Seconda Lettera a Papa Francesco - Mittente: Eliseo del Deserto


Caro Papa Francesco,
ti ho scritto anni fa e da allora la mia testimonianza di omosessuale che cerca Dio è arrivata un po’ in tutto il mondo.

Oggi ti voglio riscrivere, perché ho un’urgenza nel cuore. Vorrei che la Chiesa si interrogasse seriamente sulla questione dell’omosessualità e che lo facesse con responsabilità, perché sono tanti i suoi figli che vivono con sofferenza questa dimensione della loro identità. Qual è il posto di un omosessuale nel Corpo di Cristo, la Chiesa?

Questa è la domanda che ti voglio fare con urgenza, per capire anche il mio posto!

Mi sono ritrovato negli ultimi mesi, ad interrogarmi, dato che vivo la castità, la povertà e l’obbedienza nel mondo, sul perché non potevo vivere tutto questo come religioso dato che in fondo è un desiderio che ho sempre avuto.

Davanti all’ammissione della mia omosessualità, mi è stato risposto che non posso diventare sacerdote. E' un impedimento perché documenti pastorali della Chiesa indicano chiaramente di stoppare nel cammino sacerdotale chi ha questo problema, a prescindere dal fatto che viva castamente.

Mi sono tornate nel cuore due categorie di persone che mi scrivono da tutto il mondo: tutti i ragazzi omosessuali cristiani che nella quasi totalità dei casi, hanno desiderato o desiderano consacrarsi a Dio e tutti i sacerdoti omosessuali che si sono rivolti a me per trovare ascolto.

Ci sono omosessuali che fanno terapie chiamate “riparative”, questi riescono ad innamorarsi di una donna, alcuni si sposano, ma so di certo, che nessuno di loro è mai veramente guarito e la ferita in qualche modo resta e si fa sentire in modo più o meno intenso. In ogni caso, la maggior parte di coloro che fanno questo tipo di terapie non guarisce affatto. A queste persone cosa proponiamo?

Spesso paragonano la situazione degli omosessuali a quella dei divorziati risposati: io non trovo grandi somiglianze. Io non ho scelto di diventare omosessuale.

Altre volte ci considerano come malati o handicappati, come se dovessimo accettare che ci mancano le gambe. A noi omosessuali cristiani non manca un cuore per amare, non mancano mani per toccare, possiamo generare (non parlo di figli, ma parlo ad esempio di generare nella fede o generare un’opera di bene, un progetto di carità). Siamo “menomati” ma non ci manca nulla. E' come se ci dicessero che non possiamo usare la mano, ma quella mano ce l’abbiamo, la sentiamo e funziona.

La Chiesa ci propone la castità e la continenza, come a tutti i single. Prendere o lasciare. Salvezza o dannazione. Questa è un po' la sensazione che si ha nello studiare cosa la Chiesa propone agli omosessuali. E' possibile andare un po' più a fondo? Visto che la salvezza si gioca tutta sull'amore, invece che dirmi solo quello che non posso fare, possiamo vedere insieme delle possibilità che non abbiano il sapore del ripiego, ma quello della pienezza?

Non si può vivere tutta la vita come in una Quaresima! Gesù è risorto anche per noi!

L’altra volta quando ti ho chiesto di pregare per me affinché io fossi testimone nelle periferie dell’omosessualità, sono stato esaudito, così spero anche questa volta: qual è il posto nella Chiesa di un omosessuale che vuole seguire Cristo radicalmente? Cos’è che mi impedisce davvero di diventare sacerdote?

Seconda domanda: penso a tutti quei ragazzi omosessuali, che ti assicuro sono tantissimi, che desiderano o hanno desiderato diventare sacerdoti? Mi domando, perché tutti hanno avuto questo desiderio? Non avrà un significato più profondo? Sarà solo perché siamo attratti dagli uomini e sublimiamo questa pulsione immaginandoci compagni di Gesù? Che tristezza...

Io sono certissimo che questa croce che devo portare può essere un lucerniere per il mondo e per la Chiesa. Io sono certissimo che nel prato di Dio, noi omosessuali che cerchiamo Dio siamo un fiore speciale.

Terza domanda: vogliamo aiutare i sacerdoti omosessuali? Perché un problema così evidente del clero è un tabù? Come avere un brufolo purulento sulla punta del naso e far finta di nulla. Come sapere di avere la gamba in cancrena e non curarla. Non è impedendo a dei ragazzi omosessuali di diventare preti che si può risolvere il problema. Papa Francesco tu che conosci bene il tuo clero, lo sai che è vero quello che dico. Lo sai quanti sacerdoti e consacrati nella Chiesa sono omosessuali. Nessuno di loro è santo? Nessuno di loro è all’altezza della vocazione a cui ha risposto? Hanno tutti imbrogliato i loro maestri? Se dei Monsignori con i loro coming out hanno fatto più danni che del bene alla Chiesa, per causa loro vogliamo ancora una volta mettere la testa sotto la sabbia?

Papa Francesco, ti confesso il mio desiderio più grande: vorrei nel Cuore della Chiesa mia madre, essere l'amore.
Prega per me.

Tuo figlio.
Eliseo del Deserto

Commenti

  1. Tu diventi il cuore della Chiesa ogni volta che non cedi alla ribellione ma rispondi con pazienza e con l'amore silenzioso frutto dello Spirito che abita in te ( uomo fecondo) , tu costruisci e stai riparando la casa di Dio quando in questa condizione di "minorità forzata " ( quella minorità scelta da San Francesco) continui a lasciarti illuminare per amare ogni volta come lo Spirito ti suggerisce senza prendere la via della divisione che non è la via del Signore .. quello che però mi sento di suggerirti in virtù di difficoltà che vivo in prima persona nella condizione di quando si vive nel mondo , è che tu possa trovare delle persone con la quale condividere la fede , la spiritualità nel quotidiano con dei ritmi condivisi ben scanditi (una piccola fraternità) .. ti starai domandando " perchè mai?" perchè quando fai esperienza comunitaria ti rendi conto che custodisci più facilmente perchè c'è un "ritmo/contenitore" che ti fa fare spazio alla Presenza e lascia che Colui che rende testimonianza alla Verità ti rinnovi lo sguardo di quanto ti ama e ti fa amare diversamente in quel giorno e la tua ordinarietà è trasformata .. la tua giara che riempi di acqua in attesa che Lui la trasformi in vino ... goccia che giorno dopo giorno scava la roccia ... Io non so se riapriranno la via agli omosessuali per il sacerdozio .. ma so che un grande uomo ha colto che nella minorità/povertà era la via per vivere un intimità con Gesù che abita la tua solitudine per salvarti dall'individualismo e apre il cuore all'amore .. e quest'uomo ha vissuto l amore in modo passionale ,cioè coinvolto totalmente dalla Passionalità di Cristo ( ne riceve pure i segni ) ..e quindi nel caso non ti abbattere e dì ai tuoi e ai miei fratelli di non abbattersi perchè le vie più piccole e nascoste sono le più amate da Dio!!!! che il Signore ti doni la pace e ti mostri sempre il Suo volto d'Amore <3

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