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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2018

Il ritiro di don Carrega e l'eritema da correzione fraterna.

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Dopo parecchio tempo, mi sento di poter dire il mio parere sul famoso ritiro organizzato dalla Diocesi di Torino per omosessuali. Non mi dilungherò su come il “dibattito della discordia” si sia dipanato in queste settimane. Mi interessa solo dire la mia opinione.

Penso che siano necessari e urgenti ritiri che aiutino gli omosessuali a vivere la loro fede, a trovare nuovi e duraturi equilibri nella loro vita, spinta spesso alle periferie dell'esistenza. (NOTA 1)
L’obiettivo deve restare l’integrazione della diversità. Sono infatti anche del parere che sia necessario andare oltre il “ritiro per omosessuali”, ed avere come meta cammini più ampi, dove si possa essere liberi di condividere la propria storia senza etichette, consapevoli della propria unicità. In altre parole: ritiri per “esseri umani”, dove si possa essere semplicemente e finalmente se stessi.

Troverei disonesto invece proporre cammini che al posto di aiutare gli omosessuali, fossero maldestri tentativi di giustifica…

"Chiamami col tuo nome!" e l'amore omosessuale

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Chiamami col tuo nome”. Bel film! Luca Guadagnino sa fare il suo lavoro, ma la mia impressione è che si voglia edulcorare la rappresentazione dell’omosessualità, come in tanta cinematografia gay. I protagonisti sono descritti come un qualsiasi maschio eterosessuale: mai effeminati, voci profonde, sicuri di sé. Siamo sinceri dai! Quando uno è gay si vede! Per quanto uno sia “maschile”, tra noi gay ci riconosciamo subito. Raramente restiamo sorpresi quando qualcuno si dichiara.

Film come questo, "Brokeback Mountain" o altri, sono fiabe. Piuttosto descrivono fedelmente un immaginario erotico gay, cioè quello che un gay vorrebbe gli succedesse. Per carità! Mai generalizzare! Il mondo dell’omosessualità è eterogeneo come il Brasile, ma un po’ di autocritica va fatta. Possiamo indossare tutte le barbe e i muscoli che vogliamo, ma come diceva uno dei protagonisti di “Mine Vaganti” quando meno te l’aspetti la tua parte femminile prende il sopravvento: “E’ la vera me, io la tratteng…

Gli acrobati della santità!

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Ultimamente mi è capitato di lavorare con bambini con gravi difficoltà nell'apprendimento. Quante cose ho imparato sulla fragilità umana e sulla mia fragilità.
Uno dei bambini di cui mi prendo cura ha un grave ritardo mentale e una fortissima avversione alla scuola. Con l'equipe delle maestre e con i relativi esperti si è capito che per quest'anno il bambino non imparerà né a leggere né a scrivere, e che il nostro primo obiettivo deve essere quello di dare al piccolo delle basi che in questo momento per lui sono ancora più importanti: ad esempio riconciliarsi con la scuola e crescere nella stima di sé.
E' vero! Forse tutti i suoi compagni, potranno imparare a leggere e scrivere, il mio bimbo no. Lui imparerà più avanti, forse, ma certamente prima deve acquisire altre competenze fondamentali per la sua vita.
Quante volte anche noi pretendiamo da noi stessi e dagli altri di saper già "leggere e scrivere"! Quante volte pretendiamo da noi stessi e dai nostri fra…