad instaurare amicizie con i ragazzi della mia età: parlava di me. “Quindi non sono l’unico” mi dissi, “quindi c’è un modo per cambiare!”.

Il primo motivo per cui ringrazio Joseph N…

Uscire dall'omosessualità (2): la vita nuova

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Nella vita nuova non è più questione di omosessuali o eterosessuali.

Nella vita nuova sei solo figlio, figlia, fratello e sorella. Nella vita nuova sei soprattutto chiamato ad essere padre e madre. Perché chi è nato di nuovo è chiamato a generare nuovi figli per Dio e a prendersene cura.

Non so se è chiara la portata rivoluzionaria di quello che ti sto dicendo. Sto dicendo che c'è qualcosa che va oltre la tua sessualità e oltre l'identità che ti stai sforzando di sviscerare con mille psicoterapeuti. Questo qualcosa non lo puoi comprare e per quanto ti sforzi non riuscirai ad ottenerlo con le tue forze.

C'è solo un modo per rinascere: lasciar fare a Dio.

La vita nuova è una libera iniziativa di Dio, che può essere invocata da te. Anzi! Forse l'unica cosa che puoi veramente fare è chiedere a Dio di donarti questa vita da risorto. Una vita che se sei battezzato, già riposa in te.

Ti metto in guardia: non è una magia, non è un interruttore. Non è che come per incanto …

Bordelli omosessuali al bando

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Quando escono notizie che riguardano il mondo gay, sono sempre tentato di non scrivere niente per non cacciarmi in un vespaio. Credo però sia doveroso da parte mia dare una parola di verità, legata alla mia esperienza e slegata da orientamenti politici.

La notizia a quanto ho capito è che ci siano delle associazioni culturali omosessuali (finanziate dallo stato e dai circoli ricreativi gay) che in realtà sono dei bordelli. Scusate se sono impreciso, non sono andato a leggere la notizia, perché è la scoperta dell’acqua calda e per chi mi segue da un po’, già ha letto di questi posti. Li classificavo come la terza periferia dell’omosessualità nella mia prima lettera a Papa Francesco (nel 2013).

So che la maggior parte di coloro che mi leggono sono cattolici, quello che mi preme dirvi è: non associate l’immagine della persona omosessuale a quella di un pervertito. Come gli impiegati statali non lavorano tutti in mutande, così non tutti gli omosessuali sono frequentatori di bordelli. C…

Trovare le parole!

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In pieno clima sanremese, mi sono arrivati due messaggi da persone differenti, tutti e due sullo stesso tema.

La prima: "Ogni giorno sono più confusa da quello che leggo: che certe cose non si possano più dire è vero, che ci sia una sorta di censura è vero, ma io non sto odiando nessuno e non ho voglia di spargere odio."

L'altra: "Non “odio” le persone che abbiano tendenze omosessuali giacché io “amo” tutti: io vedo solo persone. Punto. Non sopporto questa pervasiva ideologia omosessualista che pretende di tappare la bocca a chiunque non ne sia favorevole. E' questa che io contrasto".

Si sta parlando di un dibattito, meglio: di uno scontro. Due sono gli schieramenti: gli omosessualisti e i cristiani. I ruoli sembrano già ben delineati: cattivi i primi e buoni i secondi. Ha senso parlare di buoni e cattivi? Lo sappiamo che non esistono, che nessuno è perfetto, che la colpa sta sempre da tutte e due le parti. Eppure quanto ci sentiamo buoni invece!

Penso in …

Seconda Lettera a Papa Francesco - Mittente: Eliseo del Deserto

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Caro Papa Francesco,
ti ho scritto anni fa e da allora la mia testimonianza di omosessuale che cerca Dio è arrivata un po’ in tutto il mondo.

Oggi ti voglio riscrivere, perché ho un’urgenza nel cuore. Vorrei che la Chiesa si interrogasse seriamente sulla questione dell’omosessualità e che lo facesse con responsabilità, perché sono tanti i suoi figli che vivono con sofferenza questa dimensione della loro identità. Qual è il posto di un omosessuale nel Corpo di Cristo, la Chiesa?

Questa è la domanda che ti voglio fare con urgenza, per capire anche il mio posto!

Mi sono ritrovato negli ultimi mesi, ad interrogarmi, dato che vivo la castità, la povertà e l’obbedienza nel mondo, sul perché non potevo vivere tutto questo come religioso dato che in fondo è un desiderio che ho sempre avuto.

Davanti all’ammissione della mia omosessualità, mi è stato risposto che non posso diventare sacerdote. E' un impedimento perché documenti pastorali della Chiesa indicano chiaramente di stoppare n…

Uscire dall'omosessualità: da Narciso a Cristo

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Ricollegandomi al primo post del blog, quasi a chiudere un cerchio, propongo delle brevi riflessioni su cosa significhi per me "uscire dall'omosessualità".
Non è un giudizio sulla persona omosessuale. Non considero l'omosessualità una malattia e credo sia sbagliato classificare le persone in base alle cose che gli piacciono: gli uomini, le donne piuttosto che la Nutella, le tagliatelle, i gatti o le farfalle.

Per una comunicazione più chiara e immediata preferisco usare l'espressione omosessuali e omosessualità.

Le riflessioni che propongo sono frutto di un mio vissuto personale e non voglio che assumano un valore assoluto, ossia che siccome è successo a me allora tutti gli omosessuali sono così. Se la mia testimonianza potesse servire a qualcuno ne sarei felice.

Per capire quello che scrivo è importante tenere conto di questo e di altre due cose:

1. Penso che tutti siamo omosessuali nella misura in cui siamo ripiegati su noi stessi e non ci apriamo a…

Il Salmo del giorno - "Il Signore rialza chi è caduto"

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Beati i poveri in spirito.

Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.



"Il Signore rialza chi è caduto". Uno dei primi consigli spirituali che ho ricevuto è stato: "Il Signore non conta quante volte cadiamo, ma quante volte ci rialziamo". Quanta consolazione e forza mi hanno dato queste parole.

Con il tempo ho sperimentato però che il vero consiglio da dare è: "Non contare quante volte cadi, ma conta quante volte il Signore ti ha rialzato".

Solo quando ho cominciato a sperimentare che non ero in grado di camminare con le mie gambe, che facevo un passo e cadevo, a volte tentavo solo di rialzarmi e ripiomb…

Il Salmo del giorno - "Ci ha salvato dalle mani dei nostri nemici"

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Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo.

Ha suscitato per noi un Salvatore potente
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva detto
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo.

Salvezza dai nostri nemici,
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri
e si è ricordato della sua santa alleanza.

Del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.


Nella festa di San Tommaso D'Aquino la liturgia non ci propone un salmo vero e proprio, ma ci propone uno dei Cantici più belli del Nuovo Testamento, il Magnificat: il salmo di Maria.

Questo Salvatore potente ci salva dai nemici: ma di quali nemici canta Maria? Quanti nemici nella storia non sono stati sconfitti? Ma allora forse Dio non è onnipotente?

Noi crediamo in un Dio che è morto sulla croce, non in Zeus. Noi crediamo che …

Il Salmo del giorno - "Perchè forte è il suo amore per noi"

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Salmo 116

Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.

Genti tutte, lodate il Signore,
popoli tutti, cantate la sua lode.

Perché forte è il suo amore per noi
e la fedeltà del Signore dura per sempre.



Il tuo amore è forte! Alla parola forte associo tante immagini, per esempio quella di un padre forte, o quella di un abbraccio forte. Ripenso a tutte le volte che vorrei avere accanto una persona che si prenda il peso della mia vita, senza avere paura di schiacciarla.

L'amore di Dio è tutto questo e anche di più. Il suo amore per me e per te è forte.

Il suo amore è fedele. Alla fine di una giornata di duro lavoro, soprattutto se è un'occupazione frustrante, oppure se abbiamo una sofferenza, una preoccupazione, com'è difficile credere nella fedeltà del Signore. Non abbiamo solo due possibilità: credere o non credere, possiamo fare anche come i farisei, che stanno a guardare, stanno alla finestra della vita e dicono: "Ora vediamo se sei davvero così fedele! Vediamo se il t…

Il Salmo del giorno - "Ho sperato, ho sperato nel Signore"

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Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.

Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio.

Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo».

Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai.

Non ho nascosto la tua giustizia dentro il mio cuore,
la tua verità e la tua salvezza ho proclamato.
Non ho celato il tuo amore
e la tua fedeltà alla grande assemblea.

Non so se la mia idea sia originale, ma ho sempre amato il libro dei Salmi. Ho sempre amato cantare e lodare Dio. E' il nostro destino no? Un giorno saremo tutti là, davanti a Lui e Lo loderemo, eternamente.

Abbiamo tanti teologi bravissimi che ogni giorno ci spezzano il Vangelo con sapienza.

Io non credo che riuscirò ogni giorno, non è nella mia ind…