Post

Visualizzazione dei post da 2018

"Chiamami col tuo nome!" e l'amore omosessuale

Immagine
Chiamami col tuo nome”. Bel film! Luca Guadagnino sa fare il suo lavoro, ma la mia impressione è che si voglia edulcorare la rappresentazione dell’omosessualità, come in tanta cinematografia gay. I protagonisti sono descritti come un qualsiasi maschio eterosessuale: mai effeminati, voci profonde, sicuri di sé. Siamo sinceri dai! Quando uno è gay si vede! Per quanto uno sia “maschile”, tra noi gay ci riconosciamo subito. Raramente restiamo sorpresi quando qualcuno si dichiara.

Film come questo, "Brokeback Mountain" o altri, sono fiabe. Piuttosto descrivono fedelmente un immaginario erotico gay, cioè quello che un gay vorrebbe gli succedesse. Per carità! Mai generalizzare! Il mondo dell’omosessualità è eterogeneo come il Brasile, ma un po’ di autocritica va fatta. Possiamo indossare tutte le barbe e i muscoli che vogliamo, ma come diceva uno dei protagonisti di “Mine Vaganti” quando meno te l’aspetti la tua parte femminile prende il sopravvento: “E’ la vera me, io la tratteng…

Gli acrobati della santità!

Immagine
Ultimamente mi è capitato di lavorare con bambini con gravi difficoltà nell'apprendimento. Quante cose ho imparato sulla fragilità umana e sulla mia fragilità.
Uno dei bambini di cui mi prendo cura ha un grave ritardo mentale e una fortissima avversione alla scuola. Con l'equipe delle maestre e con i relativi esperti si è capito che per quest'anno il bambino non imparerà né a leggere né a scrivere, e che il nostro primo obiettivo deve essere quello di dare al piccolo delle basi che in questo momento per lui sono ancora più importanti: ad esempio riconciliarsi con la scuola e crescere nella stima di sé.
E' vero! Forse tutti i suoi compagni, potranno imparare a leggere e scrivere, il mio bimbo no. Lui imparerà più avanti, forse, ma certamente prima deve acquisire altre competenze fondamentali per la sua vita.
Quante volte anche noi pretendiamo da noi stessi e dagli altri di saper già "leggere e scrivere"! Quante volte pretendiamo da noi stessi e dai nostri fra…

Oltre la castità...

Immagine
Parlare di castità è difficile. Può sembrare obsoleto, da Medioevo. Qualcosa di cui al giorno d’oggi non si può che ridere abituati come siamo a ben altro.

Parlare di castità è difficile perché poi si finisce sempre per parlare di sesso, come se il problema fosse tutto lì.

Tante volte noi cristiani somministriamo “Castità” come fosse la panacea di tutti i mali. Sei divorziato? nessun problema: “castità”; sei omosessuale? Ti accetto lo stesso, ma “castità”! Hai la fidanzata? Castità! Sei in discernimento vocazionale? CAS-TI-TÀ!

All'origine di tanti problemi c'è la solitudine.

Se guardo alla mia storia vedo un ragazzino spaventato, vittima di bullismo, che passa tanto tempo in casa da solo per paura di uscire. Un bambino che sta un sacco davanti alla tv, che si annoia moltissimo, che si arrovella per la paura delle cose che dovrebbe fare e non ha il coraggio perché è solo. Un bambino che scrive, canta, sogna, ma che poi comincia a fare anche tanti errori.

Quanta fatica ancora…