Il prezzo della Misericordia (luoghi comuni)




Se non so che ti ho pestato un piede mica ti chiedo scusa e allora ai peccatori glielo dobbiamo dire che sbagliano! "Signora! Con il suo tacco a spillo ha frantumato il mio prezioso allucione! Eh insomma! Stia un po’ più attenta quando cammina!"

Ho in mente un ragazzo omosessuale che mi raccontava della sua prima storia d’amore, dei pianti che si faceva dormendo accanto al suo uomo pensando che quella relazione l’avrebbe condannato all’inferno e altri ragazzi ancora, credenti, praticanti, che ho sentito macerarsi interiormente nel tentativo di ritrovare un posto vicino al cuore di Dio nonostante la loro relazione.

Boh, io davanti a queste storie non riesco ad immaginarmi un Dio che dice (con accento milanese rende meglio): “Beh sì effettivamente se hai una relazione omosessuale non puoi entrare nel mio Regno. Guarda, te lo devo dire perché la Misericordia va sempre di pari passo con la Verità, fa come vuoi eh ma andrai all’inferno!”

Noi cattolici siamo diventati portavoce di un Dio così antipatico! Ma chi vogliamo convertire? Chi pretendiamo di avvicinare con questa acidità?
Nessuno mette in discussione ciò che è peccato, nessuno vuole sminuirne la portata. Io almeno non voglio prendermi questa responsabilità, ma non è questo il punto. Alcuni omosessuali che conosco per esempio sanno benissimo che per i cattolici quello che vivono è peccato e si sono allontanati dalla Chiesa o non hanno intenzione di avvicinarsi, in primo luogo perché provano sentimenti reali che non percepiscono come sbagliati (chi è in grado di percepire che sbaglia se è innamorato?) e in secondo luogo (e questo è molto grave a mio parere) perché hanno conosciuto cattolici estremamente antipatici che testimoniano un Dio con chiodi e martello, pronto a crocifiggerli per il loro peccato, a sbatterli fuori dalla porta, non un Dio che invece si è fatto crocifiggere al posto nostro.

Dobbiamo veicolare un'altra immagine di Dio. Con la sua vita e la sua Parola Gesù ha tracciato un cammino di felicità, e la Chiesa con il suo insegnamento porta avanti questa tradizione. Essere veri discepoli significa diventare allievi di questa scuola di gioia. Questo dobbiamo testimoniare! A volte sembra che essere cristiani sia solo essere sotto esame! Abbiamo un maestro buono, che ci conosce, sa da dove partiamo, dove possiamo arrivare e dove vuole condurci. Il nostro Dio è estremamente misericordioso e giusto, ma la sua giustizia rovescia i criteri umani, supera la legge del risarcimento danni. La sua giustizia è lasciare 99 pecore senza pastore per cercare quella che si è smarrita. Sembra un controsenso!

Non voglio dire che allora va tutto bene! Non mi piacciono i buonisti, come non amo i moralisti. Seguire Gesù richiede impegno e coerenza, ma questa adesione deve nascere da uno slancio di gratitudine e amore e non possiamo pretendere che tutti facciano come diciamo noi e condividano i nostri principi. Non siamo mica talebani.

Soprattutto quando parliamo di peccato, sarebbe il caso che parlassimo prima del nostro. Se i luoghi comuni sulla misericordia estrapolati qua e là dal Vangelo li usassimo prima di tutto per convertire noi stessi: l'adultera a cui Gesù ha detto "Vai e non peccare più", siamo noi che continuiamo a inciampare sulle stesse pietre; il tempio dove Gesù ha scacciato i mercanti è il nostro cuore dove scendiamo a compromessi con altri idoli, non quello degli altri.

Dio fa che io possa esserti eternamente grato per il tuo perdono. Come posso testimoniare la tua Misericordia se non vivo per primo la gioia di aver trovato un ingresso omaggio per il Paradiso?
Se non scopro il valore di quanto ho vinto, passerò la mia vita a pensare di dovermi meritare qualcosa che non potrò mai meritare, e pretenderò che anche gli altri facciano come me questa fatica in fondo inutile dato che hai già risolto tutto tu.

Di più! Fa che scopra che tutto questo lo fai perché mi ami. Questo riscatto l'hai pagato a prezzo del Tuo sangue. Dio mi ami così tanto che non solo non mi giudichi, ma prendi su di te quel giudizio di morte che pendeva sulla mia testa. 

Se Dio ha fatto questo per me e per te, perché fratello mio ti vuoi riappropriare di quella condanna a morte e la vuoi mettere sulla mia testa?

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