Michelle Hunziker e le guide spirituali



Michelle Hunziker nel suo nuovo libro "Una vita apparentemente perfetta" edito da Mondadori racconta di essere stata plagiata da una maga di nome Clelia e di essere stata prigioniera di una setta per quattro anni.

Il Vangelo di ieri capita proprio a pennello:

"Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato". (Mt 23, 1-12)

La testimonianza di Michelle nella quale mi sono imbattuto per caso mentre facevo zapping ieri sera mi ha colpito tantissimo.
So cosa significa essere plagiato e conosco il rischio di creare delle simbiosi spirituali anche in apparenza ortodosse e non per forza "esoteriche" come quelle della Hunziker.

Credo che il problema principale sia quello di sentirsi soli. Me lo conferma anche Michelle che riesce a prendere la decisione di uscire dalla setta proprio quando una persona rompe finalmente il muro di isolamento nel quale era stata ingabbiata per dirle: "Non sei sola!".
Anch'io sono riuscito a liberarmi di una guida spirituale che mi stava plagiando (e non solo purtroppo), proprio nel momento in cui ho trovato un gruppo di amici cristiani.
Non è bene che l'uomo sia solo.
Quando siamo soli siamo vulnerabili.
Anche i rapporti a due, di qualsiasi natura, affettiva, lavorativa, spirituale se sono esclusivi e non si aprono ad una polifonia relazionale sono pericolosissimi. Ci alienano dal dinamismo della realtà e ci rendono schiavi.

Michelle parla dei life-coach e del rischio che si nasconde dietro questa nuova figura in voga, dietro alla quale il più delle volte si nascondono soggetti pericolosi. Il fatto è che spesso questi guru non hanno i turbanti in testa, non sono per così dire "strani"; al contrario sono persone rassicuranti, sorridenti, luminose, curate. Il mondo cattolico non è immune da queste sedicenti guide, anzi! Ve lo dico per esperienza.

Lungi da me demonizzare la figura della guida spirituale, vorrei però che noi cattolici riflettessimo sul rapporto che instauriamo con le nostre guide. Quante volte sento dire dai laici: "Faccio questa cosa per obbedienza alla mia guida spirituale", manco appartenessero ad un ordine claustrale.
Facciamo attenzione!
Prendiamo noi per primi la decisione di non dare alle nostre guide troppa responsabilità. A volte chiediamo agli altri di mettersi nei nostri panni perché noi per primi non li vogliamo indossare. Non lasciamo che le nostre guide scelgano per noi. Se è sbagliato essere dei battitori liberi, lo è altrettanto continuare a delegare ad altri
scelte che spettano solo a noi. La croce si può portare in due, ma dalla porta stretta si entra uno alla volta.
Quindi stiamo in guardia dai lupi travestiti da agnelli e anche noi cerchiamo di essere pecore e non pecoroni.

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