Trovare le parole!



In pieno clima sanremese, mi sono arrivati due messaggi da persone differenti, tutti e due sullo stesso tema.

La prima: "Ogni giorno sono più confusa da quello che leggo: che certe cose non si possano più dire è vero, che ci sia una sorta di censura è vero, ma io non sto odiando nessuno e non ho voglia di spargere odio."

L'altra: "Non “odio” le persone che abbiano tendenze omosessuali giacché io “amo” tutti: io vedo solo persone. Punto. Non sopporto questa pervasiva ideologia omosessualista che pretende di tappare la bocca a chiunque non ne sia favorevole. E' questa che io contrasto".

Si sta parlando di un dibattito, meglio: di uno scontro. Due sono gli schieramenti: gli omosessualisti e i cristiani. I ruoli sembrano già ben delineati: cattivi i primi e buoni i secondi. Ha senso parlare di buoni e cattivi? Lo sappiamo che non esistono, che nessuno è perfetto, che la colpa sta sempre da tutte e due le parti. Eppure quanto ci sentiamo buoni invece!

Penso in generale che in questa battaglia ideologica (perché solo di ideologia si tratta) tutti e due gli schieramenti si stiano comportando molto male, a partire dai loro leader. Tutti credono di avere ragione. Nessuno cerca la verità perché tutti sono già convinti di avercela. Ci stiamo perdendo un'occasione: in un disegno misterioso e provvidenziale, anche questa deriva antropologica ed il combattimento che ne è scaturito è stata "permessa" perché ci sono della "Grazie" da scoprire, delle Parole da trovare. Sarebbe bello la smettessimo di tapparci la bocca a vicenda e ci ascoltassimo di più.

Ve lo assicuro: su Facebook è impossibile e inutile!

La vera sfida è l'incontro. Non siamo un nickname, un post e nemmeno  un commento. Dobbiamo riscoprirci esseri umani.

Io sono convinto che questo dibattito abbia un'importanza fondamentale per questo secolo se lo si conducesse bene. Per esempio stiamo riscoprendo parole in crisi come: amore, matrimonio, padre, madre. Sono convinto che queste parole stanno lavorando nella vita concreta di ciascuno di noi: nei vostri matrimoni, nel rapporto con i vostri figli, nelle scelte di ogni giorno.

Dunque usiamo le parole per edificare e non per bisticciare sui social, sui giornali e nelle piazze.

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