GLI ONESTON, IL GFVIP E L'AMICIZIA




Ultimamente sono rimasto affascinato e completamente coinvolto dall’amicizia nata sotto le telecamere 24 ore su 24 tra Raffaello Tonon e Luca Onestini. Raffaello Tonon è un opinionista televisivo di trentotto anni e Luca Onestini un altrettanto noto tronista del ‘93. Entrambi sono finalisti del Grande Fratello Vip.

Ammazza che modelli di spessore intellettuale vi sto offrendo!

Il Grande Fratello Vip: un programma spazzatura che ha contribuito a diffondere in Italia la cultura del nulla, approfittando dei nostri momenti di disimpegno quotidiano. All’interno di questo contenitore però, probabilmente per merito degli autori, si sviluppano talvolta narrazioni interessanti. L’amicizia è stata uno dei temi principali dell’edizione di quest’anno. Il gradimento dei due amici sui social (uno intellettuale ed estremamente formale, l’altro belloccio e pieno di vitalità), dimostra che il pubblico è particolarmente sensibile a questo tema.

Anch’io ho vissuto un'amicizia così, tra l’altro proprio nel periodo in cui ho aperto il blog. Un’amicizia disinteressata, che come sottolinea Raffaello stesso, ricorda molto le amicizie dell’infanzia; amicizie alla Jack Lemmon e Walter Matthau, come quella tra Pumbaa e Timon o Stanlio e Ollio. Due uomini estremamente diversi che si prendono cura l’uno dell’altro.

So cosa vuol dire: è amore, ma non c’entra nulla il sesso. Da piccolo andavi a dormire a casa del tuo migliore amico e nessuno pensava male. È così. Oggi purtroppo bisogna sempre specificare e spiegare. È un amore che ha più a che fare con la solidarietà, la complicità e la tenerezza. Questa amicizia sviluppa una complementarietà che crea un appagamento totale. Il rischio è la dipendenza, ma ogni cosa porta con sé dei rischi.

Penso che probabilmente la felicità sia questo: sapere di non essere più soli.

Se penso alla mia vita capisco che il fertilizzante che ha sviluppato i miei problemi è stata la solitudine o l’illusione di essere solo.
L’amicizia è la soluzione. Non un’amicizia sola. Tante amicizie, tante relazioni: il migliore amico, il gruppo di amici, i colleghi, la confidente, il proprio compagno. Diventare amico dell’umanità intera. L’amicizia non può essere semplicemente una melodia, deve diventare una polifonia. L’amicizia esclusiva a volte rischia di diventare una simbiosi che isola dagli altri, dà un senso di appagamento, ma rischia di creare nel tempo una solitudine ancora maggiore.

Ricordo quando pregavo per avere un’amicizia così. Pensavo che non fosse possibile, perché ritenevo i “ragazzi etero” incapaci di delicatezza, attenzione, sensibilità. Invece è successo.
Quanto fa bene! Vorrei che voi maschi sapeste di avere un potere che non ha nulla a che fare con i muscoli. Avete il potere di guarire e di far risorgere coloro che sono depressi, soli e privi di autostima. Ora lo sapete!

Io vorrei che nascessero un sacco di amicizie come quella tra Raffaello e Luca, dove c’è libertà, generosità, tenerezza e vitalità. Vorrei che tutti fossimo consapevoli dell’importanza degli amici. Chi ha amici veri non si sente più solo.

L’amicizia è la salvezza.

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